di Claudia Pieri
Tempo di vacanze, tempo di relax e finalmente tempo da dedicare alla lettura senza interruzioni.
Per voi ho scelto due romanzi che mi sono entrati nel cuore e da cui ho faticato a staccarmi quando sono arrivata alla parola “fine”.
Due romanzi che apparentemente sono molto distanti tra loro e che sembrano avere come unico punto di contatto la quasi omonimia tra le due autrici: Alice Basso e Alice Bassoli.
A questo punto avrete già capito di quali libri sto parlando: Le ottanta domande di Atena Ferraris o Atena 2, come ormai molti lettori hanno imparato a chiamarlo (così, se ancora non lo avete letto, potete recuperare anche il primo volume della serie e i libri in valigia diventano tre!) e il recentissimo Il bosco obliquo.

Due storie opposte per registro narrativo e per atmosfera: la prima frizzante, brillante e ironica come la sua protagonista; la seconda densa, oscura e claustrofobica proprio come il paese di provincia che fa da cornice alla vicenda.
Ho scelto Atena 2 perché Atena Ferraris è uno di quei personaggi che finiscono per diventare quasi una presenza familiare.
Con il suo modo tutto particolare di guardare il mondo, le sue domande e le sue fragilità, mi ha fatto sorridere, riflettere e affezionare pagina dopo pagina.

Con Il bosco obliquo è successo qualcosa di diverso: mi sono ritrovata immersa in una storia intensa e inquieta, popolata da personaggi fragili e tormentati che continuavano a tornarmi in mente anche dopo aver chiuso il libro.
Eppure questi due romanzi non sono così distanti come potrebbero sembrare. Entrambi, attraverso stili di scrittura molto diversi, hanno la capacità di dare vita a personaggi che “bucano le pagine” e si fanno carne, ossa e anima. Personaggi che sembrano accompagnarci durante la lettura e che è difficile salutare una volta arrivati all’ultima pagina.
Due romanzi che si incontrano nella profondità umana dei loro protagonisti e nella capacità di lasciare qualcosa di duraturo.

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