Il bosco obliquo di Alice Bassoli

Il bosco obliquo Salotto Giallo

Recensione di Claudia Pieri

TRAMA

Nel cuore selvaggio dell’Appennino emiliano, il piccolo paese di Rocchelle viene sconvolto da un omicidio raccapricciante: Francesco, giovane spacciatore dal passato tormentato, viene trovato decapitato nel bosco, con una testa di bambola al posto della sua. Gli abitanti, già segnati da antichi segreti e rancori mai sopiti, sprofondano nella paura e nei sospetti.

Daniele, fratello della vittima, e Chiara, la giovane fidanzata, cercano disperatamente la verità, mentre il parroco don Giacomo si scontra con i limiti della redenzione e del perdono. Tra croci rovesciate, rituali inquietanti e una rete di tradimenti, il bosco diventa teatro di una spirale di violenza che travolge ogni certezza. Nessuno è innocente a Rocchelle: ogni personaggio porta con sé un frammento di verità, un dolore nascosto, una colpa da espiare.

Con Il bosco obliquo Alice Bassoli costruisce un thriller psicologico che cattura sin dalle primissime pagine grazie a una scrittura profondamente empatica e immersiva, capace di trascinare immediatamente il lettore dentro la storia e nelle vite dei personaggi che la abitano.

Rocchelle, con i suoi segreti, i suoi silenzi e le sue tensioni sotterranee, diventa molto più di una semplice ambientazione: è un luogo claustrofobico, impregnato di pregiudizi e verità nascoste, in cui il bosco assume una presenza costante, quasi viva

Quel bosco nasconde troppi segreti

Attraverso l’alternanza tra passato e presente, la narrazione ricostruisce progressivamente i legami tra gli abitanti del paese e il rapporto che ciascuno di loro aveva con Francesco, la vittima,

quel ragazzo bello, anzi bellissimo, scaltro per necessità

I continui ritorni temporali non servono soltanto a chiarire l’indagine, ma scavano nelle vite dei personaggi, riportando a galla sentimenti irrisolti, fragilità e segreti custoditi per anni. Ognuno sembra avere un motivo per desiderare la morte di Francesco

da Francesco le persone venivano travolte, consumate

e l’autrice è molto abile nel seminare dubbi e indizi che finiscono per coinvolgere progressivamente ogni protagonista.

Eppure Il bosco obliquo non si limita mai a essere soltanto un thriller o un mistero da risolvere. La vera forza del romanzo risiede nella sua dimensione corale e nella capacità di mettere al centro l’umanità dei personaggi, raccontandone le emozioni, le contraddizioni e le ferite più profonde.

L’omicidio diventa così l’occasione per scavare nel presente e nel passato di una comunità intera, costretta a fare i conti con il peso delle proprie scelte

A Rocchelle sono tutti giudici, tutti santi, ma l’hanno nascosta per bene la coda dentro ai pantaloni. La coda. Quella del diavolo.

Tra tutti, Francesco emerge come fulcro emotivo del romanzo:

affamato d’affetto, in equilibrio sulle sue mancanze, sui suoi vuoti

È morto, eppure domina la scena, pagina dopo pagina, fino a prendersi completamente il lettore. A mano a mano che se ne scoprono il passato, la fragilità nascosta dietro le risse, la droga e la sregolatezza, appare sempre più evidente quanto quei comportamenti somiglino a un disperato grido d’aiuto rimasto inascoltato:

Solo l’amore lo poteva salvare, lui che era stato abbandonato dalla madre, e si era ritrovato con un padre scostante e anaffettivo, capace solo di riempirsi pancia e testa di alcol dalla mattina alla sera

È impossibile non provare nei suoi confronti affetto, compassione e tristezza.

Accanto a lui si muovono personaggi altrettanto intensi e sfaccettati: Chiara, segnata dall’amore spezzato con Francesco:

piange Chiara, sempre. Piangeva quando era vivo e piange anche ora che è morto

Don Giacomo, che cerca nella fede la forza per affrontare il dolore:

infila la mano sotto alla giacca, cerca la sua croce di legno e la stringe con forza. Sa che potrà ricavarne un po’ di sollievo

e che continua a vedere e ricordare il bene nascosto dentro quel ragazzo:

Sì, lui è il padre di ogni singolo abitante di Rocchelle, ma Francesco è il figlio che avrebbe desiderato avere se non avesse consacrato la sua vita a Cristo

“L’Angelina”, tra le figure più toccanti del romanzo,

alienata dalla società e dalla gente, tenuta a distanza perché “strana”

e che

aveva pianto tanto perché, a differenza della maggior parte degli abitanti di Rocchelle, a lei Francesco non stava antipatico

e poi Daniele, Tiziana, Roberto, Giovanna e gli altri abitanti di Rocchelle, tutti parte di un intreccio umano complesso e credibile.

Nessuno resta sullo sfondo: ogni personaggio contribuisce a comporre l’affresco collettivo che sostiene questo romanzo.

Particolarmente intensi risultano i capitoli ambientati nel passato dedicati alla storia tra Chiara e Francesco. In mezzo all’oscurità della vicenda principale, quei momenti diventano uno squarcio di luce, una pausa emotiva che interrompe temporaneamente l’orrore di ciò che accadrà dopo. Sono pagine raccontate con una sensibilità e una naturalezza capaci di commuovere profondamente

Il suo Francesco, un cuore inquieto, un’anima dannata, ma pur sempre il suo Francesco

Alice Bassoli

Alice Bassoli inventa storie da quando è bambina, ma ha cominciato a scrivere dopo i trent’anni, ispirata dalla lettura di due romanzi molto speciali che ancora oggi conserva nel cuore. La ninnananna degli alberi è stato pubblicato da Corbaccio nel 2024.

La cifra distintiva della scrittura di Alice Bassoli è proprio questa capacità di rendere vivi i suoi personaggi, trasformandoli in presenze concrete, fatte di carne, ossa e anima.

Le emozioni attraversano continuamente la narrazione, dando vita a un romanzo intenso e denso che diventa difficile interrompere. La lettura procede quasi in stato di ipnosi, trascinata da una scrittura che non costruisce soltanto suspense, ma disegna con precisione i contorni interiori dei suoi protagonisti.

Nella parte finale l’alternanza tra passato e presente si fa ancora più serrata, mentre tutti i pezzi del mosaico trovano progressivamente il loro posto. Ogni legame, ogni segreto e ogni scelta acquistano un significato preciso, conducendo verso un epilogo sorprendente e perfettamente all’altezza della costruzione narrativa.

Il bosco obliquo è un romanzo dalle molteplici sfaccettature: un thriller ben congegnato, ma soprattutto un potente romanzo corale che scava nelle pieghe dell’animo umano. Alice Bassoli intreccia mistero, dolore, amore, fragilità e senso di colpa in una storia che coinvolge totalmente e che, in più di un passaggio, arriva a commuovere. Un libro che non si limita a raccontare un delitto, ma mette a nudo una comunità intera e le sue ferite più profonde

Di schiena le persone paiono sempre indifese, appese a uno stato di incertezza

Salottometro:

Il bosco obliquo Salotto Giallo

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Ebook


Genere:                                  Thriller

Anno pubblicazione: 2026

Casa Editrice:              Corbaccio

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