Recensione di Claudia Pieri
TRAMA
Avere tante domande senza risposta non è mica semplice. Parola di Atena Ferraris, che sarei io. Mio fratello Febo dice che si vive lo stesso, ma non sono d’accordo. A essere sincera, cercare soluzioni logiche a tutto per me è istintivo. Anche per questo ho fondato una rivista di enigmistica. Lavoro a casa, da sola, perché non so stare in mezzo alla gente.
Eppure, da quando ho aiutato Febo a smascherare un mago imbroglione, mi ritrovo sempre più spesso a confrontarmi con altre persone. Ho persino trovato un ragazzo che vuole conoscermi e nuove amiche. Adesso una di loro, Elisa, ha bisogno di me per risolvere il mistero di una lettera minatoria. Nella sua azienda, dove si danno arie di grande modernità e fanno corsi di team building, c’è qualcuno che le fa mobbing.
Tutti hanno fiducia nelle mie capacità, perché sono molto brava a risolvere i problemi altrui. Da quando esco di casa più spesso, però, non sono affatto sicura che sia vero, perché mi faccio un sacco di domande su me stessa. E non mi piace per nulla. Non so se voglio davvero capire chi sono, perché ogni risposta potrebbe appiccicarmi addosso un’etichetta, e le etichette ti chiudono in una scatola.
Forse, aiutare i miei amici è l’unico modo per accettare il giudizio altrui. In più, qualche volta servono delle istruzioni d’uso precise per affrontare il mondo. Soprattutto per chi, come me, si sente perso.
Come sempre accade con i libri di Alice Basso, e soprattutto con le sue protagoniste, la sensazione una volta iniziata la lettura è quella di ritrovarsi con una vecchia amica: qualcuno con cui non vedi l’ora di sederti al tavolino di un bar e lasciarti raccontare una storia.
Con Atena, forse, sedersi davvero a un tavolino può essere un po’ complicato:
«Io odio avere vicini di posto e gente dietro la nuca».
Molto meglio allora seguirla nelle sue rocambolesche giornate e lasciarsi guidare in questa nuova avventura alla ricerca di sé:
«La mia vita è un casino. Ma magari, se scopro cosa sono e come si fa a essere me, lo sarà un po’ meno (…) Dal momento in cui Gemma mi ha ventilato l’ipotesi che ci fosse un nome per tutte le mie complicazioni, mi è sembrato fantastico, travolgente, già solo che esistesse un nome».
Anche in questo secondo volume della serie, Le ottanta domande di Atena Ferraris, la voce narrante è quella di Atena e lo stile è l’inconfondibile cifra di Alice Basso: ironico, vivace e brillante, arricchito da una imprescindibile componente empatica che permette ai protagonisti di uscire dalle pagine ed entrare con naturalezza nelle giornate di chi legge.
Il romanzo si presenta come un libro ricco e sfaccettato, in cui torna la componente gialla che accompagna tutte le protagoniste della Basso e che ne caratterizza i libri come cosy crime.
Una parte divertente e ben congegnata, che non è mai fine a sé stessa, ma svolge un ruolo funzionale nell’approfondimento dei personaggi e delle loro relazioni, offrendo spunti di riflessione a trecentosessanta gradi sulle tematiche trattate.
È una storia gialla che, tra l’altro, chiunque potrebbe vivere in prima persona e che, proprio per questo, rafforza il cordone ombelicale dell’empatia tra lettori e personaggi: un espediente narrativo decisamente riuscito.
Le incursioni nel passato di Atena e Febo aiutano a caratterizzare meglio la protagonista e a creare un legame narrativo tra i vari capitoli. Queste scene di vita quotidiana – raccontate soprattutto attraverso i dialoghi familiari – scandiscono il ritmo del racconto e ne arricchiscono il senso.
Colpisce il grande lavoro di approfondimento dei personaggi, anche di quelli secondari: con pochi tratti decisi, l’autrice riesce a entrare nella psicologia di Eufemismo e di sua mamma.
Allo stesso tempo, emerge un’attenzione costante ai sentimenti dei protagonisti, raccontati con quella leggerezza e sensibilità che da sempre contraddistinguono la scrittura di Alice Basso.

Alice Basso
Alice Basso è una scrittrice milanese. Ha lavorato per diverse case editrici come redattrice, traduttrice e valutatrice di proposte editoriali.
Nel tempo libero finge di avere ancora vent’anni, ama cantare e scrivere canzoni, suonare il sassofono e disegnare. Cucina male, guida ancora peggio e di sport nemmeno a parlarne.
Con Garzanti ha pubblicato le avventure della ghostwriter Vani.
Del 2022 Una stella senza luce, una storia piena di colpi di scena e di pericoli ambientata nell’Italia del 1935.
Nel 2025 introduce una nuova protagonista, Atena Ferraris, con Le ventisette sveglie di Atena Ferraris.
Questo lavoro sui personaggi si riflette anche negli spunti di riflessione che il romanzo offre e si manifesta nei microcosmi familiari, come il “piano mansarde”, dove abita il papà di Atena e Febo:
una sintesi di come dovrebbe funzionare il mondo
in cui il 2 novembre è meglio del Natale. Come racconta Atena: «Casa di mio padre mi ha insegnato negli anni che il mondo è pieno di culture che vivono il ricordo dei defunti in maniera più gioiosa della nostra.»
Di grande delicatezza sono anche le pagine dedicate a Jacopo e Atena e al loro nascente legame.
Se già nelle precedenti serie la Basso aveva inserito una relazione amorosa tra i protagonisti principali, qui il registro cambia: tutto è avvolto da una tenerezza che nasce dall’attenzione e dalla cura verso l’altro, conferendo ulteriore spessore ai personaggi, in particolare a Jacopo, come emerge anche nei loro scambi più leggeri:
«Jacopo! Ma tu… hai studiato?» «Be’ ma certo che sì, è evidente, se tu scoprissi che una persona con cui hai voglia di entrare in confidenza ha praticamente un manuale di istruzioni di base, non correresti a consultarlo?».
Si ride, ma c’è spazio anche per la commozione. E per il desiderio di sognare un po’.
Da segnalare infine la postfazione, che offre precisazioni interessanti per chi volesse approfondire alcuni aspetti trattati nel libro: dalla diagnosi e i test, alla medicina del lavoro, fino al tema dell’epilessia.
Questo aggiunge uno spessore ulteriore alla lettura, permettendo di comprendere più a fondo la vita quotidiana dei protagonisti e di chi, come loro, affronta sfide legate alla neurodivergenza.
Le ottanta domande di Atena Ferraris, secondo volume della serie, conferma il talento di Alice Basso nel raccontare personaggi vividi e relazioni autentiche, con ironia, delicatezza e sensibilità.
Una lettura da non perdere.

Se questa recensione vi ha incuriosito e volete conoscere meglio Atena Ferraris, a questo link trovate l’intervista al personaggio creato da Alice Basso, che, con la sua voce, ha risposto per Salotto Giallo alle domande di Claudia Pieri.
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