In salotto con… Atena Ferraris

In salotto con Atena Ferraris

Atena Ferraris si racconta con la voce di Alice Basso

Intervista a cura di Claudia Pieri

Dopo la recensione, abbiamo scelto di lasciare spazio direttamente a lei. 

Atena Ferraris, protagonista della nuova serie di Alice Basso, prende la parola in una breve intervista “in character”: a rispondere è l’autrice, ma la voce è quella inconfondibile di Atena, con il suo bisogno di ordine, la sua ironia asciutta e il suo modo personalissimo di osservare il mondo. 

Quattro domande, nessuno spoiler: solo un modo per entrare nella sua testa prima ancora di seguire le sue avventure sulla carta. 

Atena, tu ami gli enigmi perché hanno sempre una soluzione sola. Ma quando l’enigma sei tu, che cosa stai cercando davvero: una risposta o un nome che ti faccia sentire meno fuori posto? 

Anche a me piacerebbe avere una sola risposta!

Pare – mi dicono – che gli esseri umani non funzionino così, che siano complessi e sfaccettati. Dev’essere per questo che ho da sempre l’impressione di non capirli.

Certo, che anche io personalmente rientrassi in questa complessità era un imprevisto. Non l’avevo calcolato. Ma in effetti spiegherebbe perché anch’io molto spesso non sappia spiegare a me stessa cosa provo, per esempio quando un’avventura destabilizzante mi si presenta alla porta e io dovrei (dovrei!) chiudere a doppia mandata e starne il più lontana possibile, e invece una vocina dentro di me mi sussurra quanto sarebbe interessante e appassionante gettarmici a capofitto… 

Dici spesso che il mondo ti affatica. È più stancante gestire il caos fuori o quello che la tua testa produce senza chiedere il permesso? 

Il mio caos interiore ha un vantaggio, per me: che è mio. Il caos esterno è completamente al di fuori del mio controllo.

La vita è una catena ininterrotta di domande alle quali nessun manuale dà una risposta. Perché devo per forza chiedere “come stai?” a qualcuno che incontro in ascensore, anche se questo mi risponderà “bene” qualunque sia la risposta vera?

Quanto tempo è lecito impiegare per riempire la sporta della spesa alla cassa del supermercato, o per fare un prelievo al bancomat? Tutti conoscono dei codici che devono essere stati stampati su un manuale che hanno distribuito quando non ero in casa. Esisterà sotto forma di pdf scaricabile? 

Tutti sembrano capirsi al volo, mentre tu vedi soprattutto i dettagli. Secondo te il problema è non parlare la stessa lingua degli altri… o essere l’unica che legge sempre le note a piè di pagina? 

Bravissima, hai messo il dito sul punto: tutti sembrano capire tutto, ma poi non vedono cose che a me sembrano lampanti.

Sto iniziando a capire che questo si debba a questa cosa chiamata ADHD che non avevo mai capito bene che potesse riguardarmi.

La mia attenzione va dove non è previsto che vada. L’ho sperimentato con chiarezza quando Febo mi ha trascinata (per una delle sue avventure folli a cui io non so dire di no) alla sua scuola di prestigiazione: la magia è tutta basata sulla manipolazione dell’attenzione. La mia amica Gemma (che fa la psicologa) dice che i prestigiatori sono dei neurologi inconsapevoli che fanno leva su un sacco di meccanismi mentali precisi.

Ebbene: io vedo i trucchi. Si è constatato. Io vedo i dettagli: la mano che fa quel veloce movimento che nessuno avrebbe dovuto notare, la carta che scivola dove io non avrei dovuto badare. Queste sono le cose che vedo io. 

Tuo fratello Febo sembra avere un talento speciale per scombinare le carte e trascinarti dove non avevi previsto di andare. È più faticoso seguirlo o ammettere che, a volte, è proprio lui a costringerti a uscire dalla tua zona di comfort? 

La cosa più faticosa di tutte? Trattenermi dal ringraziarlo. Giuro: questa è la faccenda che mi fa veramente saltare i nervi. Perché, quando mi ficco in qualche avventura assurda per tirare lui fuori dai guai, sono in preda alla paura dal primo all’ultimo minuto.

E però una parte di me è entusiasta, eccitata, si sente finalmente viva. E quella parte un po’ ce l’ha, la tentazione di ringraziare Febo, per avere scosso la mia vita che altrimenti procederebbe imbalsamata e iperprotetta nella propria routine. Ma questo, naturalmente… a Febo non lo diremo mai! 

Chi ha letto la recensione riconoscerà molti dei temi che attraversano il romanzo.
Chi non conosce ancora Atena, forse, dopo queste risposte avrà voglia di incontrarla tra le pagine. 
Perché a volte, prima ancora di una storia, è una voce a fare la differenza. 
Salotto Giallo ringrazia Alice Basso per la disponibilità e per aver dato vita ad Atena Ferraris anche in questa intervista. 
Per leggere le recensioni di Claudia Pieri ai libri di Alice Basso e iniziare a conoscere Atena Ferraris e le sue avventure, potete cliccare i seguenti link:

Le ventisette sveglie di Atena Ferraris (Garzanti, 2025)

Le ottanta domande di Atena Ferraris (Garzanti, 2026)

Le ottanta domande di atena ferraris Salotto giallo

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