Recensione di Claudia Pieri
TRAMA
Mi chiamo Atena Ferraris e mi sa che non sono come gli altri, inutile girarci intorno.
Mia madre mi ha sempre detto che siamo tutti diversi, e quindi è come se fossimo tutti uguali.
Non ne sono convinta, ma mi fido di lei.
Ho trent’anni, vesto fuori moda e odio le sorprese.
E ho ben ventisette sveglie ogni giorno per ricordarmi di lavorare, di mangiare, di andare a letto, di smettere di pensare.
Soprattutto faccio troppe domande, dicono.
Perché per me è essenziale che ogni cosa abbia una spiegazione.
Per questo dirigo una rivista online di enigmistica dove ogni gioco, rebus o anagramma ha una soluzione univoca.
Mi fa sentire al sicuro. So che siamo in pochi a ragionare così.
Ora, però, è successo qualcosa che ha scombinato le carte.
Tutta colpa del mio fratello gemello.
Febo è uno scrittore in crisi e, per ritrovare l’ispirazione, si caccia nei guai più assurdi.
Al momento, per esempio, si è iscritto a una scuola di magia.
Sembrerebbe una cosa innocua, se non fosse che, fra giochi di prestigio e illusioni, è inciampato in un mistero vero, di quelli che scottano.
Mi ha supplicata di aiutarlo, dice che ha bisogno della mia capacità di vedere particolari che gli altri non notano.
E così eccomi costretta a uscire di casa, a conoscere persone nuove e ad avere conversazioni normali.
Ma forse è quello che ci vuole: forse è arrivato il momento di mettersi in discussione e capire se mia madre ha detto la verità sul mio modo di essere.
A volte bisogna uscire dal guscio per capire chi si è davvero. Il nuovo progetto di un’autrice da mezzo milione di copie vendute, opzionato dalla più importante casa di produzione cinematografica italiana prima ancora della pubblicazione.
Dopo averci fatto sognare con le avventure di Vani Sarca e Anita Bo, Alice Basso torna dai suoi lettori con una nuova protagonista: diversa, ma che assomiglia un po’ a ognuno di noi. Perché siamo pieni di fragilità, ma anche di una forza che non sappiamo di avere.
E Atena è qui per dimostrarcelo.

Con Le ventisette sveglie di Atena Ferraris torna in libreria Alice Basso che, dopo Vani Sarca e Anita Bo, tira fuori dal cilindro (e mai espressione fu più azzeccata…!) un nuovo personaggio femminile, destinato a rapire il cuore dei lettori.
Sarà amore “a prima lettura”?
Per chi scrive lo è stato, sin dalle prime pagine.
Con lo stile brillante, vivace e ironico che la contraddistingue, la Basso, in questo primo volume della serie a lei dedicata, presenta Atena, anzi lascia che sia il personaggio stesso a farlo:
Io adoro i gialli di Agatha Christie. E di Arthur Conan Doyle, di Wilkie Collins, di Dorothy L. Sayers, di Rex Stout e di Ellery Queen e così via.
Sono così confortanti. C’è una lista di personaggi all’inizio e il colpevole non può essere che uno di loro.
Perché, secondo voi, l’enigmistica è il mio stagno, la mia bolla, la mia zona di comfort? Perché prevede l’applicazione di schemi che infallibilmente conducono a una soluzione, e a una soltanto.
E le sveglie citate nel titolo?
Beh
Se mi ricordassi le cose non avrei bisogno di tutte queste sveglie
Già da queste poche righe il lettore intuisce di trovarsi davanti a un personaggio singolare, con delle peculiarità caratteriali che si riflettono anche sul suo modo di vestire:
Camicia leggera, bianca, in sangallo che ha i buchini e fa passare l’aria, però con maniche lunghe e colletto abbottonato. Gonna lunga fino ai piedi, che fa isolamento termico come insegnano i tuareg, a vita alta per evitare che la camicia scappi. Scarpe il più possibile chiuse. Capelli raccolti stretti. E parasole – che poi sarebbe un normalissimo ombrello, a fiori chiari.
La narrazione in prima persona e lo stile colloquiale dell’autrice fanno subito sì che Atena si materializzi in carne e ossa davanti a chi legge.
Pagina dopo pagina, Atena si racconta, si prende la scena e i lettori; è travolgente, un fiume in piena che non si può smettere di “ascoltare”:
funziona così, quando sei il tipo di persona che ha la tendenza a parlare troppo: prima scopri che parli troppo, e subito dopo impari a chiederti cosa c’è sotto ogni volta che qualcuno sembra ascoltarti volentieri
La sua figura è dominante, ma l’autrice è abile nel farle introdurre gli altri personaggi del romanzo che trovano ognuno il proprio ruolo e la giusta collocazione accanto alla protagonista.
Su tutti, Febo, il fratello gemello, scrittore in crisi di ispirazione, che la trascina nell’avventura narrata in questo primo volume e con il quale Atena ha un legame forte, da gemelli appunto:
io a un certo punto sento che devo chiamarlo, lui mi risponde come se avesse sentito che stavo per chiamarlo.
La mamma o, meglio, la sua “voce” e i suoi insegnamenti:
io e te sentiamo la fatica di vivere più di altre persone. Ma dovrai allenarti, a poco a poco. Come per tutto il resto. Come ho fatto io

Alice Basso
Alice Basso è una scrittrice milanese.
Ha lavorato per diverse case editrici come redattrice, traduttrice e valutatrice di proposte editoriali. Nel tempo libero finge di avere ancora vent’anni, ama cantare e scrivere canzoni, suonare il sassofono e disegnare.
Cucina male, guida ancora peggio e di sport nemmeno a parlarne.
Con Garzanti ha pubblicato le avventure della ghostwriter Vani.
Nel 2020 Il morso della vipera e Il grido della rosa (2021).
Del 2022 Una stella senza luce, una storia piena di colpi di scena e di pericoli ambientata nell’Italia del 1935.
Nel 2025 introduce una nuova protagonista, Atena Ferraris, con Le ventisette sveglie di Atena Ferraris.
E poi Gemma, Jacopo, l’Eufemismo, personaggi di cui la Basso fa intravedere le grandi potenzialità, destinati sicuramente a crescere nei prossimi libri della serie.
Naturalmente, come tutti i romanzi dell’autrice, anche ne Le ventisette sveglie di Atena Ferraris la storia si tinge di giallo e lo fa con una trama ben congegnata, interpretata da protagonisti ben caratterizzati, che sorprende i lettori con i giusti colpi di scena.
Ancora una volta, Alice Basso fa centro!
Dalla sua penna nasce un personaggio unico, fragile e complesso, a suo modo geniale, le cui molteplici sfaccettature consentono all’autrice di affrontare una tematica importante e delicata che merita di essere portata all’attenzione di un pubblico sempre più vasto, quella delle neurodivergenze.
Un mondo in cui la Basso, e con lei i lettori, entra in punta di piedi, con ironia, intelligenza e sensibilità, dimostrando, una volta di più, che leggerezza non significa superficialità, e che un cosy crime è un ottimo strumento per veicolare messaggi e informazioni su argomenti di rilevanza sociale, offrendo così ai lettori molteplici spunti di riflessione.
Salottometro:


Alice Basso ha accettato di rispondere per Salotto Giallo ad alcune domande su Le ventisette sveglie di Atena Ferraris. Trovate l’intervista completa, a cura di Claudia, a questo link.

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