In salotto con… Orso Tosco

In salotto con Orso Tosco

Spazio a cura di Claudia Pieri e Samuela Moro

Intervista a cura di Cristiano Colombo

Gradito ospite del nostro spazio dedicato alle interviste “In salotto con…” Orso Tosco, vincitore del Premio Scerbanenco 2024.

Orso Tosco, nato nel 1982 a Ospedaletti, è scrittore sceneggiatore e poeta.

Nel 2018 esordisce nella narrativa pubblicando il suo romanzo Aspettando ii naufraghi. Collabora con L’Officina del Podcast. Vive nel Far West ligure.

Nel 2024 con Rizzoli pubblica L’ultimo pinguino delle langhe, il suo primo giallo, con il quale vince nello stesso anno il prestigioso Premio Giorgio Scerbanenco.

Cristiano Colombo lo ha recensito per Salotto Giallo a questo link definendolo “un romanzo che sfida le aspettative, un noir che rifiuta di essere confinato nelle convenzioni del genere”. Con l’occasione, abbiamo posto all’autore alcune domande, di seguito l’intervista che ne deriva.

Salotto Giallo: L’ambientazione delle Langhe e il “commissario Pinguino” richiamano un noir radicato nella provincia italiana, con una forte caratterizzazione geografica e culturale. Ritieni che il noir italiano possa competere con quello internazionale senza tradire la propria identità, o che sia invece destinato a essere percepito come un genere “di nicchia”?

Orso Tosco: Il nostro Paese è ancora un mosaico di identità, e credo che questo sia la sua forza a livello narrativo.

La Milano di Scerbanenco, la Torino di Fruttero e Lucentini oppure la Sicilia di Camilleri sono molto più che dei semplici scenari, sono a tutti gli effetti dei personaggi, dei personaggi unici e incredibili. La loro particolarità, unicità, sono una forza, non certo un limite. 

Salotto Giallo: Nel tuo romanzo si intrecciano violenza, bellezza paesaggistica e una profonda umanità contraddittoria nei personaggi. Quanto il paesaggio influenza l’anima dei tuoi protagonisti, e quanto invece è solo una cornice simbolica che amplifica il senso di isolamento e fatalità?

Orso Tosco: Io credo che il paesaggio giochi un ruolo fondamentale nelle nostre vite. Ci influenza, ci rimodella, il paesaggio fornisce limiti e  visioni, insoddisfazioni e stimoli.

Nel mio ultimo romanzo ho avuto la fortuna di poter dialogare con un paesaggio meraviglioso e complesso come quello dell’Alta Langa, ricco di suggestioni, che mi aiutato enormemente.

Salotto Giallo: Il noir spesso riflette e critica la società. Pensando alla situazione attuale in Italia e nel mondo, quali sono secondo te i mali che il noir dovrebbe raccontare oggi? Ha ancora un suo peso, o rischia di trasformarsi in un esercizio stilistico senza impatto sociale?

Orso Tosco:

Il noir ha senso soltanto se ha la capacità di affrontare l’oggi, se ha il coraggio di ingaggiare un corpo a corpo con gli aspetti più ustionanti della vita che ci circonda.

Molte scrittrici e molto scrittori lo fanno egregiamente. 

Salotto Giallo: Nella tua scrittura emerge un equilibrio tra tradizione (la radice del giallo classico italiano) e innovazione (temi provocatori e una narrativa contemporanea). Come riesci a non cadere nel manierismo o nell’eccesso di sperimentazione? Qual è, secondo te, il futuro del noir in un panorama sempre più saturo di proposte simili?

Orso Tosco: Grazie per la generosa descrizione che fai della mia scrittura.

Penso che sia fondamentale provare a restituire almeno un po’ della complessità che ci circonda, ma al contempo il noir è, orgogliosamente, una letteratura popolare. Si gioca strano, magari anche difficile, ma si gioca per tutte e tutti, sempre.

Il futuro del noir mi pare interessante. Nuovi nomi, nuove realtà. 

Salotto Giallo: L’ultimo pinguino delle Langhe ha ricevuto un ottimo riscontro critico, ma il mercato italiano non sempre premia il noir rispetto ad altri generi. Come giudichi il rapporto tra qualità letteraria e successo commerciale? Quanto è importante per te il riscontro del pubblico, e sei disposto a compromessi per raggiungerlo?

Orso Tosco: Come ti dicevo poco sopra, ritengo il noir una lettura orgogliosamente popolare, ma popolare non significa priva di qualità, al contrario, la qualità e il miglior modo per sancire un patto adeguato con i lettori e le lettrici. 

Salotto Giallo: Giochiamo con la fantasia. Hai la possibilità di sederti nel nostro Salotto con il tuo autore preferito, per fargli una sola domanda: chi inviti? E cosa gli chiedi?

Orso Tosco:

Invece di un autore credo che inviterei Tom Waits e gli chiederei di suonarmi quello che vuole. 

Salotto Giallo ringrazia l’autore per la disponibilità all’intervista.

L'ultimo pinguino delle langhe Salotto Giallo

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