L’ultimo pinguino delle Langhe di Orso Tosco

L'ultimo pinguino delle langhe Salotto Giallo

Vincitore del Premio Scerbanenco 2024

Recensione di Cristiano Colombo

SINOSSI

“Anche i lunedì speciali, quelli capaci di cambiare il corso di un’intera esistenza, iniziano come un giorno qualsiasi.”

Lo sta per imparare a proprie spese il potente broker svizzero Rufus Blom, quando durante la solita corsa all’alba tra le colline delle Langhe si imbatte nel cadavere di una ragazza.

Sulla schiena l’assassino le ha tracciato col sangue una svastica e un cognome, il suo: Blom. Poche tracce lì intorno e tanti problemi per il commissario Gualtiero Bova, che tutti chiamano il Pinguino, da poco trasferito a Mondovì.

In un posto dove di norma tutti sanno tutto di tutti, nessuno sembra invece avere idea di chi sia la ragazza, né tanto meno perché sia stata usata come messaggio minatorio verso Blom, che ha scelto il Piemonte per sposarsi con la bellissima fidanzata Rose Bellamy.

Quello del Pinguino è stato un trasferimento punitivo, un esilio mascherato da promozione, ma lui non è il tipo che si perde d’animo: accompagnato dalla fedele bassotta Gilda e dal tabacco della sua pipa deve capire chi è la vittima e qual è il legame che la unisce alla famiglia Blom, sulla quale sembra pesare più di un segreto.

Orso Tosco irrompe sulla scena del noir italiano insieme a un personaggio indimenticabile, che porta su di sé umanissime e irresistibili contraddizioni: cinico e sensibile, ruvido e premuroso, violento e dolcissimo, tragico e involontariamente comico, con un’intelligenza sopraffina che lo guida dove nessun altro può arrivare.

È stato decretato ieri il vincitore del Premio Giorgio Scerbanenco 2024 per il migliore noir italiano dell’anno: il romanzo L’ultimo pinguino delle Langhe di Orso Tosco.

Un romanzo che sfida le aspettative, un noir che rifiuta di essere confinato nelle convenzioni del genere.

Orso Tosco, scrittore e sceneggiatore, è nato a Ospedaletti nel 1982.
Il suo libro London voodoo esce con minimum fax.
Per Rizzoli pubblica L’ultimo pinguino delle Langhe, vincitore del Premio Scerbanenco 2024
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Vive nel Far West ligure.

In un panorama letterario italiano spesso dominato da formule ripetitive, Orso Tosco emerge con forza, infrangendo le convenzioni del noir.

Il suo romanzo, L’ultimo pinguino delle Langhe, non segue i canoni tradizionali: non ci sono investigatori stereotipati né trame prevedibili.

Tosco eleva il genere, offrendo un’opera che è al contempo feroce e poetica, trasformando il noir in una riflessione profonda sulla solitudine, il senso di colpa e il desiderio di redenzione.

La prosa di Tosco è un connubio esplosivo di lirismo e brutalità.

Le Langhe sono descritte con una poesia che ne cattura l’essenza aspra e malinconica, mentre i personaggi sono delineati con tratti affilati e incisivi.

I dialoghi sono taglienti, talvolta grotteschi, e il ritmo narrativo è inarrestabile.

Lo stile dell’autore riesce a essere sia letterario che pulp, combinando il meglio di entrambi i mondi.

Questo romanzo non è solo una storia di crimine e vendetta.

Tosco utilizza il noir come pretesto per esplorare temi universali.

Il pinguino diventa simbolo di alienazione, un outsider che rappresenta chi non trova il proprio posto nel mondo.

Il romanzo affronta con intelligenza questioni come la colpa, il fallimento e il desiderio di appartenenza, rendendolo molto più di un semplice intrattenimento.

Il protagonista è un antieroe perfetto, un uomo le cui fragilità e errori lo rendono autentico e riconoscibile.

Intorno a lui si muovono figure altrettanto complesse: un ex prete contrabbandiere, una femme fatale letale e un antagonista che sembra una caricatura vivente del male.

I personaggi non sono mai bidimensionali, ma portano con sé sfumature che li rendono vividi e indimenticabili.

Le Langhe non sono solo uno sfondo: sono un personaggio a tutti gli effetti.

La nebbia, i vigneti, il silenzio opprimente diventano il palcoscenico ideale per una storia di solitudine e violenza.

Tosco cattura la bellezza e la durezza del luogo, trasformandolo in un elemento fondamentale della narrazione.

L’ultimo pinguino delle Langhe è un romanzo che sfida le aspettative, un noir che rifiuta di essere confinato nelle convenzioni del genere.

Orso Tosco dimostra che il noir può essere qualcosa di più: un’arte capace di esplorare l’animo umano in tutta la sua complessità.

Con uno stile che unisce lirismo e brutalità, personaggi memorabili e un’ambientazione che si imprime nella mente, Tosco si posiziona come una delle voci più originali e potenti del panorama letterario italiano.

È un libro che va letto con attenzione, che chiede di essere vissuto e compreso nei suoi dettagli.

Salottometro:

Orso Tosco ha accettato di rispondere per noi di Salotto Giallo ad alcune domande in un’interessante intervista a cura di Cristiano. Trovate l’intervista completa a questo link.

L'ultimo pinguino delle langhe Salotto Giallo

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