Sarah. La ragazza di Avetrana

Sarah. La ragazza di Avetrana Salotto Giallo

di Flavia Piccinni e Carmine Gazzanni

Recensione di Samuela Moro

Rubrica a cura di Francesca Pica e Samuela Moro

TRAMA

Sarah, La ragazza di Avetrana

Chiunque ha dei segreti. La differenza sta solo nella capacità di nasconderli.

26 agosto 2010. In Salento, una giovane scompare.

È una ragazza bionda, silenziosa, misteriosa. Si chiama Sarah Scazzi. L’Italia intera rimane sconvolta: cosa può essere successo a una quindicenne dall’aria così innocente?

Molte saranno le ipotesi che si alterneranno durante i quarantadue giorni di ricerca. Ipotesi che sveleranno intimi segreti e rancori taciuti, arrivando a costruire un incredibile reality show dell’orrore e del grottesco in salsa pugliese.

Avetrana, il paese dove tutto si svolge, ne sarà l’inaspettato set a cielo aperto. Le indagini porteranno prima alla confessione dello zio della ragazza, Michele Misseri, e quindi alla condanna all’ergastolo della zia e della cugina di Sarah, Cosima Serrano e Sabrina Misseri, che negli anni hanno continuato a dichiararsi innocenti.

Eppure, come rivelano i due autori, la tragicommedia salentina – divenuta il primo processo mediatico del nostro paese – nonostante confessioni e condanne non può ancora dirsi risolta.

Nel segno di “A sangue freddo” di Truman Capote e de “L’avversario” di Emmanuel Carrère, “Sarah” è un romanzo verità, che alla precisa ricostruzione di ciò che è accaduto – e, piuttosto, di ciò che è stato deliberatamente taciuto – unisce una riflessione sul male e sulla sua spettacolarizzazione, sulle conseguenze delle proprie azioni e su quanto siamo disposti a sacrificare per le persone che amiamo.

Chiunque ha dei segreti. La differenza sta solo nella capacità di nasconderli.

Sarah. La ragazza di Avetrana

Con Sarah. La ragazza di Avetrana Flavia Piccinni e Carmine Gazzanni firmano il dettagliato racconto del caso di Sarah Scazzi, approfondendone i fatti, le menzogne, gli atti processuali e il circo mediatico che ne è conseguito.

All’inizio, la scomparsa di Sarah Scazzi è dunque una storia qualsiasi. Un trafiletto infossato nelle pagine di cronaca locale, in grado di liquidare la vicenda con un generico ‘Scomparsa ragazza di Avetrana’. Si pensa che si sia allontanata per un amore segreto, magari incontrato su Facebook. Si crede che spunterà fuori dopo un paio di giorni, innamorata e felice.

Sarah Scazzi scompare il 26 agosto 2010 all’età di 15 anni.

Tutta Avetrana, il paesino pugliese in cui la ragazza vive con la famiglia, ma in realtà tutta l’Italia, la cercherà per ben 42 giorni.

Inevitabilmente il pensiero che le sia accaduto qualcosa di orribile si fa strada in tutti gli spettatori di questa tragedia, ma in pochi si aspettano che il male sia così vicino.

Il corpo di Sarah viene ritrovato il 6 ottobre, in seguito alle rivelazioni sul luogo dell’occultamento da parte dello zio Michele Misseri, in un pozzo nella campagna di proprietà della stessa famiglia Misseri.

È proprio zio Michele ad accompagnare gli inquirenti nel luogo in cui il cadavere è stato nascosto e a dare inizio ad una serie assurda ed agghiacciante di confessioni, accuse, bugie, ritrattazioni che trasformeranno l’intera vicenda alla stregua di una crime story a puntate.

Il caso mette in scena una vera e propria spettacolarizzazione del male, seguita nelle tv dell’intero Paese, dimostrando platealmente, forse per la prima volta, quanto l’orrore possa, nostro malgrado, diventare fonte di reddito nonché di malsano interesse.

I protagonisti della vicenda sono molti: la cugina Sabrina, la zia Cosima, lo zio Michele, la madre Concetta, la stessa cittadina di Avetrana, moltissimi dei suoi abitanti, i giornalisti e i curiosi accorsi nel paesino pugliese.

Tutti assumono un ruolo centrale in questo orribile reality show, in cui si finisce purtroppo con il dimenticare l’efferatezza del crimine e la vittima, Sarah, in favore di una morbosa attenzione verso il macabro e il pettegolezzo.

Flavia Piccinni

Flavia Piccinni (1986, Taranto) ha curato due antologie, pubblicato i romanzi Adesso Tienimi (Fazi, 2007) e Lo Sbaglio (Rizzoli, 2011), il saggio La mala vita (Sperling&Kupfer, 2012).

Ha vinto numerosi premi letterari (Campiello Giovani) e radiofonici.

Fa parte della redazione di «Nuovi Argomenti».

Collabora con Radio3 Rai e con Rai1.

È coordinatrice editoriale per la casa editrice Atlantide.

Nel 2016 pubblica Quel fiume è la notte per Fandango libri. 

Con l’inchiesta Bellissime (Fandango, 2017) ha vinto il Premio Croce, il Premio Enea e il Premio Essere Donna.

Nel 2018 scrive con Carmine Gazzanni Nella setta (Fandango), vincitore della V edizione del premio Piersanti Mattarella 2019.

Piccinni e Gazzanni in questo romanzo verità partono dalle origini, iniziano da Avetrana e dalla storia delle famiglie coinvolte, i Misseri e gli Scazzi, nel tentativo di  dipanare i fili dell’intera vicenda. Lo scopo di tanta minuzia e ricerca è quello di far luce su ciò che è accaduto, mettere ordine e provare a dare un senso alle migliaia di parole e di pagine (processuali e giornalistiche) che si sono sprecate su questo caso, troppo spesso senza cognizione di causa.

Carmine Gazzanni

Carmine Gazzanni è giornalista professionista, scrive per La Notizia, Left, Donna Moderna e Linkiesta.

In passato ha collaborato con Presa Diretta (Rai3), L’Espresso e Narcomafie.

Dalle sue inchieste sono nate numerose interrogazioni parlamentari.

È tra i vincitori del Premio Rampino 2018 e Premio Pietro di Donato. 

Il caso Scazzi è infatti, a detta degli autori, il primo processo mediatico della storia italiana, un processo in cui:

i mezzi di comunicazione si sono impadroniti della vicenda, e si sono scatenati senza alcun ritegno e senza alcuna preoccupazione di poter influire negativamente sull’accertamento della verità, procedendo ad autonome indagini, all’esame di coloro che sarebbero divenuti imputati fino a quando sono rimasti a piede libero…

Con uno stile narrativo descrittivo e a tratti romanzato ma al tempo stesso pungente, mirato e giornalistico, Piccinni e Gazzanni in Sarah. La ragazza di Avetrana affiancano alla (presunta) verità storica il racconto e l’approfondimento di quella giuridica, seguendo passo passo la successione temporale degli intricatissimi eventi.

L’enorme lavoro di ricerca è evidente ed apprezzabile per il lettore. La mole di documenti riportati e citati è importante. Il libro quindi presenta tutte le peculiarità dell’inchiesta, pur nel tentativo di evitare la freddezza che spesso invece caratterizza questo genere di narrazioni.

Sarah. La ragazza di Avetrana è un libro minuzioso e completo, ricco di fatti, aneddoti e documenti che aiutano a districare i fili di una vicenda complessa, di cui a distanza di quindici anni ancora non si conoscono tutti i particolari.

Un fatto di cronaca nera che tuttora scuote le coscienze salito alla ribalta come primo caso di processo fortemente influenzato dall’incursione mediatica, spesso a discapito dell’attenzione all’unica vittima, Sarah, un’adolescente barbaramente uccisa da qualcuno che invece, avrebbe dovuto proteggerla.

Sarah. La ragazza di Avetrana nel 2021 è diventata una docu-serie Sky Original, prodotta da Groenlandia, per la regia di Christian Letruria, scritta dagli stessi autori del libro, Piccinni e Gazzanni.

La serie in quattro puntate ricostruisce tutta la vicenda dal punto di vista sia giudiziario che mediatico, concentrandosi proprio sulla sua spettacolarizzazione e riflettendo su un caso che, nonostante tre sentenze di giudizio, ha ancora molti coni d’ombra.

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