Le ombre del mondo di Michel Bussi

Le ombre del mondo Salotto Giallo

Recensione di Cristina Casareggio

Rubrica a cura di Cristina Casareggio

TRAMA

Il romanzo evento di Michel Bussi. Un’opera magistrale tra misteri e Storia.Tra cacce all’uomo e segreti che qualcuno vorrebbe seppellire per sempre, le vite di tre generazioni si intrecciano in un viaggio che è insieme suspense mozzafiato, indagine storica e riflessione profonda sulla violenza, sulla perdita e sul perdono.

“Solo chi ha attraversato la notte può raccontarla”.

Ottobre 1990.
Il capitano francese Jorik Arteta, in missione in Ruanda, conosce Espérance, giovane e brillante insegnante impegnata nella transizione democratica del suo paese, e se ne innamora.

6 aprile 1994.
Un lampo squarcia il cielo di Kigali. L’aereo che trasporta il presidente ruandese esplode in volo, dando il via al caos nel paese. Chi ha lanciato i missili non sarà mai identificato, ma qualcuno conosce la verità.

Natale 2024.
Jorik, sua figlia Aline e sua nipote Maé partono per un meraviglioso viaggio alla scoperta dei gorilla nelle montagne del Ruanda. Per Maé è il sogno che ha fin da bambina, per Aline un ritorno alle origini, per Jorik un tuffo vertiginoso nei meandri di un passato oscuro.

Michel Bussi, maestro della suspense, ci regala un romanzo totale: fa entrare la Storia nel romanzo e il romanzo nella Storia coniugando la costruzione romanzesca con i fatti storici. Un’opera che entra nel cuore dell’orrore e illumina le ombre del mondo.

Hutu e tutzi abitano nello stesso paese, il Ruanda, e ci abitavano già tanto tempo fa, quand’era ancora un regno. Hutu e tutzi parlano la stessa lingua, il kinyarwanda, e pregavano lo stesso dio, Imana, prima che i cristiani lo sostituissero con Gesù e i suoi amici. Hutu e tutzi vivono nelle stesse colline, coltivano gli stessi campi, giocano nelle stesse squadre di calcio e cantano gli stessi cori.

Leggere Michel Bussi significa partire per un viaggio: un viaggio nel mondo e nelle atrocità commesse dall’umanità. In questo ultimo lavoro, Le ombre del mondo, l’autore conduce i lettori in Ruanda ed esplora una delle pagine più cruente della storia recente: il genocidio del 1994.

In meno di cento giorni, centinaia di migliaia di persone – circa 800.000 secondo le fonti giornalistiche, anche se il numero non è mai stato accertato – di etnia tutsi furono assassinate a colpi di machete, “affettate”, secondo il termine comunemente usato.

L’espediente narrativo scelto per raccontare queste atrocità è il regalo di un nonno all’amata nipote.

Maé, innamorata perdutamente dei gorilla, riceve finalmente dal nonno Jorik un biglietto aereo per il Parco nazionale del Ruanda, dove questi animali vivono liberi e possono essere incontrati con l’aiuto di guide esperte. È un viaggio a lungo sognato, che intraprende insieme alla madre e al nonno: un viaggio verso il sogno di una vita e, al tempo stesso, verso origini mai conosciute.

Mia madre non ha nessun ricordo del Ruanda. Quanto a me, sono nata nel policlinico di Caen. Padre ignoto. Mamma mi ha raccontato che è rimasta incinta e ha voluto tenermi. Per cui, a parte la pelle scura e i capelli alla Aya Nakamura, non ho il minimo legame con il Ruanda.

Nonno Jorik ha invece un legame profondo con questa terra: vi ha lavorato per anni con l’esercito francese, l’ha conosciuta a fondo e si è innamorato di Espérance, una donna colta, intelligente, emancipata, profondamente legata al proprio paese. Da questo amore, che porta alla nascita di Aline, nasce un matrimonio frettoloso ma non meno appassionato, nel tentativo di proteggere Espérance dai suoi stessi connazionali. È una donna libera, che studia, si laurea, diventa insegnante e vive impegnandosi per rendere la sua nazione un luogo migliore.

Solo l’istruzione ti permetterà di essere rispettata! Se hai un mestiere non sarai né hutu né tutzi, sarai semplicemente una persona.

Una donna che ama, vive e lotta, finché la storia irrompe nella sua esistenza con tutto il suo carico di orrore. Mescolando personaggi reali e inventati, Michel Bussi racconta lo svolgersi di un massacro che ha segnato indelebilmente la storia, senza moralismi e senza schierarsi apertamente.

L’autore cerca di restituire dignità e giustizia alle persone che hanno perso la vita solo perché “nate dalla parte sbagliata” e non nega, anzi mette in evidenza, il coinvolgimento della Francia nel genocidio, che nel momento più drammatico abbandona il popolo ruandese a sé stesso.

Non ci sarà umanità senza perdono. Non ci sarà perdono senza giustizia. Ma la giustizia sarà impossibile senza umanità.

Michel Bussi

Michel Bussi è un maestro della suspense, capace di intrecciare inganni e rivelazioni in romanzi che sono veri labirinti narrativi. Nei suoi libri gli invisibili trovano voce e i luoghi diventano protagonisti: dalle isole Marchesi al Mali, dalla Guadalupa alla Corsica, dalla Réunion al Ruanda, fino alla Normandia.

Le sue storie danno luce a figure in cerca di identità e giustizia, spesso incarnate da eroine coraggiose, e trasformano ogni paesaggio in un viaggio interiore. Tradotto in 38 paesi e amatissimo dai lettori francesi, Bussi ci invita a scoprire lo straordinario nascosto nell’ordinario.

Grazie ad ambientazioni pittoresche e dettagliate, frutto dei numerosi viaggi di Bussi nel paese, il lettore viene catapultato in una terra lontana e di straordinaria bellezza, dove però l’uomo diventa il male, per sé stesso e per ciò che lo circonda.

Pagina dopo pagina affiorano personaggi unici e indimenticabili, tutti ben caratterizzati sia fisicamente sia psicologicamente. Ognuno porta con sé una piccola porzione di storia, che confluisce nella storia collettiva della nazione. Ogni persona uccisa per mano di un connazionale ha una vicenda che merita di essere raccontata e ricordata.

Ne risulta un romanzo difficile, per le atrocità che emergono con forza, ma anche intenso e ottimamente costruito, con continui salti temporali: nel passato, attraverso le pagine del diario di Espérance, e nel futuro, dove Maé, diventata scrittrice, realizzerà un adattamento teatrale del tribunale chiamato a condannare i colpevoli del genocidio.

Un viaggio in una terra lontana, un viaggio nelle pagine della storia.

Bussi si conferma ancora una volta maestro nel mescolare realtà e finzione, storia e immaginazione, regalando ai lettori un capolavoro durissimo da metabolizzare, ma indispensabile da leggere.

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