Recensione di Samuela Moro
TRAMA
Un adolescente scomparso. Il silenzio del bosco come unico testimone. E nell’ombra una figura che non dovrebbe esistere… Anna non esiste. Anna è una di quelle leggende del terrore che corrono sul web e che di volta in volta assumono la forma di una fotografia, un video, un post sui social o un racconto. E il racconto di Anna è semplice: Anna era una bambina ed è stata rapita dieci anni fa. Il suo rapitore è convinto di averle cancellato la memoria, di averla soggiogata a tal punto da lasciarle usare il computer e accedere a Internet, tanto nessuno le crederà.
E infatti, nonostante Anna chieda aiuto ai tanti adolescenti che conosce in chat, nessuno le crede. Perché Anna non esiste. E nessuno la salverà. Eppure… All’improvviso, nella provincia dell’Aquila, ai piedi di montagne un tempo piene di neve e turisti e ora pervase di impianti sciistici in disuso e villaggi turistici abbandonati, un adolescente svanisce nel nulla. A indagare sulla scomparsa del quattordicenne Pietro Marcelli è l’ispettrice Veronica Sgheis.
Sposata e con un figlio coetaneo di Pietro, Veronica capisce presto che le spiegazioni più semplici e immediate non portano da nessuna parte… Ma può davvero seguire la pista di una leggenda su Internet? Quando la situazione precipiterà, sarà costretta a violare tutte le regole e a mettere da parte il proprio scetticismo. Perché le leggende nascondono la verità. Perché Anna esiste, e non dimentica.
Anna non dimentica è un noir che colpisce perché sceglie di raccontare il presente senza filtri rassicuranti.
Con questo suo esordio editoriale, Adriano Giotti affronta il tema dell’adolescenza nell’era digitale con uno sguardo lucido e informato, evitando il giudizio e restituendo tutta la complessità di una generazione esposta a pericoli nuovi e spesso sottovalutati.
Ne nasce un romanzo realistico, attuale, moderno, e proprio per questo profondamente disturbante.
Ambientato in Abruzzo, il romanzo prende avvio dalla scomparsa di Pietro, quattordicenne che vive nella campagna aquilana. Un ragazzo solitario, immerso in un mondo fatto di chat scolastiche ostili, silenzi familiari e leggende online. Quando Pietro scompare senza lasciare traccia, la sua ossessione per i mostri e i creepypasta e per un profilo TikTok virale — AnnaNonDimentica — smette di apparire come un semplice gioco e si trasforma in una pista investigativa.
A occuparsi del caso è l’ispettrice Veronica Sgheis, affiancata dal collega Francesco Morri.
Veronica è una protagonista solida ma tormentata, madre e investigatrice, attraversata da fragilità che cerca di tenere sotto controllo.
Il romanzo insiste sul suo punto di vista, restituendo un personaggio segnato da un equilibrio precario, costruito sulla capacità di resistere:
Percepirsi prevaricata la faceva sentire indifesa, preda di una fragilità che le derivava da quello che aveva dovuto superare, o meglio sotterrare dentro se stessa.
Elemento originale del romanzo è l’attenzione riservata ai creepypasta, brevi racconti horror nati e diffusi online, spesso condivisi in forma anonima e collettiva, che mescolano finzione, leggenda metropolitana e suggestione visiva.
Storie che circolano sui social, si trasformano, vengono commentate e riscritte, diventando parte di un immaginario comune soprattutto tra i più giovani.
In Anna non dimentica, questo universo digitale diventa uno spazio di gioco solo in apparenza innocuo, capace invece di esporre gli adolescenti a dinamiche di manipolazione e dipendenza.
I creepy sono equivalente delle favole attorno al fuoco. Il modo che i ragazzini di oggi hanno di entrare nella casa infestata del paese senza correre il rischio di farsi veramente del male.
Un modo per avvicinarsi alla paura, addomesticarla, quindi, ma anche per portarla dentro casa, rendendola reale e accessibile.
All’interno di questo scenario trovano spazio anche tematiche come il grooming e i pericoli della rete per gli adolescenti, così come il rapporto genitori–figli, segnato da una distanza sempre più difficile da colmare. La vulnerabilità dei ragazzi e la difficoltà degli adulti nel riconoscerne i segnali diventano parte integrante dell’indagine, senza mai scadere nel giudizio.
Sullo sfondo, il territorio abruzzese porta ancora i segni del terremoto dell’Aquila del 2009, una ferita mai del tutto rimarginata che si intreccia al senso di precarietà diffusa.
Anche la tematica del cambiamento climatico contribuisce a delineare un ambiente instabile, in cui l’equilibrio uomo-natura appare costantemente minacciato.

Adriano Giotti
Adriano Giotti è regista e sceneggiatore. Con i suoi lavori ha vinto numerosi premi in Italia e all’estero, ed è stato candidato ai David di Donatello con il cortometraggio Mostri.
Vive tra Roma e Madrid. Anna non dimentica è il suo primo romanzo.
Dal punto di vista narrativo, Giotti sceglie la terza persona, alternando il punto di vista di Pietro, dell’ispettrice Sgheis e di altri protagonisti. Questa struttura consente un approfondimento psicologico efficace e mantiene alta la tensione, accompagnando il lettore all’interno di paure, ossessioni e contraddizioni.
Anna non dimentica è in definitiva un noir coinvolgente e necessario, capace di parlare di attualità senza semplificazioni.
Un esordio solido e convincente, che utilizza il genere per raccontare il disagio adolescenziale, le responsabilità degli adulti e le zone d’ombra di una quotidianità solo apparentemente sicura. Un romanzo che inquieta perché è plausibile, e che lascia il segno proprio per l’oscura realtà che descrive.
Salottometro:


Per approfondire alcuni aspetti della scrittura e dei personaggi di Anna non dimentica potete leggere l’intervista ad Adriano Giotti a QUESTO LINK. In questa intervista curata da Samuela Moro per Salotto Giallo, Giotti racconta la genesi del libro, il lavoro sui personaggi e il ruolo che temi come il trauma, la responsabilità degli adulti e la memoria hanno avuto nella costruzione della storia.

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