Spazio a cura di Claudia Pieri e Samuela Moro
Intervista a cura di Emanuela Ferrara
Gradito ritorno nel nostro spazio dedicato alle interviste agli autori, “In salotto con…” Luca Arnaù.
L’autore torna a farci visita con il suo nuovo romanzo Vlad. Il figlio del drago, pubblicato da Mursia. Dopo la precedente intervista e la recensione di Gli arcani di Leonardo — che potete ritrovare ai link dedicati — proseguiamo il dialogo con un autore che ha fatto della ricostruzione di personaggi storici la propria cifra narrativa.
Con questo nuovo lavoro Arnaù ci conduce nel cuore di una figura leggendaria e controversa, restituendone la dimensione storica e mostrando, “probabilmente per la prima volta, il principe di Valacchia per quello che è. Un uomo. Un ragazzo nelle mani della storia, degli intrighi di potere, degli accordi con il nemico stretti per conservare il trono. Vlad come non lo si era mai letto. Nei suoi anni più bui. In quelli che forgiano il suo carattere, la sua rabbia.”
Una storia che amplia e consolida l’immaginario sulla figura di Vlad, offrendo ai lettori nuove prospettive e nuove domande. Trovate la recensione completa, a cura di Emanuela Ferrara, a questo link.
Ecco cosa ci ha raccontato invece l’autore in questa sua intervista.
Ci siamo lasciati con un’intervista su Leonardo da Vinci, dopo la lettura e l’approfondimento de Gli arcani di Leonardo. Ci ritroviamo oggi con Vlad. Il figlio del Drago. Continui a esplorare la vita dei personaggi che hanno fatto grande la storia del mondo. Perchè questa scelta?
Diciamo che è diventato un po’ il mio modus operandi prendere un personaggio di cui tutti pensano di sapere tutto e andare alla scoperta delle radici del mito.
L’ho fatto con Leonardo Da Vinci nella trilogia di Leonardo investigatore, è successo con Gesù in Yeshua Il Prescelto e continua con Vlad e quella che sarà la trilogia delle Cronache di Dracula.
Proprio ieri Mursia, durante la prima presentazione milanese, mi ha confermato la pubblicazione del secondo libro, il prossimo autunno. Quindi, l’avventura del mio Dracula umano andrà avanti. E di questo devo ringraziare soprattutto i lettori.
Diciamo che amo pormi delle domande. Perché Leonardo è diventato un genio? Chi era veramente Gesù? E com’è possibile che Vlad, il figlio cadetto del voivoda Dracul, sia diventato così crudele, così cattivo da diventare il modello scelto da Bram Stoker per il vampiro, il nemico di Dio e dell’uomo, il simbolo del male? Cosa è successo nella sua vita? Cosa si è rotto per far diventare un giovane principe dei Carpazi, Vlad l’Impalatore?
Per ognuno di questi personaggi noi abbiamo degli stereotipi che sono stati impressi nella nostra mente negli anni della scuola: tutti, se chiudiamo gli occhi, vediamo lo stesso Leonardo vecchio, con i capelli lunghi, il genio che dipinge la Gioconda. Lo stesso è con Gesù. E se diciamo Dracula ecco il vampiro. Il conte della Transilvania che viveva nel castello di Bran e beveva sangue umano. Ma sono tutte notizie errate: non era transilvano ma valacco, non era un conte ma un principe – un voivoda – di sangue reale, non viveva a Bran che probabilmente non ha mai visto in vita sua perché il suo vero castello era Poenari, il nido del Drago sulla cima dei Carpazi nella valle di Arges e, ovviamente, non era un non morto succhiasangue.
Con Vlad. Il figlio del Drago hai compiuto un’opera straordinaria. Hai ridato dignità a una delle figure più controverse del panorama mondiale. Quanto è stato difficile il lavoro di ricerca e quanto hai dovuto faticare per non rimanere ‘intrappolato” nella leggenda di Dracula?
Io adoro Dracula di Bram Stoker. E proprio cancellando ogni suggestione che veniva da lì sono riuscito a riscrivere la storia andando alla ricerca di fonti reali, di cronache del tempo.
E ho scoperto pure che Vlad III di Valacchia (non II come dicono più volte nel film di Luc Besson attualmente al cinema) è stato uno dei primi esempi di manipolazione della realtà, le cosiddette fake news. Mentre era ancora in vita comincia a girare un manoscritto (che io ho letto nella versione russa del 1490 copiata dal monaco Efrosin di Kirillov) intitolato Skazanie o Drakulě voevodě (Racconto del voivoda Dracula), che lo accusa di ogni crudeltà, racconta del famoso “bosco degli impalati” dove lui amava pranzare circondato dalle sue vittime in agonia.
Ebbene, studi successivi hanno ipotizzato che quel libercolo in realtà pieno di bugie, fosse stato scritto per ordine del suo acerrimo nemico Matteo Corvino, reggente di Ungheria, per rovinare l’immagine di eroe che Vlad si era guadagnato combattendo contro gli ottomani. Gossip ante litteram a tutti gli effetti.
Vorremmo chiederti cosa ne pensi degli ultimi anni della vita di Vlad ma sappiamo che ce ne parlerai nei prossimi romanzi. È così? È già pronto il seguito delle cronache di Dracula?
No, non ho ancora cominciato a scriverlo. Ho appena finito un thriller storico scritto a quattro mani con Valentino Meynet che si chiama L’Antagonista e un romanzo su Marco Polo, ora sto scrivendo un noir storico con Machiavelli. Poi sarà il turno di Dracula 2.0. Diciamo che sarà pronto per uscire il prossimo autunno.
Vlad. Il figlio del drago parla della crescita di un ragazzo, si chiude con un Vlad appena diciottenne. La seconda parte che dovrebbe chiamarsi La leggenda del sangue (ma il titolo è per ovvi motivi provvisorio) dovrebbe esplorare la sua vita tra prigionia in Ungheria e battaglie contro le armate di Maometto II. La terza chiuderà il ciclo e parlerà degli ultimi anni della sua vita, in fuga, braccato dai suoi nemici.
Un passo nella leggenda però proviamo a fartelo compiere ugualmente. La figura di Vlad è osannata non solo in Romania ma anche in Italia e in particolare in Campania e Basilicata. Napoli e Acerenza (PZ) dicono che il principe di Valacchia sia passato nelle loro terre e che qualcosa di oscuro e magico sia rimasto nelle loro viscere. Che ne pensi? Dove credi sia sepolto il figlio del Drago?
Come molti sanno ci sono almeno tre località che si dicono essere quelle dove riposa il corpo del voivoda Vlad III di Valacchia. Una, quella tradizionale, è in Romania, nel monastero di Snagov. Per decenni si è creduto che fosse la sua tomba, ma quando nel 1933 gli archeologi sollevarono la lastra non trovarono affatto Vlad, bensì ossa di cavallo, segno evidente che quella sepoltura non c’entrava nulla con il voivoda.
La seconda ipotesi – la più plausibile storicamente – è il monastero di Comana, vicino al luogo in cui Vlad secondo gli storici rumeni sarebbe caduto in battaglia. Gli scavi in questo caso hanno portato alla scoperta di uno scheletro privo del cranio. Proprio lì, quindi, avrebbe potuto essere sepolto in tutta fretta, privo della testa consegnata agli Ottomani come trofeo. È l’ipotesi storicamente più solida, anche se priva di prove materiali definitive.
La terza, la più inattesa e affascinante, arriva fino a Napoli e alla chiesa di Santa Maria la Nova, dove la figura di Maria Balsa Drăculești, ritenuta da alcuni studiosi sua figlia o nipote, sarebbe andata in sposa a un nobile borbone. E quindi avrebbe fatto tumulare il corpo del padre, sepolto poi in una tomba ‘mascherata’ all’interno della cappella Turbolo.
È un intreccio di genealogie, simbologie araldiche e indizi epigrafici che ancora oggi alimenta l’ipotesi di una presenza segreta di Vlad III nel cuore del Regno di Napoli. Quale seguirò io? Non lo svelo certo ora, ma quelle tre tombe – che a mio avviso sono in realtà strettamente collegate – saranno il filo conduttore del terzo libro.
La nostra domanda di rito te l’abbiamo già posta e il nostro Salotto si è affollato di nomi altisonanti e importanti. Anche stavolta comunque ti chiediamo di fare una scelta. Chi è l’autore che secondo te ha scritto e parlato meglio, in maniera più fedele, di Dracula? E perché?
A parte alcuni storici rumeni, interessati al Vlad storico come guerriero romantico ed eroe nazionale, pochi ne hanno descritto la vita in un romanzo come sto provando a fare io. Mi è piaciuto La storia segreta di Dracula. I misteri di Vlad l’Impalatore di M. J. Trow e il miglior saggio è sicuramente Vlad Tepes: Dracula, la vera storia di Matei Cazacu. Ma non c’è moltissimo in giro.
In compenso il mio Dracula ha già vinto il premio Vampire Award sul miglior romanzo storico del 2025 della Bram Stoker Italian Society che è il più grande gruppo italiano di appassionati di Dracula. Un gran bel riconoscimento, no?
Salotto Giallo ringrazia di cuore l’autore per la sua disponibilità all’intervista… e gli dà appuntamento al prossimo romanzo!

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