Recensione di Emanuela Ferrara

A cura di Cristina Casareggio
TRAMA
Impero ottomano, 1442. Vlad, giovane principe di Valacchia ed erede della Casa del Drago, è prigioniero alla corte del sultano Murad II, ostaggio di un patto spezzato. Intorno a lui, il palazzo è un labirinto di intrighi, torture ed esecuzioni spietate: un mondo dove la fede è merce di scambio, la vita dei prigionieri cristiani vale meno di una promessa tradita e sopravvivere significa diffidare di tutti e non piegarsi mai. Tra antiche sfide cavalleresche e l’incontro con l’enigmatica Leila, il ragazzo diventa guerriero, forgiato dal fuoco dell’odio e dal desiderio di vendetta, e quando il destino gli apre la strada verso il trono, deve decidere: piegarsi al potere del sultano o rischiare tutto per cambiare la storia? Un viaggio oscuro nel cuore del Medioevo, dove nasce una leggenda: il Figlio del Drago.
Ne capiva la rabbia sorda, il rancore per un padre che lo aveva consegnato come ostaggio senza mai voltarsi indietro, per poi abbandonarlo al suo destino tradendo il sultano.
Dimenticatevi l’impalatore. Lasciate da parte il vampiro. Nessuna leggenda in questo libro. Vlad. Il figlio del Drago è la storia – a volte romanzata per esigenze narrative – di Dracula. O meglio, di Vlad, principe di Valacchia, “venduto” da suo padre, tradito da suo fratello e con la “morte” nel cuore.
Siamo entrambi figli del Drago. Un animale leggendario, capace di volare in alto. E di essere libero.
Luca Arnaù compie una magia in questo racconto di quattrocento pagine: la magia di mostrarti, probabilmente per la prima volta, il principe di Valacchia per quello che è. Un uomo. Un ragazzo nelle mani della storia, degli intrighi di potere, degli accordi con il nemico stretti per conservare il trono. Vlad come non lo si era mai letto. Nei suoi anni più bui. In quelli che forgiano il suo carattere, la sua rabbia.
Vlad. Il figlio del Drago parte dalle origini, dal 2 novembre 1431, giorno di nascita di uno dei personaggi più controversi e rappresentati della storia, e ne percorre i primi diciassette anni di vita.
Anni bui, alla corte del sultano Murad II. Gli anni in cui il principe di Valacchia è un semplice ostaggio di un patto spezzato.

Luca Arnaù
Luca Arnaù, genovese di nascita e milanese d’adozione, è giornalista, sceneggiatore e scrittore. Ha iniziato come cronista nella redazione di un grande quotidiano, e ha poi diretto riviste come «Eva 3000», «Vip», «Ora» e «Epoca».
Per la televisione ha firmato la serie Italians (2021), e ha debuttato al cinema con la sceneggiatura del film La Banda del Buffardello e il manoscritto di Leonardo (2022). Autore di thriller storici, ha pubblicato Le Dieci Chiavi di Leonardo (2021, tradotto in 19 Paesi), L’Enigma di Leonardo (2022), Yeshua – Il Prescelto (2023) e Gli Arcani di Leonardo (2024).
Arnaù entra nella psiche dell’uomo Vlad.
Te ne fa assaporare le emozioni, i pensieri e i drammi che solo un ragazzo – anche del Quindicesimo secolo – può vivere.
“Provate voi”, sembra dire Luca Arnaù, “a non trasformarvi in leggenda dopo una vita così.” E finisci davvero per patteggiare con Vlad e capirlo.
Le ambientazioni, tutte, da quelle di corte ai paesaggi d’Europa, sono straordinarie. È un romanzo di immagini, di suoni e di sapori. Ogni pagina la senti, la vivi, la fai tua. Quattrocento pagine non sono certo poche, eppure le divori, perché Arnaù ha la capacità di farti vivere sulla pelle ciò che scrive. Finanche la rabbia.
Tra il fragore di quelle terribili emozioni, alla fine fu la rabbia a prendere il sopravvento. Quel furore antico che Vlad aveva covato fin da bambino, con l’abbandono da parte del padre e la crudele prigionia a Edirne …
C’è spazio anche per sentimenti più “leggeri”, come l’amicizia e l’amore, perché una vita – fosse anche quella di Vlad – è composta da miliardi di sfaccettature. Luca Arnaù promette di non lasciare le cronache di Dracula incompiute, e noi speriamo davvero che il progetto sulla vita di Vlad veda presto la luce. Siamo qui, pronti a lasciarci guidare nella scoperta del principe di Valacchia.
Salottometro:


Luca Arnaù ha accettato di rispondere per noi di Salotto Giallo ad alcune domande sul suo Vlad. Il figlio del drago in un’interessante intervista a cura di Emanuela. Potete leggere che cosa ci ha raccontato cliccando questo link.

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