Recensione di Samuela Moro
TRAMA
Ernesto Vassallo ha sempre amato la valle del sale, chiamata così per via della miniera dismessa, ormai solo un groviglio di ferraglia arrugginita e calce sbrecciata che il sole del tramonto infiamma sul fianco della collina bianca. Nei tanti anni trascorsi lontano dalla Sicilia, lontano dal paese di T., era questo uno dei luoghi, con i suoi boschi di eucalipti odorosi, a cui sognava di tornare. Eppure adesso, accanto alla recinzione rugginosa, a terra, c’è il corpo di un uomo, sul volto l’espressione da soldato caduto in battaglia.
Un uomo cui Ernesto era legato e che ora ha trasformato per sempre la sua miniera in un sepolcro muto. Appena una manciata di giorni prima, nel centro per immigrati dove presta servizio come medico volontario, il suo sguardo aveva incrociato gli occhi verdi di Youssef. Il giovane gli aveva raccontato con nostalgia della sua vita in Marocco, lui che era giardiniere ma anche poeta. E così al medico era parso naturale affidargli la cura delle sue piante, per quel senso di sfrontata intimità malgrado le evidenti differenze tra loro.
Una mattina Youssef non si era presentato, ed Ernesto aveva ripensato subito, con un brutto presentimento, alle due parole sussurrate dal giovane il giorno prima. Ho paura. Se solo avesse chiesto, cercato di capire, forse Youssef sarebbe ancora vivo. Ma la morte di un immigrato non è certo la priorità per nessuno a T., non per il commissariato, non per la stampa, non per politici e politicanti. Ernesto è solo a cercare la verità, a muoversi su un percorso a ostacoli di corruzione e omertà.
L’ossessione di rendere giustizia a chi non pensava di averne diritto riapre ferite del passato, diventa una questione di sopravvivenza. Come il colibrì che porta una goccia d’acqua nel becco verso l’incendio, sarà una rivoluzione, piccola ma straordinaria.
La porta dell’istituto era spalancata ma il corridoio vuoto. Forse dormivano tutti, anche Youssef, pensò Ernesto, e si sentì quasi ridicolo per quell’apprensione. Tuttavia decise di entrare. «Youssef?» chiese a un uomo sui quaranta, un nordafricano a giudicare dai tratti. Quello alzò le spalle. «Dorme?» L’uomo scosse il capo.
Il sale dei morti di Salvatore Falzone è un romanzo che intreccia l’indagine sociale e politica con una scrittura dal forte respiro lirico e descrittivo.
Al centro della vicenda si muove Ernesto Vassallo, medico tornato nella sua Sicilia dopo anni di lontananza, in una terra segnata dal peso della corruzione, dall’omertà e dalle contraddizioni. È in questo scenario che si apre il mistero legato alla morte di Youssef, giovane immigrato conosciuto da Ernesto nel centro di accoglienza in cui presta servizio come volontario.
Uno dei punti di forza del libro è la costruzione dei protagonisti. Youssef, ad esempio, è un personaggio che il lettore incontra solo per poche pagine, eppure la sua presenza aleggia costantemente lungo l’intera narrazione. Quel legame con Ernesto, mai del tutto definito e volutamente avvolto da una certa ambiguità, diventa il filo conduttore della vicenda. Un legame che, pur spezzato dalla morte, mantiene intatta la sua carica emotiva e simbolica:
Ernesto sentiva che non era questa la chiave di accesso alla comprensione del loro incontro. Un incontro fortuito, quasi irragionevole, che, seppure spezzato dalla morte, acquistava sempre più l’evidenza di un fatto decisivo e misterioso.
Di Ernesto Vassallo il lettore arriva a conoscere tutto: i pensieri, il passato, i traumi, gli amori. La sua caratterizzazione è perfettamente studiata e riuscita, perché emerge sia come uomo segnato dalle proprie ferite, sia come medico che sceglie di restare accanto agli ultimi. L’autore lo costruisce come una figura complessa, in cui l’ossessione per la verità si intreccia al bisogno di riscatto personale, restituendo un protagonista fragile ma determinato, capace di incarnare il tema centrale del romanzo: la resistenza silenziosa a un mondo corrotto e indifferente.

Salvatore Falzone
Salvatore Falzone è nato nel 1984 a San Cataldo, in provincia di Caltanissetta, dove vive ed esercita la professione di avvocato.
È autore del noir Piccola Atene (Barion-Mursia), finalista al Premio Sciascia 2014.
Giornalista pubblicista, collabora con il quotidiano la Repubblica.
Ha scritto, tra le altre, le biografie romanzate Fuga verso la croce. La missione di Francesco Spoto in Congo (San Paolo), Toniolo senza baffi. Una biografia del maestro dei cattolici italiani (Ecra) e Un eroe da dimenticare. Attorno al mistero di Antonio Canepa (Rubbettino).
Falzone costruisce una narrazione che affonda nelle contraddizioni del presente: l’immigrazione e il destino spesso dimenticato di chi approda in Sicilia, le collusioni tra mafia e politica, la corruzione che si insinua nei meccanismi sociali e istituzionali.
Lo fa senza ricorrere a grandi colpi di scena o a momenti di azione, scegliendo invece la via di una tensione più sotterranea, fatta di riflessioni, atmosfere e legami tra le persone.
La scrittura, fortemente evocativa, rende protagonista l’ambientazione:
la miniera con le sue pulegge consunte e le funi sfibrate, le lamine corrose, le lastre sgretolate, le tubature idrauliche, le scale di ferro serpeggianti tra i piani dell’alta costruzione: una cattedrale di ruggine avvampata nella luce del pomeriggio
Il paesaggio, la memoria, la giustizia negata diventano elementi di un racconto che oscilla tra l’indagine civile e l’intimismo. Ernesto è mosso dal bisogno di dare dignità a una vittima che nessuno sembra voler ricordare, in una società pronta a voltarsi dall’altra parte. La sua ricerca di verità è anche una forma di resistenza, fragile e ostinata, che il romanzo restituisce con intensità.
Il sale dei morti si rivela così un’opera che, pur radicata nell’attualità più dolorosa, riesce a mantenere la leggerezza di una scrittura elegante, poetica, capace di far convivere l’urgenza della denuncia con la profondità di una riflessione personale.
Il risultato è un libro che sa essere al tempo stesso attuale e senza tempo, mantenendo l’equilibrio tra forza civile e sensibilità letteraria.
Salottometro:


Salvatore Falzone ha accettato di rispondere per noi di Salotto Giallo ad alcune domande sul suo Il sale dei morti in un’interessante intervista a cura di Samuela. Potete leggere che cosa ci ha raccontato cliccando questo link.

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