Un attimo prima di morire di Armando Guarino

Un attimo prima di morire Salotto Giallo

Recensione di Claudia Pieri

TRAMA

All’alba un uomo viene investito da un pirata della strada mentre stava per partire di nascosto da moglie, amici, colleghi, da tutti. Perché e da chi stava fuggendo? Una ragazza sparisce improvvisamente ed è trovata morta su una spiaggia molte ore dopo, volata giù da un promontorio.

Un suicidio? Entrambi prima di morire hanno lasciato sui social un post con l’hashtag #ifitwasmylastday… Cos’è successo nel loro ultimo giorno? Cosa hanno fatto, cos’hanno visto, un attimo prima di morire?

Un attimo. Quel frammento che chiamiamo ‘presente’, e che subito scivola nel ‘passato’ mentre già si apre al ‘futuro’. Un attimo: breve e fragile, ma capace di lasciare un segno. Un attimo…

L’attimo, spartiacque tra passato e futuro, tra vita e morte, è il vero protagonista di Un attimo prima di morire, un romanzo che cattura sin dalle prime pagine e conduce il lettore sul sottile confine tra esistenza e fine, tra un suicidio e un incidente che non sono ciò che sembrano.

Due morti, legate da un filo invisibile: quell’attimo finale che custodisce segreti e verità nascoste.

Sullo sfondo di una Napoli che

è un fiorire di colori, di suoni e di odori quando la primavera sta per lasciare il posto alla stagione estiva

Armando Guarino intreccia una trama che alterna mistero e introspezione.

I capitoli, brevi e serrati, disseminano indizi che permettono al lettore di ricostruire le vite e i segreti delle vittime.

La città diventa protagonista a sua volta, descritta in tutta la sua complessità:

Napoli è comunque un paese, grande, ma sempre un paese […] dove gli angoli sono aperti e non chiusi, dove luce arriva dappertutto. Peccato che dove c’è tanta luce ci sono anche tante ombre

È una Napoli caotica e vitale, con la sua

aria perenne di festa

e il suo

caos organizzato

ma anche segnata da contraddizioni, come a Fuorigrotta:

ci sono zone in città, interi quartieri, dove Napoli ha un altro odore, un altro sapore, un’altra faccia, quella meno presente sulle cartoline…

I personaggi, ben delineati, emergono attraverso dialoghi che talvolta si colorano di espressioni dialettali, capaci di alleggerire l’atmosfera senza smorzarne la tensione. Rota, ad esempio, rivela i suoi tratti più umani:

provava una profonda antipatia per chi sorrideva senza motivo e in maniera così eccessiva

e faticava ad adattarsi

a quel mondo dove chiunque poteva intervenire in virtù di un legame di parentela o di amicizia

Altri, come Susy, offrono un ritratto realistico delle dinamiche sociali italiane:

la figlia si era dimostrata in gamba e molto valida alla prima occasione, ma, come succede spesso in Italia, invece di essere premiata e di essere utilizzata per le sue capacità, era stata immediatamente messa da parte

Armando Guarino

Nato a Napoli nel 1969, è autore della serie di romanzi gialli con protagonista l’ex ispettore della polizia Tonino Santonastaso.

Con Ben Moussa, il bambino nello specchio nel 2022 ha vinto il concorso letterario internazionale Publio Virgilio Marone.

Con Homo Scrivens nel 2023 ha pubblicato La solitudine dei corpi, finalista ai concorsi Giallo Trasimeno e Garfagnana in giallo, dove riceve la menzione speciale come  “migliore storia gialla”: i protagonisti sono Corrado Rota e Susy Scala, che ritornano in questo romanzo.

Un attimo prima di morire di Guarino alterna più voci, costruendo un vero coro narrativo che restituisce un’umanità variegata. Tra i personaggi emergono pensieri e riflessioni che ampliano la prospettiva oltre l’indagine:

in fondo, lo sanno tutti: il dolore fa paura

[…]

perché il dolore, quello improvviso, quello inaspettato, arriva in un attimo. E non ha pietà

Accanto all’intreccio giallo emergono tematiche attuali: la violenza domestica e di genere, la fragilità dei giovani, i social come nuova frontiera di comunicazione che, invece di avvicinare, acuiscono la solitudine:

la considerava una generazione diversa, sfortunata. Fragile. Quei ragazzi sembravano incapaci di avere dei rapporti interpersonali…

La scrittura, introspettiva e riflessiva, si sofferma su istantanee quotidiane, vere e proprie fotografie di vita:

nei primi giorni di giugno, Napoli per alcuni è un paradiso per altri un inferno

e mette in scena tensioni e contraddizioni:

perché la verità fa male. Fa male a chi deve difenderla e a chi deve subirla, a chi la deve imporre e a chi la deve accettare. Perché la verità, anche quando è una nostra visione soggettiva dei fatti, fa male

Il risultato è un noir corale che si distingue non solo per l’intreccio investigativo, ma soprattutto per l’attenzione all’umanità in tutte le sue sfumature, restituendo un racconto che tiene insieme introspezione, attualità e tensione narrativa.

Salottometro:

Armando Guarino ha accettato di rispondere per noi di Salotto Giallo ad alcune domande sul suo Un attimo prima di morire in un’interessante intervista a cura di Claudia Pieri. Potete leggere che cosa ci ha raccontato cliccando questo link.

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