Recensione di Barbara Terenghi Zoia
TRAMA
La storia dolente di un amore tradito e perduto e quella di due amici per la pelle che diventano nemici giurati sono i fili di una trama che si dipana dentro agli intrecci di una saga noir ancora più grande. Sono gli Anni di piombo, ma anche dei sequestri di persona, delle rapine sanguinarie e dei morti ammazzati per strada, quelli in cui un giovanotto di periferia senza arte né parte comincia la sua scalata al Regno della Notte, per diventarne il padrone assoluto.
Attorno all’ascesa spietata e cruenta di Dennis Talamone, detto “il Gallo”, si muovono tutti i protagonisti di questo mondo folle e violento: i suoi amici fedeli e quelli che lo tradiranno, sicari e banditi senza pietà, boss della mafia, preti malavitosi, pezzi deviati del potere e terroristi, giocatori d’azzardo, cantanti e attori famosi, squillo d’alto bordo, cronisti d’assalto, poliziotti buoni e poliziotti cattivi.
Un mondo dove non esiste innocenza possibile e dove anche l’amore, all’ombra del male assoluto, sembra trovare la sua grandezza solo nella sconfitta.
Ambientato nella Milano degli anni di piombo, La vita mala racconta le ferite di un’amicizia spezzata tra Mimmo e Chris, la fragilità di un amore tradito e l’insaziabile desiderio di riscatto di un ragazzo
cresciuto ai margini della società.
Neanche Marina l’aveva voluto, quell’attimo in più. Lei stava solo pensando a quanto fosse carino quel ragazzo. Ma quel secondo in più, che non doveva esserci cambiò tutto, perché si sentì desiderato, e allora gli venne naturale guardare meglio chi lo desiderava.
Al centro della storia c’è Dennis, detto “il Gallo” per il ciuffo di capelli alla Little Tony: la sua ascesa nel mondo criminale diventa il filo conduttore del racconto, un filo rosso che intreccia sangue e solitudine, lealtà e tradimenti.
Dennis non è il classico bandito. Non è come Vallanzasca, per intenderci. Lui si considera il re di Milano. Il re della notte. E in un certo senso lo è davvero. Ha fatto rapine, sequestri, ha il suo giro di bische, puttane, ma poi i soldi li ha investiti sulla sua immagine. Dispensa favori, è amico di tutti.
Attorno a lui si muovono figure indimenticabili, personaggi che urlano la loro “fame” di vita: dal pastore calabrese “ripulito”, ma ancora assetato di sangue e vendetta, al Don vicino ai mafiosi, che dietro la veste sacra cela un’anima nera.
La vita mala non è soltanto un racconto sulla criminalità milanese degli anni di piombo: è una storia di contraddizioni, di sogni infranti, della ricerca di un amore autentico e di quel bisogno di appartenenza che, se mal indirizzato, può trasformarsi in una condanna.
Il Cerruti era un genio della mala milanese cresciuta ai tempi della Ligèra, quando vigevano ancora le vecchie regole e i duri non avevano bisogno di essere anche feroci. Aveva una fama conquistata sul campo, quella del ladro che non aveva mai sparato un colpo e aveva coraggio da vendere

Sapegno e Tenti
Pierangelo Sapegno, scrittore e giornalista. Inviato di lungo corso a La Stampa, ha seguito tutti i grandi fatti di attualità degli ultimi quarant’anni, dalla cronaca nera allo sport, dagli scandali politici ai disastri naturali, comprese le guerre.
Fra i tanti libri, è autore, assieme a Pierdante Piccioni, del best seller Meno Dodici, da cui è stata tratta la fiction di successo Doc nelle tue mani.
Gianluca Tenti è autore di numerose pubblicazioni, tra cui ricordiamo Firenze, il colore della notte, che gli è valso il Premio Firenze 1993, e ancora Uomini d’onore (1998), Luxor (2003), Mafia americana. Fatti e misfatti dei grandi padrini (2006) e Ridevamo all’inferno (2011).
Sapegno e Tenti tracciano un ritratto crudo e implacabile, una carezza amara che rivela la grandezza persino nella sconfitta, la smania di piacere a tutti i costi e il prezzo pagato sacrificando se stessi.
Come Marina, che pagherà duramente le conseguenze delle sue scelte:
Da una parte c’era la dolcezza di un amore che si stava spegnendo, che mostrava le sue debolezze, le sue ferite, le sue trincee. Dall’altra c’era solo attrazione fisica.
L’ambientazione può sembrare marginale, ma è restituita con poche, essenziali descrizioni capaci di incidere nel racconto più di un rasoio affilato.
Mimmo si era trasferito a Milano già da cinque anni, ma non riusciva ancora ad abituarsi a quella città grigia e a quel clima infame.
Non c’è traccia della Milano da bere degli anni ’80, della capitale economica d’Italia, della moda, degli aperitivi e della bella vita. C’è invece una Milano piegata dal piombo e resa, se possibile, ancora più grigia della sua stessa nebbia: una città che mostra il lato peggiore di sé di notte, quando dalle tane e dai nascondigli emergono figure pronte a contendersi un posto sulla vetta del business più oscuro, quello malavitoso.
La vita mala è un viaggio coinvolgente che costringe a guardare la parte nascosta dell’animo umano: segreta, violenta, fragile, feroce.
Una storia che mostra fino a che punto si può arrivare pur di colmare un disperato bisogno d’amore o di appartenenza, per riempire notti vuote, notti che a volte non conoscono ritorno.
Salottometro:


Pierangelo Sapegno, uno degli autori de La vita mala, ha accettato di rispondere per noi di Salotto Giallo ad alcune domande su questo libro in un’interessante intervista a cura di Barbara. Potete leggere che cosa ci ha raccontato cliccando questo link.

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