In salotto con… Vins Gallico

In salotto con...Vins Gallico

Spazio a cura di Claudia Pieri e Samuela Moro

Intervista a cura di Emanuela Ferrara

Gradito ospite di oggi del nostro spazio dedicato alle interviste agli autori “In salotto con…” Vins Gallico.

Vins Gallico è scrittore e responsabile dei Podcast Fandango.

È stato editor, traduttore, ufficio stampa, libraio, docente di Lingua e letteratura italiana alle Università di Gottinga e di Brema.

Esordisce nella narrativa con Portami rispetto (Rizzoli, 2010), cui fanno seguito Final Cut (2015), La barriera (2017, con Fabio Lucaferri), entrambi editi Fandango, A Marsiglia con Jean-Claude Izzo (Giulio Perrone, 2022) e Storia delle librerie d’Italia (Newton Compton, 2022).

Con Il Dio dello Stretto (Fandango, 2023) inaugura la saga noir di Mimmo Castelli, giovane pm calabrese.

©Riccardo Alessandri

Nel 2025 esce Onda Calabra, letto e recensito per Salotto Giallo da Emanuela Ferrara (recensione a questo link), che ha posto all’autore qualche domanda di approfondimento.

Un uomo buono, puro, ingenuo e con la tendenza a perdonare, considerato “idiota” per la sua diversità dalla società. Parlo di Mimmo Castelli o del principe Myskin? Lo hai confessato, L’idiota di Dostoevskij nella costruzione del tuo PM non è una forzatura. La “somiglianza” tra i due è arrivata da sola o l’hai costruita in maniera volontaria? 

Capita spesso di subire il fascino del male. Il bene di per sé è noioso, non fa notizia, conosciamo quella storia delle famiglie felici… Io volevo confrontarmi con un tipo di personaggio che credesse nella bontà, ma che fosse anche all’inizio di un percorso di autocoscienza.

Davvero esiste questa dicotomia nell’umano fra buoni e cattivi? Davvero la volontà può avere la meglio sull’indole?

Per cui volevo andare verso Dostoevskij da subito, ma poi è finita che sono andato verso Breaking Bad. 

Se è vero che le vicende narrate in Onda Calabra sono torbide, è altrettanto vero che ogni dettaglio sembra brillare, riflettere qualcosa di più profondo. Così Onda Calabra ci restituisce anche un’immagine inedita, “lucente”, di Reggio Calabria. Ecco, quanto è cambiata Reggio negli anni e cosa vorresti che cambiasse ancora? 

Reggio è una città sfortunatissima situata in un luogo meraviglioso. Provo da sempre a ribaltare la narrazione cupa sulla Calabria senza ignorare spigoli, pericoli e difetti.

Però senz’altro la Calabria è un luogo luminoso, quasi arso, che invece il mainstream ha raccontato buio, montanaro e chiuso.

Reggio nello specifico ha avuto una grande ondata di violenza fino alla fine della seconda guerra di ‘Ndrangheta, una fase di speranza alla fine degli anni ’90 con il primo Falcolmatà, e poi di nuovo anni di stagnazione nei primi dieci anni del 2000.

Ora non so dire in che fase sia, ma penso che le nuove generazioni abbiamo molta energia e visione su alcuni aspetti che comprendono l’attenzione ambientale e la cura delle relazioni, tutte cose che fanno bene anche alle comunità e dunque alle città 

Una data simbolo in Onda Calabra: Luglio 1997 segna la morte di Gianni Versace e la morte dei due ragazzi in Germania su cui è chiamato a indagare Mimmo Castelli. Apri a una riflessione importante: il potere della celebrità e della comunicazione. Esistono omicidi di serie A e omicidi di serie B. Cosa rende un dramma notiziabile? 

Esiste sempre una serie A e una serie B nella comunicazione. Un divorzio o un tradimento di due celebrità occupa più spazio delle vittime di un terremoto, un evento sportivo oscura le vittime di Gaza.

Purtroppo sono sempre le economie estrattive, il capitalismo becero ad avere la meglio sui diritti umani… 

Mimmo Castelli resterà per sempre buono più buono che mai, o lo vedremo con le sue ombre? 

Mimmo ha già un’ombra gigante che si porta dietro. E il fatto che ormai accetti di non essere il buono più buono gli farà solo che bene. E spero lo farà anche alle sue storie.

Comunque per me sempre meglio un personaggio in lotta con sè stesso e in cerca del suo ruolo nel mondo che un cinico bidimensionale o un poliziotto bono sicuro di sè 

Infine, la nostra domanda di rito. Giochiamo con la fantasia: hai la possibilità di sederti nel nostro Salotto con il tuo autore preferito, per fargli una sola domanda: chi inviti? E cosa gli chiedi? 

Leonardo Sciascia. E gli domanderei se tutto questo italiano, questo ragionare, sul sud ha ancora senso…  

Salotto Giallo ringrazia l’autore per la disponibilità all’intervista e gli dà appuntamento al prossimo romanzo…

Onda calabra Salotto Giallo

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