Recensione di Emanuela Ferrara
TRAMA
Riccardo Zoiro, ex Commissario di Polizia in congedo anticipato, vive da anni in un limbo di apatia e solitudine. Ma quando il Comandante Ravelli lo coinvolge nel caso di una donna trovata morta sulla costa pugliese, la sua indole investigativa si riaccende. La vittima è Tatiana, una giovane badante moldava intrappolata in un giro criminale tra mafia dell’Est e malavita locale.
Un noir moderno che avvolge e conquista
Affiancato dall’intuitivo Appuntato Carone, Zoiro segue una doppia pista che lo porterà a una maxi-operazione di valenza nazionale. Tra crimini efferati e dilemmi personali, l’ex Commissario affronta la sua indagine più difficile: ritrovare se stesso.
Se ami i gialli ben costruiti e le atmosfere dense di tensione, questo romanzo saprà coinvolgerti dalla prima all’ultima pagina.
Un gatto con il fiocco:
cosa c’entra con un libro giallo?
È proprio questa la domanda che ha spinto la nostra redazione a leggere il romanzo di Roberto Tarallo, pubblicato da Chiocciola Edizioni. Volevamo capire il legame tra questi due elementi e, credeteci, alla fine ci siamo riusciti.
Non vi parleremo molto di gatti e fiocchetti, anche perché, a un certo punto della lettura, ce ne siamo completamente dimenticati… per poi tornarci sopra, all’improvviso, ripensando a cosa ci avesse spinto inizialmente a prendere in mano questo libro.
l gatto con il fiocco e il cappuccio è uno di quei titoli che apri per curiosità e finisci per ritrovartici dentro, invischiato.
I paesaggi, inutile dirlo, sono spettacolari. Serve davvero spiegare la bellezza della costa pugliese? Crediamo proprio di no. Vi basti sapere che, spesso, vi sembrerà di sentire il profumo di salsedine e il suono delle onde, anche se il mare è lontano.

Roberto Tarallo
Sessantotto anni, nato e cresciuto a Milano in una casa di ringhiera da genitori emigrati, mamma veneta e papà pugliese, Roberto Tarallo ha respirato l’atmosfera della crescita e del boom economico degli anni sessanta.
La sua vita professionale è stata contrassegnata in grande misura dalla gestione di persone e gruppi e da numerosi contatti internazionali, e ciò gli ha consentito di approfondire tematiche di relazione, a carattere psicologico e sociale, ed una grande conoscenza di culture diverse, non solo europee.
Da qualche anno in pensione vive in una stupenda località pugliese – Polignano a Mare – insieme alla moglie ucraina Viktoria, e con la compagnia di un cane e numerosi gatti.
I personaggi sono ben caratterizzati da Tarallo e la trama è interessante: un mix perfetto per un giallo che funziona.
Non aspettatevi un romanzo eccessivamente impegnato: ci sono spunti per riflettere, è vero, ma non prendono mai il sopravvento, e questo
– per fortuna –
lo rende godibile e mai pesante.
La vicenda segue Zoiro, un ex commissario, e il suo assistente, l’Appuntato Carone, impegnati a indagare su un crimine che si rivela più complicato del previsto, fino a coinvolgere un’operazione nazionale su larga scala.
Zoiro è il cardine attorno a cui ruota tutto il romanzo, in tutte le sue sfaccettature. È un ex commissario alle prese con la morte di una ragazza moldava, ma è anche un ex commissario che fatica a essere davvero “ex”.
Soprattutto, Zoiro è un uomo: uno di quelli segnati e segnanti, a cui finisci per affezionarti. Uno che segui fino alla fine, passo dopo passo, lungo tutta la vicenda.
La grande depressione che lo aveva colpito due anni prima aveva scavato un solco profondo tra lui e il resto dell’umanità.
La storia, tra colpi di scena e indagini complesse, si sviluppa come una vera e propria ricerca: non solo della verità, ma anche del sé. A tratti è una storia di solitudine, a tratti di scoperta e rinascita.
Ma, sopra ogni cosa, è la storia di un gatto con il fiocco e il cappuccio, che sa apparire al momento giusto e sorprendere il lettore.
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