Di Barbara Terenghi Zoia

Rubrica a cura di Katya Fortunato

È il 1997 quando Lee Child pubblica Killing Floor, introducendo nel mondo letterario il protagonista Jack Reacher.
Lo scrittore, all’anagrafe James Dover Grant, britannico, ha frequentato la King Edward’s School, la stessa scuola di J.R.R. Tolkien ed Enoch Powell, per citare i più noti.
Nonostante le sue radici fortemente british, Grant sceglie lo pseudonimo Lee Child e, intenzionalmente, un protagonista che più americano non si potrebbe immaginare: Jack Reacher.
Reacher è un maggiore dell’esercito americano, più precisamente della Polizia Militare. Pluridecorato, si ritira all’età di 36 anni, iniziando a spostarsi da uno stato all’altro degli Stati Uniti.
Nonostante non abbia una casa, una residenza o un lavoro, non può essere definito un vagabondo né tantomeno un barbone. Porta con sé solo pochi dollari e uno spazzolino da denti nuovo. Quando si ferma, di solito capita in una cittadina sperduta nel nulla, scegliendo un motel di scarsa qualità, dove si occupa della sua igiene personale e del cambio dei vestiti, che non lava, ma semplicemente getta via.
Si sposta senza meta, da uno stato all’altro degli Stati Uniti, usando le corriere che collegano le città o, occasionalmente, approfittando del buon cuore di un autista di passaggio.
Jack Reacher è un uomo imponente: alto 196 cm per oltre 100 kg di peso. Nonostante la sua stazza, ispira fiducia a chi si trova in difficoltà e che aiuta, accontentandosi di un grazie, di una stretta di mano e magari un pasto caldo.

In Italia, la serie debutta con Zona Pericolosa, pubblicato da Longanesi nel 2000. Da allora, puntualmente ogni anno, arriva un nuovo libro.
Reacher, solitario per natura, si è innamorato solo una volta, di Jodie, protagonista in Trappola Mortale (Longanesi, 2002).

La loro relazione prosegue anche in Via di Fuga (Longanesi, 2003)
per poi ripartire con la prima corriera di passaggio.
Reacher è l’eroe per eccellenza, quello che tutti vorremmo al nostro fianco nei momenti più difficili, soprattutto nelle situazioni disperate che spesso si svolgono nella tipica provincia americana: una zona del paese con poche anime, un caffè, un motel, ma troppi prepotenti e criminali in circolazione.
Dal 2020, a partire da L’ultima sentinella, le avventure di Reacher sono scritte a quattro mani dai fratelli Lee e Andrew Child.

Non è chiaro il motivo di questa scelta, ma per i fan di Reacher la differenza si nota.
Il personaggio non è stato modificato, ma nei libri più recenti risulta più riflessivo, con meno scontri corpo a corpo, che erano il suo marchio di fabbrica.
Anche le ambientazioni variano: in Nessun piano B (Longanesi, 2023) troviamo un carcere di massima sicurezza, mentre in Un segreto per Jack Reacher (Longanesi 2024) il protagonista è in continuo movimento, senza fermarsi in un’unica città.
Naturalmente, con un personaggio come Jack Reacher non potevano mancare le trasposizioni cinematografiche.
Il primo film prodotto è Jack Reacher – La prova decisiva (2012), seguito da Jack Reacher – Punto di non ritorno, entrambi interpretati da Tom Cruise.

Nonostante le indubbie capacità dell’attore, i fan di Reacher, autore compreso, non hanno apprezzato la scelta: come può competere Cruise con un uomo possente e alto 196 cm? Nemmeno gli effetti speciali di Hollywood potevano compensare la statura dell’attore, che notoriamente non arriva a 170 cm.
Per la serie televisiva Reacher, invece, la scelta è ricaduta su Alan Ritchson, un attore dalla stazza adeguata, che incarna fisicamente il nostro eroe.

Non ci resta che attendere la nuova avventura, In Too Deep, dove Reacher si ritrova imprigionato, accusato di aver ucciso l’uomo che gli aveva offerto un passaggio.


