La prima indagine dell’avvocato Contrada
Recensione di Samuela Moro
TRAMA
L’avvocato Vittorio Contrada, Controvento per gli amici, uomo senza peli sulla lingua e molto pelo sullo stomaco, ha cambiato vita.
Lasciato il diritto societario per seguire soltanto cause ambientali o comunque “eticamente valide”, ha chiuso con i viaggi da sogno, gli affari milionari, i lussi indescrivibili e i polli da spennare, per rifugiarsi in uno studio sgarrupato con la sola compagnia di Gloria Almariva, collega combattiva e testarda ben lontana dallo stereotipo dell’avvocata di grido.
Una cosa però è rimasta a Vittorio: la voglia di scontrarsi, e di vincere. Oltre alla passione per le belle donne e le auto d’epoca, ovviamente.
Così, quando Valerio Del Zotto emerge dal suo passato per consegnargli una valigetta – la sua mitica ventiquattrore da cui uscivano sempre tesori o idee inestimabili – e poi morire poco dopo, Vittorio non può restare a guardare.
C’è del marcio in quella ventiquattrore, su cui Vittorio si impegna a indagare insieme a Gloria. Il caso ha a che fare con un’isolata comunità montana e una spregiudicata speculazione edilizia, ma tra i fiumi che cambiano corso e le vallate presidiate dalle ruspe si muovono poteri molto più grandi di quanto i due avvocati riescano a immaginare.
Anche se a essere più pericolose a volte sono cose molto piccole, quasi insignificanti: cose come le idee.
Tra una Milano che sale vorticosa – eccessiva, spietata, ingiusta – e un Friuli edenico e fiero che qualcuno sta cercando di distruggere,
Come si uccide un gentiluomo è un romanzo nerissimo e dolce, arrabbiato ed esilarante, tenero e feroce, che rispecchia alla perfezione il mondo di oggi: ugualmente pieno di inquietudine e speranza.
Come si uccide un gentiluomo, il nuovo romanzo di Tullio Avoledo, segna l’esordio di un protagonista, l’avvocato Contrada, destinato a rimanere nel cuore di noi lettori.
Lo studio Almariva, Fuentes e Contrada è uno studio legale sui generis, uno studio paperless, improntato al rispetto dell’ecologia e alla salvaguardia e protezione di natura, animali ed etica. Vittorio Contrada e Gloria Almariva, gli avvocati soci fondatori, si dedicano infatti a cause ambientali pro bono, in difesa dei più deboli, spesso vittime di brutali interessi economici e politici.
La penna di Avoledo dà vita a protagonisti da cui risulta difficile separarsi. L’avvocato Contrada, musicista per diletto, ha iniziato la carriera lavorando con il padre. Entrambi hanno per anni seguito l’onda della ricchezza, trattando soltanto affari multimilionari e fiancheggiando ricconi nei loro interessi.
Ora però “lo squalo è diventato vegano”, pur senza tradire le sue passioni per le belle donne, i motori e per le vittorie in tribunale.
Vittorio è un uomo dal passato oscuro, su cui il lettore farà luce nel corso del libro, arrivando a conoscerlo in profondità.
Gloria Almariva, sua socia e (in fondo in fondo) amica, spalleggia Contrada nelle sue avventure, lavorative e… amorose.
Agguerrita, risoluta e tenace, ma lontana dalla necessità di apparire, Gloria affianca Vittorio con una presenza brillante, riportandolo ad una realtà che talvolta dimentica.
I loro botta e risposta e il continuo stuzzicarsi alleggeriscono costantemente il racconto di una vicenda sconfortante.
I due avvocati vengono coinvolti da un ex cliente di Contrada nel tentativo di risoluzione di un complesso caso di speculazione edilizia.
Vittima di stravolgimenti edili e costruzioni in cemento incontrollate è la piccola comunità montana di Plaseris, nel Friuli, terra natia dell’autore.
Le grandi aziende che lo stanno attuando mirano al controllo di un bene comune necessario e imprescindibile: l’acqua.
Questi boschi sono infestati dai vampiri. Solo che rubano l’acqua, non il sangue. Oddio, alla fine ci rubano anche quello. Perché quando togli l’acqua ai campi e alle persone è solo un altro modo di ucciderle. Più lento e più crudele.

Tullio Avoledo
Tullio Avoledo è nato a Valvasone (Pordenone) nel 1957.
Ha esordito nel 2003 con il fortunatissimo L’elenco telefonico di Atlantide (Sironi e poi Einaudi) e ha pubblicato altri quindici romanzi per Sironi, Einaudi, Chiarelettere e Marsilio.
Ha vinto il Premio Scerbanenco 2020 con Nero come la notte (Marsilio 2020) e ha partecipato al “Metro 2033 Universe”, una narrazione collettiva internazionale sul mondo post catastrofe nucleare immaginato dallo scrittore russo Dmitrij Gluchovskij.
I suoi titoli sono stati tradotti in varie lingue.
Il Friuli raccontato da Avoledo è una regione orgogliosa e combattiva.
I suoi abitanti vogliono proteggerne la bellezza e la pacifica natura, anche entrando in contrasto con i giganti delle costruzioni e gli interessi economici internazionali.
Una terra che sopravvive ma che si trova al centro di cambiamenti terrificanti, quanto spaventosamente imminenti.
Al Friuli si contrappone l’altro luogo del racconto, Milano, città che Vittorio odia con tutto il cuore ma a cui non attribuisce colpe, se non quella di creare speranze e alimentare sogni che poi la vita frenetica contemporanea finisce con inghiottire.
Che cosa importano le delusioni, cosa importa la durezza del risveglio? Solo speranze e sogni contano, sono il motore che fa andare avanti il mondo.
Come si uccide un gentiluomo diventa quindi occasione di denuncia, un mezzo per portare alla luce i risvolti negativi di un’epoca in cui tutto viene distrutto per essere ricostruito e asservito alle necessità di logistica, produzione su larga scala, fatturato, arricchimento.
In breve, tutto viene asservito all’uomo.
Ma l’autore non chiude le porte alla speranza, al barlume esistente in pochi, in chi ancora crede che ci sia una possibilità di redenzione.
Rimane in vita, seppur flebile, la voce di chi lotta e di chi non vuole mollare, pur correndo… Controvento.
Con una scrittura pungente e brillante, divertente ma a tratti furiosa e sorprendentemente realistica, Tullio Avoledo regala un giallo profondo, un giallo sui legami tra persone, ma anche tra le persone e la terra. Un giallo sulle idee e sulla volontà di difenderle.
Un giallo che oltre ad indagare i mali del nostro impotente pianeta, indaga i mali di un’umanità insaziabile e troppo spesso senza scrupoli.
Salottometro:


Tullio Avoledo ha accettato di rispondere per noi di Salotto Giallo ad alcune domande sul suo Come si uccide un gentiluomo in un’interessante intervista a cura di Samuela. Potete leggere che cosa ci ha raccontato cliccando questo link.

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