Il nascondiglio perfetto di Antonella Manduca

Il nascondiglio perfetto Salotto Giallo

Recensione di Francesca Pica

TRAMA

Il nascondiglio perfetto

Eventi e circostanze accaduti a distanza di trent’anni si intrecciano casualmente in una doppia linea temporale.

Nella prima Giulia, che per pagarsi gli studi lavora come guardarobiera al Jimmy, si accorge di possedere la dote di percepire, al solo tocco, fatti emotivamente violenti.

Quando Yeva, la badante armena di un vecchio antiquario, le consegna in custodia il cappotto, Giulia vede la scena di un terribile delitto.

La seconda inizia nel 1994. Un giovane, Augusto Bellandi, aspirante antiquario, viene reclutato a bottega da un famoso commerciante d’arte di Torino, l’avaro, scorbutico e capriccioso Gualberto Foresta, il cui ufficio è ubicato nei locali di una vecchia sacrestia.

Augusto che, suo malgrado, si trova ad assecondare lo stravagante ghiribizzo del suo mentore non può di certo immaginare le conseguenze drammatiche e criminali che ne deriveranno.

Il nascondiglio perfetto di Antonella Manduca racconta due donne apparentemente lontane tra loro e due epoche che si intersecano per dare vita a una storia che racchiude in sé mistero, amore in varie forme e la ricerca della verità.

Sullo sfondo di una Torino fredda, elegante e barocca si muovono le due protagoniste: da un lato Giulia, giovane studentessa fuorisede con un dono speciale, ossia quello di “sentire” ciò che è successo nel passato, dall’altro Yeva, una donna armena al servizio del vecchio e famoso antiquario Gualberto Foresta.

percepì un odore come di stantio, come quello delle vecchie lenzuola ricamate di sua nonna chiuse da anni negli armadi del solaio. Il resto della stanza le appariva strano, diverso dal guardaroba zeppo di cappotti e giacche allineate sulle grucce ad aspettare. C’erano tende lunghe di un colore indefinito, vecchi mobili, quadri ammassati contro le pareti e tutto era avvolto dalla penombra.

L’incontro tra le due donne farà sì che i misteri legati al vecchio antiquario possano ritornare a galla e rendere giustizia e verità a ciò che è accaduto nel 1994, ma anche all’amore che è rimasto sopito per oltre trent’anni.

La Manduca, attraverso Giulia ci prende per mano e ci accompagna nelle sensazioni di questa giovane donna spaventata dal suo stesso dono. Fortunatamente ci sarà Yeva con lei, una donna forte che ha abbandonato il suo paese per tentare la fortuna a Torino, quella città che :

dipingeva la bellezza dei palazzi barocchi, mi descriveva meravigliose passeggiate sotto portici eleganti. Raccontava di quanta cultura si respirasse ad ogni angolo della città e quante iniziative ci fossero per nutrire la mente e lo spirito.

Muovendosi tra presente e passato, le due donne affronteranno il mistero che aleggia sulla scomparsa del giovane Augusto Bellandi, un aspirante antiquario a servizio del burbero Foresta.

Tra opere d’arte nascoste e una storia d’amore impossibile, Il nascondiglio perfetto diventa un noir che si tinge di rosa, senza scadere nel melenso.

Antonella Manduca

Ha pubblicato una raccolta di poesie Controluce (edizioni Libroitaliano, 2000).

Dieci anni più tardi produce un libro d’arte e di emozioni, non edito, Ilvoltodellecose.

Diamanti in cambio, Argonauta Edizioni, 2022, è il suo primo romanzo, finalista al premio Leopoldo II di Lorena edizione 2023.

La Manduca sa come dosare i vari elementi senza risparmiarsi sui personaggi: siano essi i protagonisti o comparse indispensabili alla narrazione, rivestono tutti un ruolo di grande importanza.

La loro caratterizzazione è talmente minuziosa, da riuscire a uscire dalle pagine con la volontà di imporre la propria storia al lettore che resta quasi inerme di fronte a tali personalità.

Il mondo dell’antiquariato fa da sfondo a una storia d’amore mai realizzata, che sarà il filo conduttore delle due storie parallele.

Per un amore non vissuto, forse ce n’è uno che è pronto a viversi.

E per un segreto celato, ce ne sono altri pronti a svelarsi.

Per un nascondiglio fisico, ce ne sono altri più profondi che tutti noi abbiamo e che decidiamo di far scoprire solo a chi è in grado di cercare e trovare la chiave giusta.

Esiste un nascondiglio perfetto? Forse sì, da qualche parte, in qualche intimo anfratto dove conserviamo i momenti di gioia, serenità e piacere, dove seppelliamo il dolore, il male e i torti subiti, in un rifugio segreto dove serbiamo ciò che non possiamo toccare ma da cui siamo profondamente toccati.

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