Spazio a cura di Claudia Pieri e Samuela Moro
Intervista a cura di Monica Truccolo
Gradito ospite del nostro spazio dedicato alle interviste “In salotto con…” Mauro Valentini.
Mauro Valentini è un giornalista e scrittore romano, che da anni vive a Pomezia.
Scrive di cronaca nera e di cinema collaborando con diverse testate nazionali ed è ospite di numerosi programmi di approfondimento radiofonici come opinionista.
Salotto Giallo ha già avuto il piacere di ospitare Valentini per parlare del suo libro 40 passi. L’omicidio di Antonella Di Veroli. Trovate l’intervista a questo link.
In questa nuova chiacchierata, Mauro Valentini ci parla invece del suo libro inchiesta, Alda Albini. Anatomia di un mistero scritto a quattro mani con Luciano Garofano e pubblicato da Armando Editore.
Monica Truccolo lo ha recensito a questo link e con l’occasione ha posto alcune domande al giornalista.
Salotto Giallo: La morte di Alda Albini sembrava non avere un movente, eppure il corpo e il luogo dove è stata ritrovata avrebbero potuto “dire” qualcosa di più. Ti sei chiesto quali possano essere le motivazioni alla base di un’indagine così sbrigativa?
Mauro Valentini: Non abbiamo una risposta a tanta approssimazione.
O meglio, la risposta può esser questa: la procura ha avuto la convinzione fin da subito di un incidente e ha precluso ogni velleità investigativa. Una tesi, quella del suicidio prima, dell’incidente poi che faceva e fa acqua da tutte le parti.
Sicuramente ti sei fatto un parere, anche solo personale, su questo caso. Chi avrebbe potuto secondo te volere la morte di Alda e per quali ragioni?
Chi potesse odiare così tanto Alda da volerne cagionare la morte? Non è semplice rispondere, ma certo è che qualcuno lo ha fatto. Un incidente o un omicidio premeditato non so, ma certo qualcuno o più di qualcuno è stato.
Qual è secondo te l’errore più grossolano commesso in questo caso? Quali sono state le mancanze più gravi che non hanno permesso un’adeguata conclusione?
Secondo me è clamoroso il fatto che non sia stato preso in considerazione il telefono di Alda, che nei sette giorni successivi alla sua scomparsa ha certamente agganciato celle riferite all’abitato di Grosseto, distante una quarantina di chilometri, e che questo elemento, accertato dai periti anche della Procura, non sia stato preso in considerazione.
Ecco, escludere un elemento che avrebbe portato certamente a una verità diversa lo trovo incomprensibile.
Perché, insieme a Luciano Garofano, avete scelto di approfondire proprio questo specifico caso di cronaca? E come vi siete suddivisi i compiti di ricerca, anche alla luce dei vostri differenti indirizzi professionali?
Luciano è stato consulente del pool difensivo che ha chiesto invano la riapertura del caso, e questa storia gli era rimasta nel cuore come una clamorosa ingiustizia. E così mi ha proposto di scriverla insieme e dopo aver letto le carte ho come lui, dedotto che Alda andava onorata almeno della memoria e della nostra narrazione.
Scrivere con una mente sopraffina come il Generale Garofano è semplice, perché la sua Sapienza, che non devo certo declamare io ma che è nota a tutti, ti offre spunti narrativi straordinari. Ritengo che davvero abbiamo realizzato un ottimo lavoro che intreccia scienza a coscienza.
La tv e i giornali dedicano grande spazio agli approfondimenti di cronaca nera generando moltissimo seguito. Secondo te da dove nasce questo grande interesse del pubblico? Ti sei dato una spiegazione del perché la gente sia così affascinata dal true crime e da tutto quello che lo riguarda, come libri, podcast, trasmissioni e serie televisive ecc…?
Io credo che l’opinione pubblica sia attratta dalla narrazione criminale per due motivi:
un senso di giustizia per chi ha subito delitti e soprusi, ma anche e soprattutto perchè in certi delitti cosiddetti della porta accanto, ci si riconosce con sgomento e sorpresa. E ci si immedesima.
Scoprire i motivi di tali efferatezze forse contribuisce in ognuno di noi a creare quella sorta di anticorpi per evitare che situazioni simili ci accadano.
Ed è un augurio che mi faccio e che faccio a tutti. Capire per evitare.
Salotto Giallo ringrazia l’autore per la disponibilità all’intervista

Link d’acquisto al libro:

