Spazio a cura di Samuela Moro e Claudia Pieri
Intervista a cura di Claudia Pieri
Oggi nello spazio interviste “In salotto con…” ospite Mauro Valentini.
Mauro Valentini è un giornalista e scrittore romano, che da anni vive a Pomezia. Scrive di
cronaca nera e di cinema collaborando con diverse testate nazionali ed è ospite di numerosi programmi di approfondimento radiofonici come opinionista.
Nel 2020 con Armando Editore è stato tra i primi dieci libri più venduti in Italia con Mio figlio Marco – La verità sul caso Vannini scritto con Marina Conte.
Sempre con Armando Editore ha pubblicato, tra gli altri: Mirella Gregori – Cronaca di una scomparsa, Marta Russo – Il Mistero della Sapienza. Con quest’opera ha vinto il premio letterario Costa d’Amalfi 2017 e si è classificato secondo al Premio Piersanti Mattarella 2019. Nel 2022 ha pubblicato il suo secondo romanzo: Cesare (Come Quando Fuori Piove) con cui ha vinto il premio Giallo al Centro. Nel 2020 pubblica sempre con Armando Editore “40 Passi – L’omicidio di Antonella Di Veroli”.
In questo libro, Valentini ripercorre le tappe di una storia di cronaca che ha appassionato
l’opinione pubblica e che i giornali battezzarono come “il caso della donna nell’armadio”.
Il 12 Aprile 1994 viene trovata morta a Roma Antonella Di Veroli di 47 anni affermata
consulente del lavoro che viveva sola nel prestigioso quartiere Talenti, uccisa con due colpi
di pistola e poi chiusa in un armadio sigillato con della colla. Un omicidio con molti
possibili moventi ma con un solo accusato, un uomo che aveva avuto una relazione con la
donna e che fu processato e assolto in tre gradi di giudizio e in un iter giudiziario lungo 7
anni.
Con uno stile asciutto e analitico Mauro Valentini ripercorre minuziosamente le indagini e le successive tappe processuali, avvalendosi dei documenti giornalistici, delle testimonianze e degli atti del processo, prendendo in esame sia la vita privata che quella professionale della vittima.
Il libro risponde non soltanto ad un’esigenza chiarificatrice di quanto accaduto quella notte
e successivamente durante le indagini, ma anche all’intento di restituire dignità e visibilità
alla vittima, un intento che l’autore realizza pienamente grazie alla sensibilità e delicatezza
con cui tratta, facendolo emergere, l’elemento umano della vicenda.
Abbiamo avuto il piacere di ospitare Mauro Valentini nel nostro salotto per una
interessante chiacchierata sul libro
Salotto Giallo: Da dove nasce il tuo interesse per la cronaca nera ? E’ una passione nata prima o dopo quella per la tua professione di giornalista?
Mauro Valentini: In effetti la cronaca arriva dopo nel mio percorso da giornalista. Inizio
con la critica cinematografica e letteraria. Alla “nera” prima come reporter e poi come
scrittore arrivo qualche anno dopo.
Credo però che la cronaca, quella che racconta non la criminalità organizzata, ma quel cortocircuito della mente che sono gli omicidi che affronto, siano in un certo senso una parte di racconto terribile eppur così ammantato di “normalità” che hanno la dignità di esser rappresentati come specchio deviato di una umanità e di sentimenti che nessuno può immaginare di esserne immune.
S.G.: Nella prefazione al libro, Marco Marra scrive che “l’Italia – statistiche alla mano –
pare abbia il primato europeo dell’interesse per la cronaca nera”, ti sei dato una
spiegazione del perché la gente sia così affascinata dal true crime e da tutto quello che lo riguarda ? Libri, podcast, trasmissioni televisive ecc …
M.V.: Una spiegazione me la sono data: credo che la cronaca nera affascini e interessi
così tanto perché l’opinione pubblica cerca nei fatti e negli avvenimenti delittuosi le
ragioni che scatenano la violenza, perché quasi sempre quelle ragioni sono le stesse
pulsioni che animano le vite di tutti.
Ecco, credo che ci si interessi perché in fondo in fondo tutti vogliono comprendere quanto le vite cosiddette “normali” possano coltivare elementi che possano portare alla perdita della ragione.
S.G.: Nella tua carriera hai scritto diversi libri di inchiesta su famosi casi di cronaca nera, come scegli le storie da raccontare e come ti documenti per approfondirle ? In questo caso, qual è stata la molla che ti ha spinto a scrivere proprio della vicenda di Antonella ?
Mauro Valentini: Spesso sono le storie che scelgono me. Per la casualità di un incontro che ti porta a ragionarci sopra, o per quei segni del caso e del destino che ti portano a ragionare di una storia e a raccontarla.
Nel caso Di Veroli, per esempio, la molla fu un servizio di un noto giornalista che definì Antonella come donna non bella, non interessante e che doveva l’esser nelle prime pagine dei giornali soltanto alla strana modalità omicidiaria. Ecco, in quel momento ho deciso che questa sarebbe stata una “mia” storia, per restituire dignità e rispetto alla povera Antonella e per narrare pagina dopo pagina l’ingiusto destino di una donna che voleva solo amare e esser amata.
S.G.: A chi o a cosa attribuisci la responsabilità di non essere arrivati a trovare un
colpevole per il delitto di Antonella ?
Mauro Valentini: Agli investigatori. Loro non hanno fatto le indagini che andavano fatte, Hanno smarrito il sacchetto che ha soffocato Antonella, di fatto perdendo le prove principali,
non hanno allargato lo sguardo oltre la storia dell’amante e della moglie dell’amante, di fatto innamorandosi di una tesi che è miseramente caduta insieme a loro. Hanno rovinato la vita a un povero disgraziato accusato per sette anni di un omicidio che non aveva palesemente commesso e di fatto dando al vero assassino un vantaggio incolmabile.
S.G.: Alla luce di quanto accaduto nel caso Di Veroli, ti senti di affermare che esiste il
delitto perfetto?
M.V.: No assolutamente, Qui ci sono così tanti elementi per poter riaprire il caso e dare
un nome al misterioso assassino che altro che perfetto.
Esistono solo indagini imperfette e quell’elemento della fortuna che spesso aiuta i colpevoli a farla franca.
S.G.: Una curiosità: all’inizio di ogni capitolo troviamo una citazione estratta da un brano di musica leggera o da un libro, perché questa scelta e come hai selezionato i brani da citare ?
M.V.: Erano tutte legate alla storia che stavo per raccontare.
Credo molto nella potenza della poesia. E credo che ci siano parolieri, musicisti e scrittori che abbiano nell’anima il dono della sintesi emozionale. E io me ne sono abbeverato e ho cercato di restituirlo a chi legge.
Salotto Giallo ringrazia Mauro Valentini per la sua disponibilità.

