Recensione di Barbara Terenghi Zoia
Sinossi
Dieci secondi
Tutto inizia con una cena di compleanno fra giornalisti in un ristorante affacciato sul Tamigi. A tavola, fra battute, arguzie e discussioni vivaci, ci sono il cronista investigativo Ben Harper, il suo capo Madeline Wilson e il padre di lei. Vino e ottima cucina. Ma la serata ha in serbo tutt’altro. A tarda ora, Madeline si congeda per rientrare a casa a bordo della sua Mercedes con autista.
E da quel momento sembra sparire nel nulla. L’indomani non si presenta agli appuntamenti e non risponde al telefono. Finché al padre non arriva un messaggio che lo raggela: Abbiamo tua figlia. Chiama la polizia ed è morta. L’anziano chiede subito l’aiuto di Ben, che non ha scelta: deve scoprire chi ha rapito il suo direttore, la donna a cui deve molto della propria carriera.
Qualcosa, in questa vicenda, lo riporta a un’inchiesta che Madeline aveva firmato dieci anni prima e che aveva destato molto scalpore. Una vicenda ancora densa di domande senza risposte. E che coinvolge persone insospettabili.
Persone molto vicine. Ben dovrà usare tutto il proprio ingegno, perché Madeline potrebbe non essere la sola persona in pericolo. E più i secondi passano, più cresce il rischio che la più importante delle indagini di Ben Harper fallisca.
Dopo “Gli undici inganni” e “I dodici segreti”, con ben otto edizioni in due anni, Robert Gold torna a catturare il lettore sfidandolo con una trama in cui ogni dettaglio è parte di un meccanismo perfetto di suspense e colpi di scena.
Dieci Secondi è il terzo libro in sequenza di Robert Gold.
Nel primo libro, Dodici segreti, la narrazione era polarizzata su Ben Harper e sul suo passato.
Nel secondo, Undici inganni, è Ben stesso che racconta, in prima persona, ma la storia si concentra sulla donna di cui è innamorato, il tenente Dani Cash.
In Dieci secondi Robert Gold si dedica a presentare tutti i personaggi e le loro interconnessioni, che servono a imbastire la trama di questo giallo, iniziando così con un ritmo lento.
Se da un lato il lettore che conosce i libri precedenti rimane perplesso da questo inizio incerto, dall’altra il lettore novizio non vede l’ora di conoscere qualcosa di più e, soprattutto, di capire che ruolo hanno i diversi personaggi.
La capacità di Gold è, infatti, quella di mettere la pulce nell’orecchio del lettore, di incuriosire e disorientare.
Tutti i personaggi che incontriamo hanno segreti da nascondere e sono assolutamente imperfetti: non ci sono buoni o cattivi, solo persone comuni, alcuni con vite complicate che prendono decisioni sbagliate.

Robert Gold
Robert Gold è un autore britannico.
Nato nello Yorkshire, è vissuto a Putney, località nei pressi di Londra che gli ha ispirato l’immaginaria Haddley, sobborgo in cui sono ambientati i suoi romanzi.
Con Longanesi ha pubblicato in Italia, I dodici segreti (2022) e Gli unidici inganni (2023), appartenenti alla serie con protagonista Ben Harper.
Questo è uno dei grandi temi e interrogativi che Robert Gold evidenzia in Dieci secondi: le circostanze in cui una persona cresce, gli adulti che la circondano sono determinanti e di grande impatto per il futuro?
La famiglia e le frequentazioni sono, in effetti, la base per la crescita e la formazione del carattere dell’individuo, ma altrettanto importanti sono le decisioni che una persona prende e che determinano il proprio futuro, e in questo thriller incontriamo diversi personaggi di questo tipo.
Un’altra caratteristica dei gialli di Robert Gold è l’abbondanza di personaggi: amici, parenti, conoscenti e vicini di casa, tutti sono dei potenziali testimoni o probabili colpevoli.
Pochi autori, come lui, riescono a mettere un intero paese nel libro: alcuni come protagonisti, altri come comprimari, ma tutti, durante la narrazione, portano il loro contributo fondamentale al racconto.
È anche per questo motivo che in Dieci Secondi troviamo Ben che, con l’aiuto del suo mentore Sam, cercherà di salvare Madeline, figlia di quest’ultimo, che è stata rapita.
Ma c’è anche una trama secondaria, uno strano stalker che entra nelle case di donne sole o divorziate portando scompiglio e una certa dose d’inquietudine.
Quando poi, alla fine, le due trame si mescolano, ecco che tutto il quadro d’insieme prende forma e si anima.
Il tocco dell’artista si palesa in particolare nella conclusione, ma Robert Gold va oltre: lascia la porta aperta perché, come lui stesso ha dichiarato, ci aspettano dodici libri e questo è solo il terzo!
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