In salotto con… Roberto Rossi

In salotto con Roberto Rossi

Spazio a cura di Claudia Pieri e Samuela Moro

Intervista a cura di Monica Truccolo

Gradito ospite di oggi nel nostro spazio “In salotto con…” Roberto Rossi, autore di “La regola del tre”.

Roberto Rossi (Perugia, 1971) è giornalista professionista.

Ha scritto e lavorato per Radio24, Il Sole 24 Ore, la Repubblica, l’Unità, occupandosi di economia, politica, cronaca. Oggi vive a Foligno, dove realizza e gestisce progetti di comunicazione per enti e imprese.

Nel 2011, ha pubblicato per Rizzoli il libro d’inchiesta Bidone nucleare.

Nel 2024 il suo esordio nella narrativa con il thriller La regola del tre, edito Marsilio. Monica Truccolo lo ha letto e recensito a questo link per Salotto Giallo. Roberto Rossi ha accettato con entusiasmo di rispondere ad alcune domande sul suo primo romanzo.

Salotto Giallo: Il tuo thriller desordio, La regola del tre, ha tutte le carte in regola: una trama avvincente, intreccio tra passato e presente, messaggi biblici, personaggi interessanti, a partire dallispettore Montemurro, uomo ferito dalla vita e dal carattere non facile. Come è nata lidea di questo romanzo? È stata una fulminazione o il frutto di un lungo lavoro?

Roberto Rossi:

L’idea di questo romanzo è nata quasi per caso, in un momento molto quotidiano: a tavola, a casa dei miei genitori, che vivono a Montone da pensionati. Ogni volta che ci riuniamo, chiedo sempre notizie degli abitanti del paese, curiosando su chi è rimasto e, purtroppo, chi potrebbe non esserci più. Montone è un piccolo borgo abitato principalmente da persone anziane, e la risposta a queste domande varia sempre tra “Non è morto nessuno” e “Ne sono morti tre insieme: è la regola del tre”. Questo è stato lo strano spunto iniziale. 

Tuttavia, l’idea di scrivere una storia di questo tipo era dentro di me già da tempo. Desideravo ambientarla in provincia e della provincia volevo mettere in evidenza un aspetto particolare: la superstizione. Nelle piccole comunità non è solo una credenza, ma una parte integrante della vita quotidiana. È legata alle tradizioni, alla religione e al bisogno di trovare risposte semplici a eventi complessi o inspiegabili.

In provincia, la superstizione diventa quasi una forma di appartenenza, una maniera di radicarsi in una comunità che cerca di preservare i propri punti di riferimento in un mondo sempre più incerto.

La stesura, invece, è stata un processo lungo. Mi sono confrontato con un genere nuovo per me, molto diverso dal giornalismo o dal lavoro di inchiesta a cui ero abituato. Grazie all’aiuto di una brava editor, ho imparato a gestire le regole della narrazione e a modellare la storia.

Inoltre, ho dedicato molto tempo alla ricerca: pur non essendo un romanzo storico, ci sono riferimenti a fatti e testi che richiedevano una solida base di conoscenze. Questo lavoro, per me appassionato di storia, è stato anche molto stimolante.

Salotto Giallo: Leggendo il libro emerge la ricerca per la creazione di ambientazione e personaggi, soprattutto per quanto riguarda la caratterizzazione psicologica di questi ultimi. Hai un personaggio preferito o uno a cui sei particolarmente affezionato? E ce n’è invece uno che ti ha richiesto un impegno maggiore nel crearlo?

Roberto Rossi: Direi di avere due personaggi preferiti: Domenico Montemurro, il protagonista, e la perpetua del paese, un personaggio secondario.

Di Montemurro mi piaceva che fosse un eroe debole e moderno: idealista, con un forte senso di giustizia, e al tempo stesso tormentato, in lotta con le proprie debolezze.

È una figura che riflette alcune sfide della nostra epoca, come il difficile equilibrio tra vita privata e lavoro, la paura di impegnarsi e un senso di solitudine emotiva acuita da un vissuto personale che lo segna nel profondo.  

La perpetua, invece, è stata un personaggio divertente da creare. Nella prima stesura aveva più spazio, ma ho deciso di ridurlo. Rappresenta quella figura tipica di ogni comunità: ciarliera, curiosa e a volte impicciona, ma sempre presente.

Nicola Russo, la spalla di Montemurro, è stato il personaggio più impegnativo. Non volevo che risultasse scontato, ma neanche che oscurasse il protagonista. È stato un lavoro complesso, ma credo di aver trovato il giusto equilibrio: alla fine, Russo è un personaggio completo, con un ruolo ben definito.

Salotto Giallo: II romanzo è ambientato nel borgo di Montone, così ben descritto da aver la sensazione di trovarsi nei vicoli medievali e immaginare i personaggi che vi si muovono allinterno, gli omicidi e gli scenari narrati. Quanto conta lambientazione nella costruzione di una buona storia e perché hai scelto di raccontare la tua ambientandola proprio in questo borgo umbro?

Roberto Rossi: L’ambientazione è fondamentale per un buon thriller e, in generale, per qualsiasi romanzo.

Non si tratta solo di descrivere un luogo, ma di trasmetterne l’essenza, di farlo vivere al lettore. Per me è importante che il contesto non sia solo uno sfondo, ma quasi un personaggio della storia.

Scegliere Montone è stato facile.

Pur vivendo altrove, è il mio luogo del cuore, dove la mia famiglia ha le proprie radici. Qui sono nati e vissuti i miei nonni, in paese risiedono i miei genitori. È stato una sorta di atto d’amore e un modo per farlo conoscere. 

Salotto Giallo: Dopo questo libro avvincente noi e i tuoi lettori ci stiamo chiedendo: avremo una serie con protagonisti lispettore Montemurro e lagente Russo?

Roberto Rossi:

Un secondo libro è già pronto. Ovviamente, da esordiente devo tener conto delle decisioni dell’editore e del mercato, ma mi piacerebbe continuare a dare vita a Montemurro e vederlo affrontare nuove sfide.

È un personaggio che funziona e a cui mi sono molto affezionato.

Salotto Giallo: Giochiamo con la fantasia. Hai la possibilità di sederti nel nostro Salotto con il tuo autore preferito, per fargli una sola domanda: chi inviti? E cosa gli chiedi?

Roberto Rossi:

Se potessi, inviterei Umberto Eco e gli chiederei se al giorno d’oggi ci sia ancora spazio per la logica di Guglielmo da Baskerville. 

Salotto Giallo ringrazia Roberto Rossi per la sua disponibilità e gli dà appuntamento al prossimo romanzo.

La regola del tre Salotto Giallo

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