Recensione di Giannicola Nicoletti
SINOSSI
Quando l’ispettrice Elena Blanco, capo della Brigada de Análisis de Casos, fa irruzione nella stanza di un adolescente come tanti altri non può immaginare quello che troverà sul suo computer: il video in diretta di due uomini incappucciati che torturano una giovane donna.
La BAC sa di cosa si tratta, sono mesiche indaga sulla Rete Porpora, un’organizzazione criminale che affondale sue radici nel lato più oscuro del Deep Web, che commercia video di omicidi a un pubblico anonimo disposto a pagare cifre astronomiche.
Quello che la BAC non sa, però, è che anche la formidabile ispettrice Elena Blanco ha un punto debole.
Nel suo passato c’è una zona cieca, di cui non ha mai parlato a nessuno, nemmeno al suo collega e intimo confidente Zárate: la scomparsa di suo figlio Lucas, rapito quando era un bambino, potrebbe essere avvenuta proprio per mano della Rete Porpora.
Ma se questo fosse vero, cosa ne è stato di Lucas?
E in che modo è collegato a quegli uomini incappucciati a cui la BAC sta dando la caccia?
Pur di rimettere insieme i pezzi della sua famiglia, Elena Blanco accetterà di immergersi nel male e affrontarlo fino alle più estreme conseguenze.
La Rete Porpora è un poliziesco che esplora con lucida brutalità i lati più oscuri della società contemporanea.
Il collettivo Carmen Mola ci immerge in una narrazione spietata, dove l’ispettrice Elena Blanco si confronta con due conflitti paralizzanti: la disperata ricerca del figlio Lucas, sottrattole anni prima e ormai divenuto parte del sistema che lo aveva rapito, e la lotta contro la famigerata rete criminale che dà il titolo al libro.
Il romanzo colpisce per la sua capacità di intrecciare l’azione investigativa con temi sociali di grande attualità, come la diffusione del dark web, il traffico di droga e le ferite profonde delle periferie urbane.

Carmen Mola
Carmen Mola è uno pseudonimo collettivo di tre scrittori spagnoli di thriller polizieschi.
I veri autori sono Jorge Díaz, Agustín Martínez e Antonio Mercero, meglio conosciuti come sceneggiatori televisivi.
Gli autori hanno vinto il Premio Planeta de Novela 2021, il libro letterario o il premio per autori più ricco del mondo all’epoca.
Carmen Mola tratteggia in maniera vivida ambientazioni come il sud-est di Madrid, con le sue piazze di spaccio, i narcopisos e le vite segnate dalla miseria, offrendo uno spaccato realistico e disturbante della contemporaneità.
La narrazione è serrata, senza tregua, un continuo alternarsi di successi temporanei e fallimenti brucianti che spingono il lettore a continuare la lettura, pur sapendo che ogni rivelazione porta con sé un nuovo abisso da affrontare.
Elena Blanco, a capo della Brigada de Análisis de Casos (BAC), è una protagonista atipica, ben lontana dall’eroina tradizionale.
Solitaria, autodistruttiva, amante di karaoke, grappa e sesso occasionale, sembra spesso più un’antagonista della propria squadra che il leader carismatico che ci si aspetterebbe.
Tuttavia, proprio queste sue contraddizioni rendono il personaggio interessante e coinvolgente.
La sua sofferenza, legata al trauma del rapimento di Lucas e al video che lo ritrae in atti atroci, aggiunge un livello emotivo che dà profondità alla trama e fa emergere un aspetto umano in un’indagine che sembra troppo grande per chiunque.
Il ritmo del romanzo è un punto di forza e, allo stesso tempo, una debolezza.
La tensione cala a tratti, e questa minore intensità può risultare opprimente per i lettori abituati a storie più cupe.
Alcuni personaggi secondari, come Mariajo, l’hacker della BAC, o altre figure marginali come il Rumeno e Aurora, lasciano il segno con storie personali toccanti, ma fanno più da contorno a quello che, alla fine, interessa davvero.
Inoltre, il finale, sebbene coerente con il tono generale del romanzo, lascia un leggero retrogusto di occasione mancata, non sfruttando al massimo il potenziale emotivo e psicologico dello scontro conclusivo.
Nonostante queste imperfezioni, La Rete Porpora è un thriller abbastanza riuscito.
La profondità dei temi trattati e la capacità di bilanciare azione e introspezione, tuttavia, non rendono l’esperienza di lettura “magnetica” offrendo alcuni spunti descrittivi di cui si poteva benissimo fare a meno.
Il libro è un viaggio negli abissi dell’animo umano e nelle contraddizioni della società contemporanea.
Una lettura impegnativa (forse troppo lunga per quello che offre), ma che dona spunti di riflessione e dei momenti piacevoli per gli appassionati del genere.
Con qualche aggiustamento nel ritmo e nello sviluppo dei personaggi secondari, avrebbe potuto raggiungere livelli ancora più alti, ma resta comunque un’opera valida e consigliabile.
Aspettiamo con curiosità l’ultimo capitolo della trilogia per scoprire se riuscirà a superare le aspettative.
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