La saponificatrice di Correggio di Francesca Mogavero

La saponificatrice di Correggio Salotto Giallo

Rubrica a cura di Francesca Pica e Samuela Moro

Recensione di Emanuela Ferrara

SINOSSI

La vicenda della Saponificatrice di Correggio è ormai talmente celebre da essere entrata nella leggenda: Leonarda Cianciulli, massaia di mezza età con un marito e quattro figli, dopo aver brutalmente ucciso tre donne, ne avrebbe fatto, a sua detta, saponi profumati e torte da offrire a vicini e familiari.

Ma quanto è realtà, e quanto terribile invenzione della stessa Leonarda?

I fatti sono noti: tra il 18 dicembre 1939 e il 30 novembre 1940 le vittime spariscono dalla cittadina emiliana; i loro corpi non verranno mai ritrovati.

Tutti i sospetti portano a Cianciulli, che si dichiara unica colpevole: morirà in un manicomio giudiziario. E le torte? E il sapone?

Quanto è verità, e quanto abile menzogna intessuta dalla protagonista di questa fiaba nera? Chi è, veramente, Leonarda Cianciulli?

Una criminale o una folle? Una mamma generosa o un’assassina sanguinaria?

Francesca Mogavero ripercorre la storia della Saponificatrice con un taglio inedito, inframmezzando una narrazione serrata e perturbante a stralci del Memoriale scritto da Leonarda stessa.

Attenzione, perché il calderone sta bollendo. Non resta che guardarci dentro.

È davvero esistita una persona capace di saponificare corpi e compiere atti di cannibalismo?

Basta questo incipit per capire immediatamente di chi stiamo parlando.

Leonarda Cianciulli, la saponificatrice di Correggio, nata il 18 aprile 1894 a Montella e conosciuta da tutti come la spietata assassina che uccise e “trasformò” tre donne tra il 18 dicembre 1939 e il 30 novembre 1940.

Ma andiamo con ordine. Cosa dicono le cronache di questa donna, nata in Lucania e trapiantata in Emilia?

A leggere in maniera superficiale, Leonarda Cianciulli è stata una serial killer italiana che, dopo aver ucciso, ha sciolto nella soda tre donne sue amiche.

La Cianciulli è colei di cui si è detto e scritto di tutto.

La si è intervistata, studiata, trasformata in leggenda ma, a quanto pare, non la si è mai compresa.

Ci pensa allora, con un lavoro magistrale, Francesca Mogavero che, tra documenti ufficiali, ricerche e “magia”, ha tratteggiato meglio di chiunque altro fino ad ora, la personalità della Cianciulli spiegandone non solo la storia, ma anche la personalità.

Parlare di Leonarda Cianciulli non è certo facile, si rischia di inciampare in continuazione, anche perché tutto ciò che la riguarda è avvolto da un velo di mistero o, peggio, di ignoranza.

La saponificatrice di Correggio è, per questo, un lavoro complesso ma preciso e puntuale.

Francesca Mogavero, pur scrivendo in maniera leggera e scorrevole, arriva dove altri non possono.

La storia è un calderone di dubbi, condizionali e dicerie, montato a neve dalla stessa protagonista e passato di mano in mano. Ognuno vi ha aggiunto qualcosa, più o meno consapevolmente.

Francesca Mogavero

Classe 1986, è torinese di nascita, lucana e siciliana d’origine e monferrina di adozione.

Lavora in ambito editoriale dai tempi dell’università e ha pubblicato racconti in riviste e antologie.

Nel 2021-2022 ha vinto una borsa di studio per la Scuola annuale di Scrittura Belleville (Milano).

Aggiunge qualcosa anche la Mogavero che alterna narrazione storica a narrazione fiabesca.

Ciò che aggiunge è il raziocinio.

Passa al setaccio ogni parola dei diciannove interrogatori, della perizia psichiatrica, del Memoriale della Cianciulli stessa, nonché le battute registrate in aula dai cronisti, le dicerie e le frasi a mezzabocca.

Quello che ne esce è un racconto chiaro, limpido ma soprattutto realistico.

C’è ancora un coniglio da tirare fuori dal cilindro in questa storia?

Probabilmente sì.

Leonarda Cianciulli ci viene presentata prima di ogni cosa come donna.

Donna del Sud a cui la Morte ha strappato tredici figli.

Una donna maledetta e dal destino segnato.

Donna sofferente che dalla sofferenza non guarisce.

Una donna sola che tale resterà anche dopo la morte.

Donna che produce solitudine.

Una donna che, all’apice del suo malessere, uccide e nasconde. Forse.

Già: forse.

Perché analizzando ciò che emerge ne La saponificatrice di Correggio non resteranno più certezze, solo dubbi e un velo di tristezza e compassione.

La storia di Leonarda, delle sue vittime, della sua famiglia e della sua città d’adozione è una fiaba, una di quelle antiche e selvagge, ascoltate dai fratelli Grimm … Una fiaba. Perché non c’è niente di vero. O quasi.

Dopo diversi decenni è arrivato il momento di sedersi e riflettere.

Di guardare dentro il calderone e provare a non lasciarsi impressionare.

Salottometro:

Francesca Mogavero ha accettato di rispondere per Salotto Giallo ad alcune domande sul suo libro La saponificatrice di Correggio. Trovate l’intervista a cura di Emanuela Ferrara a questo link.

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