In salotto con… Susan Fletcher

In salotto con... Susan Fletcher

Spazio a cura di Claudia Pieri e Samuela Moro

Intervista a cura di Barbara Terenghi Zoia

Ospite dello spazio interviste “In salotto con…” Susan Fletcher

Susan Fletcher è una scrittrice brittanica. Nata a Birmingham nel 1979, vive e lavora a Stratford-upon-Avon.

Ha fatto il suo esordio nella narrativa con il romanzo Eve Green nel 2004 (tradotto da Elena Sciarra per Mondadori, 2008), con il quale ha vinto il Whitebread First Novel Award. Oystercatchers (2007) è stato pubblicato in Italia per Mondadori nel 2009. Entrambi i romanzi sono grandi bestsellers negli USA.

Un uccellino mi ha detto (The night in question, nella versione in lingua) è stato pubblicato da Rizzoli a ottobre 2024. Barbara Terenghi Zoia lo ha letto e recensito per noi (leggi la recensione a questo link) e ha ottenuto per Salotto Giallo questa interessante ed esclusiva intervista con l’autrice.

Salotto Giallo: Un libro ambientato in una casa di riposo, di cui gli ospiti sono i protagonisti. Un delitto in una comunità chiusa dunque, che riprende la tradizione dei gialli della camera chiusa”. Come è nata lidea di questa ambientazione insolita, in cui tutto allapparenza è bello e sdolcinato, ma in realtà vi si nascondono odio, rancore e altre brutture umane? 

Susan Fletcher: Ho sempre amato scrivere storie in cui il protagonista si trova ai margini della vita, trascurato dagli altri. Mi piace portare queste persone sotto i riflettori e dar loro una voce. Purtroppo, penso che le persone anziane possano spesso sentirsi così.

Con questo libro quindi sono stata attratta dall’idea di creare un personaggio più vecchio che potesse essere ignorato, trattato con condiscendenza o sottovalutato dagli altri ma che è, in effetti, gioiosamente vivo, nonostante la sua età.

Avere un’eroina molto più vecchia e un cast di supporto anziano significava che una casa di riposo era l’ambientazione più realistica ed era, come dici tu, anche molto utile in termini di ‘camera chiusa’. Per quanto riguarda tutti quei segreti nascosti …

Amo raccontare di ciò che scegliamo di nascondere. Tutti abbiamo storie, amori, sogni o rimpianti che seppelliamo, o di cui raramente parliamo e, scrivendo Un Uccellino Mi Ha Detto, non ho mai pensato che i residenti di Babbington Hall dovessero essere un’eccezione.

Forse, invecchiando, i nostri segreti tornano in superficie. Mi chiedo se diventiamo più consapevoli dell’effetto che hanno avuto sulla nostra vita.

Certo, sono interessata al tema della resilienza, a come le persone continuano con la loro vita nonostante il dolore, il trauma o la tristezza profonda. Ci sono personaggi in questo libro che hanno fatto, e stanno facendo, esattamente questo.

Salotto Giallo: Anche la protagonista, Florrie, è particolare e rappresenta una novità nel genere: una signora di 87 anni, confinata su una sedia a rotelle dopo aver perso una gamba, ma che ha avuto una vita ricca di esperienze, viaggi ed incontri. Come nasce questo personaggio? A chi ti sei ispirata? 

Susan Fletcher: Spero non sia esagerato dire quanto ho amato stare con Florrie! Ho scelto di dar vita ad un’eroina che fosse, sì, anziana, ma anche usasse la sedia a rotelle per diverse ragioni.

Mia nonna materna ha usato la sedia a rotelle negli ultimi anni della sua vita (anche lei ha perso la metà inferiore delle gambe alla fine degli anni ‘80). Anche uno dei miei più cari amici è confinato su una sedia a rotelle. Entrambe queste persone che ho tanto amato nella mia vita, hanno contribuito a formare il carattere di Florrie, nelle sue prime fasi.

Volevo che la protagonista fosse caratterizzata da gravi restrizioni fisiche ma, anche che, come mia nonna ed il mio amico, non fosse meno “persona” a causa di tali limitazioni. La sedia a rotelle di Florrie non la definisce. È la stessa persona avventurosa, determinata e allegra che era prima del suo incidente. Né la perdita della gamba, né l’età le impediscono di risolvere il mistero o di innamorarsi.

Per quanto riguarda le esperienze di vita di Florrie, desideravo che lei, questa anziana, minuscola persona, avesse vissuto una vita mozzafiato, ricca di avventura, amore, dolore, difficoltà, gioie. Tutte cose che la vita umana comprende, a prescindere dall’età o dalle circostanze.

Uno dei temi del libro è che tutti possediamo dei tesori nascosti dentro di noi, una ricchezza della vita, anche quelli che, come Florrie, sembrano così modesti. Anche una vita ordinaria è straordinaria, alla fine.

Salotto Giallo: Nel raccontare il suo passato, Florrie, la protagonista, fa emergere diversi temi sociali importanti, come la guerra, lomofobia, ladozione forzata. Sono tematiche sociali molto attuali e rilevanti, perché hai scelto di trattarle nel tuo romanzo, che nasce come una lettura leggera? 

Susan Fletcher: Penso che la risposta sia dovuta al mio interesse per il tema della resilienza. La vita non è una cosa facile. Prevede dolore, ostacoli, delusioni e, come dici tu, alcune delle espressioni peggiori dell’umanità, ancora attuali e presenti.

Sarebbe stato disonesto, credo, scrivere della vita di una donna, di tutti i suoi 87 anni, senza parlare di alcuna oscurità. Non sarebbe stato realistico. Quello che volevo fare, tuttavia, era mostrare il suo cuore coraggioso e resiliente. Volevo che Florrie fosse ancora sorridente e ottimista, nonostante tanta tristezza nella sua vita.

Dovrei forse aggiungere che ho iniziato questo libro durante il primo lockdown del coronavirus, quando il mondo sembrava un luogo spaventoso e incerto. In quel momento vivevo da sola e volevo, più che mai, crearmi qualcuno che mi facesse compagnia e che mi dicesse, ogni giorno, che il mondo era ancora un bel posto e che alla fine tutto sarebbe andato bene.

Salotto Giallo: Nel tuo libro emergono molte figure femminili, con particolare attenzione alle madri e alle donne che, invece, non hanno avuto figli. Vengono rappresentate nei loro pregi e difetti e attraverso gli occhi della società che spesso le giudica. Sei daccordo nellaffermare che nel tuo libro le protagoniste sono proprio loro, le donne, raccontate nelle loro molteplici sfaccettature? Come mai questa scelta? 

Susan Fletcher: Sì, assolutamente sì! Credo che Florrie si aspettasse (e forse ancora se l’aspetta) una vita tradizionale: un matrimonio, dei figli, una vita rigorosa e degna. Ci sono persone in questo libro che hanno vissuto in quel modo.

Ma ci tenevo tantissimo a considerare anche le donne che hanno percorso un cammino diverso, per qualsiasi motivo. Inoltre, la maternità, o la sua assenza, era sicuramente un tema che volevo esplorare con questo libro.

C’è una ragione personale: sono a metà dei miei quarant’anni e non ho figli, perciò sono particolarmente interessata e cosciente di come la società considera le donne non-madri.

Desideravo presentare una varietà di esperienze al femminile e guardare all’amore in tutte le sue forme. Infatti, una delle più grandi “storie d’amore” del libro è quella tra Florrie e la sua migliore amica, Pinky: si amano, come amiche, per tutta la vita. Ritengo che l’amicizia, quella forte, incrollabile, che dura una vita, meriterebbe più celebrazione e rappresentazione nei romanzi.

Salotto Giallo: Giochiamo con la fantasia. Hai la possibilità di sederti nel nostro Salotto con il tuo autore preferito, per fargli una sola domanda: chi inviti? E cosa gli chiedi? 

Susan Fletcher: Una bella domanda! E a cui è difficile rispondere.

Ma istintivamente, credo che chiederei al poeta irlandese Seamus Heaney di unirsi a me nel vostro Salotto. Gli chiederei se sarebbe felice di portarmi in Irlanda per un giorno, nei campi e nelle strade della sua infanzia; potremmo forse indossare i nostri stivali e passeggiare insieme.

Mi piacerebbe vedere con i miei occhi, il mondo che, a mio avviso, ha descritto così bene. In questo modo, potrei sperare che un po’ della sua magia possa trovare la sua strada nella mia scrittura. Sono stati infatti il linguaggio di Heaney, il suo modo di descrivere il paesaggio e di definire i sentimenti per ciò che quel paesaggio risveglia nel cuore umano, ad aver ispirato il mio desiderio di diventare una scrittrice. Gli chiederei questo.

Traduzione a cura di Barbara Terenghi Zoia

Salotto Giallo ringrazia Susan Fletcher per la sua gentilezza e disponibilità all’intervista e le dà appuntamento al prossimo libro.

Un uccellino mi ha detto Salotto Giallo

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