In salotto con… Maria Elisa Aloisi

In salotto con Maria Elisa Aloisi

Spazio a cura di Claudia Pieri e Samuela Moro

Intervista a cura di Barbara Terenghi Zoia

Oggi ospite dello spazio interviste “In salotto con…” Maria Elisa Aloisi

Maria Elisa Aloisi è nata a Lentini e vive a Catania, dove lavora come avvocato penalista. Ha pubblicato nel 2019 Fiutando il vento, vincendo il premio Il Borgo Italiano. Nel 2021 con Il canto della falena ha vinto il premio Tedeschi.

Nel 2024 l’autrice ha pubblicato il romanzo per ragazzi Il mistero di Villa Polifemo (Piemme, Il Battello a Vapore).

Nello stesso anno, esce per la collana Il Giallo Mondadori il libro Sto mentendo. Un caso per Ilia Moncada. È proprio questo libro, letto e recensito per Salotto Giallo da Barbara Terenghi Zoia al seguente link, ad essere oggetto di questa nostra intervista con l’autrice.

Salotto Giallo: In Sto mentendo descrivi Catania, città in cui si svolge l’intera vicenda, definendola alternativamente “sfavillante” e “nera di polvere lavica”, in balia degli elementi e soprattutto dell’Etna. È una descrizione realistica oppure si tratta di un adattamento romanzato per la storia?

Maria Elisa Aloisi:

No, Catania è davvero così. È bagnata dal sole e insieme oscura, allegra e feroce allo stesso tempo. 

È la città dei quattro elementi. Ci sono tutti: il fuoco dell’Etna, la terra della cenere vulcanica, l’aria della Contessa dei venti, la strana nube lenticolare che descrivo nel romanzo, e infine l’acqua del mar Mediterraneo.

Salotto Giallo: Nel tuo libro traspaiono, attraverso il personaggio di Ilia, la passione e l’amore per la professione di avvocato che svolgi nella tua vita quotidiana. Si avverte però anche la frustrazione quando i casi trattati seguono svolte impreviste. Si tratta di un tratto in comune tra te e il personaggio di Ilia? Quanto c’è di Maria Elisa Aloisi in Ilia Moncada?

Maria Elisa Aloisi: Forse soltanto una certa ritrosia a parlare in pubblico e un amore sconfinato per gli animali.

Per il resto stop. Io ho un caratteraccio, non ho la pazienza di Ilia, sono più ribelle, più combattiva, più insofferente alle regole, un po’ più disillusa.

È anche vero che però lei è più giovane di me. E non sappiamo cosa le accadrà con il passare del tempo. Potrà trasformarla l’ambiente lavorativo che frequenta?

È uno dei motivi per cui ho scelto un personaggio tutto sommato molto giovane per la professione che esercita. La letteratura legal è piena di avvocati navigati, disincantati per via delle esperienze vissute, tessitori di raggiri, furbacchioni in buona sostanza.

Ma questi personaggi, da Azzecca Garbugli a Micky Haller, sono sempre stati così oppure è stata la professione legale che li ha trasformati?

È stata una delle domande che mi sono posta quando ho incontrato Ilia Moncada per la prima volta: Cosa le accadrà? Riuscirà a restare fedele a se stessa nonostante tutto?

Salotto Giallo: La soluzione del delitto di Sto mentendo ruota attorno alla rivelazione di una serie intricata di bugie. Per creare questo tipo di impianto di trama ti sei ispirata a fatti realmente accaduti oppure si tratta di un’opera interamente di fantasia?

Maria Elisa Aloisi: Nel romanzo, oltre il caso principale, ne sono raccontati altri più leggeri.

In buona sostanza il solito mix di farsa e di tragedia che caratterizza molti processi penali relativi a reati minori. Per la maggior parte questi casi sono reali, vissuti in prima persona o raccontati da colleghi che spesso mi viziano con aneddoti, perché conoscono la mia passione per la scrittura.

Il caso principale invece è tutta opera dell’ingegno; non esiste alcun riferimento a persone e fatti realmente accaduti. Non trovo eticamente corretto sfruttare tragedie vere, vissute da chi assisto e si fida di me come avvocato, trasformandole in fiction.

Salotto Giallo: Viene spontaneo definire Sto mentendo un legal thriller, genere in cui hanno fatto scuola molti autori americani e che ha ispirato letteratura e cinematografia internazionale. Hai trovato delle difficoltà ad adattare il processo così come avviene nel sistema giudiziario italiano a questo genere di libro?

Maria Elisa Aloisi: Nessuna difficoltà, ciò che descrivo è esattamente ciò che avviene nelle nostre aule di giustizia. D’altronde, pur nelle molteplici differenze che esistono tra il nostro sistema giudiziario e quello americano, le regole del contro esame sono pressoché le stesse, con pochissime diversità. Ebbene,

è uno dei motivi per cui ho deciso di concentrare il focus sulla cross-examination, ossia l’esame e il contro esame dei testimoni, anziché concentrarmi ad esempio sulle arringhe conclusive. Perché ritengo che sia proprio questa la parte più dinamica e spettacolare di ogni processo, in cui si duella con le parole.

Salotto Giallo: Giochiamo con la fantasia. Hai la possibilità di sederti nel nostro Salotto con il tuo autore preferito, per fargli una sola domanda: chi inviti? E cosa gli chiedi?

Senza dubbio la mia vita di lettrice bambina è stata segnata da Agatha Christie, che, nonostante i tanti detrattori, resta la scrittrice di gialli più venduta al mondo. Solo dopo Hercules Poirot è arrivato Perry Mason e, probabilmente, è grazie a lui che sono diventata una penalista, il potere travolgente della letteratura.

Però, colpo di scena, chiamerei Simenon e gli chiederei: “Ascolta, Georges, mi spieghi come cavolo facevi a scrivere un romanzo in soli 15 giorni? Qual è il trucco?” 

Salotto Giallo ringrazia Maria Elisa Aloisi per la disponibilità all’intervista

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