La breve di… Francesca
SINOSSI
La vita di Debora ne ha dentro tante altre: dall’infanzia dolorosa in Sardegna fino alla sua fuga, appena diciottenne verso un’esistenza che valeva la pena di essere vissuta.
Inizia così la sua avventura lontano da un padre violento e da una madre troppo silenziosa, in cerca di se stessa e di una felicità che sentiva di meritarsi.
Salottometro:

Attorno e fuori di noi tutto cambia, ma i sogni resistono sempre, per ricordarci chi siamo e insegnarci che il tempo non esiste.
Regno nero è l’autobiografia di Debora Mele.
Un’ autobiografia potente, che ti entra dentro e non ti lascia andare.
La sua vita è costellata di violenza fisica e psicologica, di sogni e di percorsi che si intrecciano per raggiungere la meta che tutti bramiamo: la felicità.
Dalla sua infanzia, fino alla sua adolescenza Debora cresce in un ambiente in cui la violenza la fa da padrone: le botte del padre sono la risposta a qualunque comportamento.
Questo, però, non scalfisce la sua indole ribelle, non la rende docile né meno sognatrice.
Debora sogna un futuro diverso e la fuga è l’unica via d’uscita.
Una fuga dalla famiglia, dalla Sardegna, dalla religione.
Ed è sul continente che lei inizia davvero a vivere, a sperimentare, a conoscere e a provare emozioni a cui, forse, non sapeva dare un nome.
Regno nero è un inno alla vita e alla lotta per il raggiungimento dei propri sogni; “regno nero” è il manuale per eccellenza sulla resilienza, sull’assorbire senza però rompersi, anzi, su quell’assorbimento che diventa materiale per (ri)costruire.
L’unica, ma purtroppo grande, pecca del libro sono i continui errori di ortografia e sintassi che rendono la lettura non molto piacevole.

Un inno alla vita, al non abbattersi di fronte alle avversità, ma a lottare per raggiungere i propri sogni.

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