In salotto con… Fabio Giorgino

Spazio a cura di Claudia Pieri e Samuela Moro

Intervista a cura di Barbara Terenghi Zoia

Oggi ospite dello spazio interviste “In salotto con…” Fabio Giorgino

Fabio Giorgino (1968) è nato e vive a Maruggio in provincia di Taranto. È impiegato nella pubblica amministrazione. Appassionato d’arte, nel tempo libero coltiva l’hobby della pittura paesaggistica e si dedica alla letteratura noir e poliziesca. Nel 2010 nasce l’idea di scrivere un thriller ambientato a Taranto con un protagonista seriale, il commissario Spiro Fusco, letteralmente uno «spirito oscuro». 

Le ragioni della follia (2021) della collana Giungla Gialla di Ugo Mursia Editore è il suo romanzo d’esordio. Il libro ha vinto il premio della critica Città di Cattolica 2022 ed è stato semifinalista alla Provincia in Giallo 2022.

Echi sinistri (Ugo Mursia Editore, 2024) è il secondo capitolo della serie con protagonista il commissario tarantino Spiro Fusco.

Echi sinistri Salotto Giallo

In occasione della pubblicazione del suo nuovo romanzo, letto e recensito da Barbara Terenghi Zoia a questo link, abbiamo chiesto all’autore di rispondere ad alcune domande per questa intervista.

Salotto Giallo: Il tuo libro è ambientato nella città di Taranto, una bella e poetica città di mare, diversa dalla Taranto industriale di cui ogni giorno sentiamo parlare sui mezzi di comunicazione. Perché hai scelto questa ambientazione?

Fabio Giorgino: Innanzitutto, grazie per l’opportunità concessami.

La motivazione è nella domanda: anche se vivo in un piccolo paese della provincia di Taranto, ho a cuore questa città.

Se ne sente parlare soprattutto per i problemi d’inquinamento causati dall’acciaieria e delle conseguenze nefaste sulla salute degli abitanti. È l’argomento predominante che fagocita tutti gli altri aspetti della città, ma

Taranto non è solo questo. Taranto è ricca di storia culturale, architettonica, da sempre centro strategico navale e militare, per non parlare delle bellezze paesaggistiche, tipiche della macchia mediterranea salentina.

Ecco, io ho accennato appena al negativo e mi sono concentrato a mettere in risalto il lato bello della città.

Salotto Giallo: La personalità del commissario Fusco riprende un po’ il nome che gli hai assegnato: un carattere ombroso e oscuro che muta però durante il racconto. Come è nato questo personaggio? Ti sei ispirato a qualcuno in particolare?

Fabio Giorgino: È stata una casualità perché, quando dovevo scegliere il nome da dare al protagonista – senza conoscere ancora nulla di lui – volevo che fosse qualcosa di insolito, che rimanesse impresso.

Conoscevo una persona di nome Spiridione, che i suoi cari e amici chiamavano Spiro. Quel nome era perfetto. Poi dovevo aggiungerci un cognome tipico del posto, e quando ho accostato a Spiro il cognome Fusco, il resto è venuto da sé.

Salotto Giallo: l’incapacità di alcuni adulti di assumersi la responsabilità delle proprie azioni e una sorta di “infantilismo” caratteriale sono tematiche che tornano nel libro. I protagonisti, chi per vendetta, chi per risolvere problemi familiari fanno scelte moralmente molto discutibili. Credi sia un “male” del nostro tempo?

Fabio Giorgino: È una caratteristica che si ritrova in molti personaggi dei miei due romanzi, soprattutto nel primo, dal titolo Le ragioni della follia, un ossimoro che, a dispetto di ciò che possa sembrare di primo acchito, non vuole giustificare tali comportamenti, né ha la pretesa dell’analisi.

Con questo titolo

ho voluto invece mettere in risalto l’assurdità che sta proprio in questa incapacità di scegliere la via eticamente più giusta, anche se più difficile, per affrontare le prove dure della vita. Non mi intendo di studi sociologici.

Si sa che queste condotte moralmente discutibili ci sono sempre state, fanno parte della debolezza della natura umana, ma è pur vero, secondo me, che il declino dell’etica e della morale abbia subìto una spinta maggiore ai giorni nostri.

Salotto Giallo: il tuo libro si presenta come un giallo d’evasione da leggere sotto l’ombrellone ma durante la lettura emergono tematiche importanti, che fanno in qualche modo riflettere. Si tratta di una scelta narrativa voluta e se si, a che scopo hai scelto di parlarne?

Fabio Giorgino: Ho cercato semplicemente di inventare una storia che intrattenesse il lettore, non banale, ma

non ho scelto le varie tematiche con la consapevolezza o l’intenzione di far riflettere. Se poi succede non può che farmi piacere. È venuto tutto molto naturalmente, forse perché sono argomenti che mi interessano e che mi toccano quando li ritrovo nei romanzi che leggo. 

Salotto Giallo: giochiamo con la fantasia: hai la possibilità di sederti nel nostro Salotto con il tuo autore preferito, per fargli una sola domanda: chi inviti? E cosa gli chiedi?

Il tarantino Giancarlo De Cataldo. Cosa gli chiederei? Ovvio: di leggere i miei due romanzi e, dopo averli letti, fare una lunga chiacchierata.

Salotto Giallo ringrazia l’autore per la disponibilità all’intervista

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