In salotto con… Chiara Albertini

Spazio a cura di Claudia Pieri e Samuela Moro

Intervista a cura di Emanuela Ferrara

Oggi ospite dello spazio interviste “In salotto con…” Chiara Albertini

Chiara Albertini, classe 1980, risiede a Cervia, in provincia di Ravenna.

Dopo aver conseguito la laurea in Lingue e letterature straniere presso l’omonima Facoltà di Bologna, muove i primi passi in ambito narrativo nel 2014 come scrittrice self publishing.

Attraverso la piattaforma digitale StreetLib pubblica il romanzo d’esordio Nel cuore di una donna (Il Ponte Vecchio, 2019; seconda edizione) e il romanzo Vento dall’Est (Rizzoli, 2016; seconda edizione).

La sua tesi di laurea vede la propria pubblicazione con il saggio Il Medioevo in giallo nella narrativa di Ellis Peters (Il Ponte Vecchio, 2022), che è stato letto e recensito per Salotto Giallo da Emanuela Ferrara a questo link.

L’intervista a Chiara Albertini riguarda proprio questo saggio dell’autrice.

Salotto Giallo: Il Medioevo in giallo nella narrativa di Ellis Peters prende le mosse dalla tua tesi di laurea. È quasi d’obbligo chiederti perché hai scelto la Peters e, più in generale, il Medioevo come protagonisti della tua discussione?

Chiara Albertini: La scelta è stata una diretta conseguenza dell’approccio naturale, spontaneo che all’epoca la mia relatrice ha avuto nei miei confronti, quando mi chiese: “dimmi pure in piena libertà qual è il tuo argomento preferito, se c’è un  autore o una scrittrice che ti stimola, che ti piace, qualcosa di cui vorresti parlare in ambito anglosassone…”

Io le citai allora che nutrivo una predilezione per tutto ciò che richiamava le atmosfere e i contesti affrontati, per esempio, da Umberto Eco, ne Il nome della rosa. E così, mi menzionò all’istante Ellis Peters, domandandomi se l’avessi mai sentita nominare o letta, se già la conoscessi. Non era mai stato così: ecco perché decisi subito, assieme alla mia relatrice, di scoprire da vicino questa autrice straordinaria, di immergermi nel suo meraviglioso mondo personale e letterario. 

Salotto Giallo: Oltre a questo saggio hai pubblicato Nel cuore di una donna e Vento dall’Est. Entrambi i romanzi hanno come protagoniste delle donne. Perché hai deciso di incentrare la tua scrittura sulla figura femminile? C’è un messaggio celato dietro questa scelta e se sì, quale?

Chiara Albertini: Non saprei dirti se alla base risieda anche il fatto che, in quanto donna, possa scaturire in me un approccio ovvio e diretto, più naturale e spontaneo possibile verso tematiche, suggestioni e punti di vista, diciamo, “al femminile”.

Direi che a prescindere da ciò, sono attratta dalla profonda complessità e contraddittorietà, dalla particolare sensibilità che risiedono in una donna rispetto a quelle maschili, che per certi aspetti e angolazioni sono piuttosto differenti nella loro essenza. 

Salotto Giallo: Come definiresti la donna Chiara Albertini e come la donna Ellis Peters? Ci sono delle somiglianze tra voi?

Chiara Albertini: Domanda davvero interessante!

Mi piace intravedere una somiglianza nella predisposizione alla comprensione e all’accettazione dei chiaroscuri dell’animo umano, nell’attenzione verso i particolari e i dettagli, e infine, nell’approccio all’(auto)ironia. Quest’ultima è fondamentale per “alleggerire”, alleviare, sdrammatizzare alcuni pesi e ostacoli che la vita sa sempre riservarti.  

Salotto Giallo: Nella bio dei tuoi social si legge “Chiunque voglia sinceramente la verità è sempre spaventosamente forte”. Cos’è per te la verità e perché raggiungerla rende più forti? 

Chiara Albertini: La verità è una parola importantissima per me, credo molto in lei, da sempre, ma ritengo sia spesso molto complessa e contraddittoria, a tratti misteriosa e sfuggente. È un qualcosa di molto profondo e delicato da comprendere, da raggiungere, da mantenere.

Può essere una soltanto a volte, ma può anche assumere più volti o maschere, perché la sua essenza e identità è davvero difficile da riconoscere. Ci sono verità “poliedriche”, come se fossero filtrate, plasmate, manipolate, o da te stesso, o dagli altri, o dalle circostanze, o ancora da forze “extra”.

Comunque, come valore, principio è un fondamento su cui da sempre impronto la mia esistenza, perché amo e cerco tutto ciò che passa attraverso una precisa e costante chiarezza, limpidezza – per me sinonimo di coerenza, forza e coraggio -, tanto nelle relazioni umane quanto nella comprensione delle cose.   

Salotto Giallo: Ora passiamo alla nostra domanda di rito. Giochiamo con la fantasia: hai la possibilità di sederti nel nostro Salotto con il tuo autore preferito per fargli una sola domanda. Chi inviti e che cosa gli chiedi?

Chiara Albertini: Inviterei Virginia Woolf.

Le domanderei: “Perché l’hai fatto? Perché hai scelto di toglierti la vita, quando avresti potuto deliziarci ancora con la tua innata, meravigliosa profondità e sensibilità?”

Salotto Giallo ringrazia l’autrice per la disponibilità all’intervista.

Il Medioevo in giallo Salotto Giallo

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