Kate Linville

Kate Linville Salotto Giallo

Di Claudia Pieri

Rubrica a cura di Katya Fortunato

Il sergente investigativo di Scotland Yard Kate Linville nasce dalla penna di Charlotte Link, la regina del thriller psicologico, e vede la luce in Italia nell’ottobre del 2016 con L’inganno.

A questo fanno seguito altri quattro volumi: La Palude, Senza colpa, La notte di Kate e l’ultimo, Acqua scura, uscito il 10 settembre 2024 e recensito qui.

Cinque romanzi, cinque thriller ad alta tensione, che vedono protagonista il sergente Linville, un personaggio complesso, dalle molteplici sfaccettature che si svelano, volume dopo volume, conquistando i lettori.

Lei aveva il talento di intralciare se stessa e a volte immaginava attacchi dove non ce n’erano affatto. Tutta colpa della sua scarsa autostima. Vedeva se stessa attraverso una lente piena di dubbi e riteneva impensabile che qualcun altro potesse considerarla con occhi diversi

perché

Le donne come lei erano scialbe, insignificanti, né brutte, né belle. Semplicemente niente.”

Kate è descritta come una donna sola, scialba, priva di fascino ed estremamente  insicura.

Una donna che vive prigioniera del passato, legata oltremodo alla sua famiglia d’origine che non c’è più, nonostante il tragico omicidio del padre, su cui lei stessa ha dovuto fare luce ne L’Inganno:

Le capitava raramente – in realtà mai – che qualcuno comprendesse il suo attaccamento alla casa del padre. A suo padre in generale. A sua madre. Alla sua infanzia.

Ma Kate è anche una professionista estremamente intuitiva, puntigliosa, abile e caparbia, ed è proprio questa sua contraddizione, ben evidenziata dall’autrice, che la rende affascinante e unica agli occhi di chi legge:

Non mollava mai. Non lasciava perdere nessuna circostanza che non riusciva a spiegarsi. Era brava. Era geniale.

Accompagnano Kate nei cinque volumi a lei dedicati, alcuni personaggi di grande spessore e di forte impatto emotivo sul lettore, ognuno a suo modo determinante per meglio definire la personalità della Linville.

Il primo è Caleb Hale, ispettore capo del CID di Scarborough,

ovvero uno dei funzionari di rango più elevato

ex alcolista, divorziato e solo, che ha sempre mostrato una grande ammirazione per Kate come poliziotta, tanto da volerla nel suo reparto:

C’era una sola persona che l’apprezzasse come poliziotta ed era Caleb Hale.

Il rapporto tra i due va oltre quello strettamente professionale:

C’era un legame tra di loro che nasceva dalle sconfitte nelle rispettive vite.

Kate se ne innamora follemente, ma le sue insicurezze impediscono alla relazione di prendere una piega seria e di consolidarsi:

Aveva paura del contatto, era introversa e dotata di scarsa autostima.

Ciononostante l’amicizia tra loro non viene mai meno, e Kate per Caleb c’è sempre, anche a costo di soffrire in silenzio quando lui si innamora di un’altra donna.

Altro personaggio fondamentale per la crescita di Kate è quello di Pamela Graybourne, il suo superiore, che fa il suo ingresso nella serie per la prima volta nel quarto volume, La notte di Kate.

La  Graybourne

era una donna di grande presenza, che sapeva imporsi. Una donna che catalizzava l’attenzione e suscitava interesse.

L’esatto contrario della Linville insomma, eppure

nonostante il carattere diametralmente opposto delle due donne, a livello professionale si stimavano molto.

“Era difficile entrare in amicizia con Kate “, ma Pamela ci riesce.

Così come ci riesce Colin, l’uomo conosciuto su un sito di incontri per persone sole e con il quale, pur non essendo mai scoccata la scintilla, Kate stringe un legame fatto di solidarietà e rispetto reciproco:

Si rese conto che Colin era per lei più importante di quanto avesse mai riconosciuto. La sua sincera amicizia era molto più preziosa di quanto Kate avesse mai voluto ammettere…
Aveva amato Caleb, ma la sicurezza più grande la trovava in Colin.

Quello di Kate Linville è sicuramente un personaggio atipico, contraddittorio, capace di suscitare emozioni contrastanti nei lettori.

Una donna emotivamente fragile e disperatamente sola:

Kate godeva di una totale libertà. Il rovescio della medaglia era una solitudine struggente, opprimente.

Una fragilità che respinge e attira nello stesso tempo, da una parte le sue insicurezze sono tali da risultare spesso irritanti, dall’altra però la rendono magnificamente umana e molto vicina alla quotidianità di chi legge.

Kate non incarna di certo la figura dell’eroina perfetta, è distante anni luce da quelle  di carta che ci sono state tramandate da una certa letteratura thriller, è più vera e reale.

Acqua scura Salotto Giallo

In Kate è sicuramente più facile riconoscersi e conoscendola meglio si riesce senza fatica a empatizzare con lei.

Una volta entrati in sintonia col suo personaggio, a prevalere è una profonda ammirazione per il coraggio con cui affronta i casi più difficili e l’abilità con cui li risolve, ma soprattutto per i sentimenti che la legano alle vittime e ai loro familiari, che le offrono costantemente la motivazione per non arrendersi mai:

Non riusciva ad abituarsi alle sofferenze e ai patimenti umani, benché si trovasse ad affrontarli più spesso della maggior parte delle persone.
A  sconvolgerla (… ) erano soprattutto i sopravvissuti (… ) I parenti delle vittime (…) erano loro il cruccio di Kate. Ma anche ciò che dava un senso al suo lavoro.

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