Portami a casa di Sebastian Fitzek

Portami a casa Salotto Giallo

Blogtour Fazi

Recensione in anteprima di Francesca Pica

SINOSSI

È sabato sera, a Berlino.

Sono da poco passate le 22.

In un silenzioso appartamento d’epoca di Charlottenburg, Jules Tannberg è al telefono. Sta sostituendo un amico che lavora per una linea telefonica dedicata alle donne che tornano a casa di notte; donne che cercano una voce rassicurante che faccia loro compagnia lungo il tragitto, o anche qualcuno a cui chiedere aiuto in caso di bisogno.

Finora nessuna chiamata ha mai riguardato una situazione di vero pericolo. Finora, appunto.

Mentre guarda le ultime notizie in TV, Jules riceve una strana telefonata: all’altro capo della linea c’è una donna che sostiene di aver chiamato per sbaglio.

Ma si capisce che è terrorizzata. Klara, questo è il suo nome, gli confida di essere seguita da un uomo che l’ha già aggredita e che ha dipinto con il sangue una data sul muro della sua camera da letto: la data della sua morte.

E a quel giorno mancano poche ore. Là fuori, Jules lo sa bene, c’è un serial killer in libertà, noto come “il killer del calendario” per il suo modus operandi.

Comincia così una lunga notte da incubo, una notte in cui niente è casuale e niente è come sembra, un diabolico gioco del gatto con il topo; ma chi è il gatto, e chi il topo?

Dopo tutto quello che aveva sopportato: i lividi sul corpo, i pugni, le bastonate sulla schiena, ai reni, all’addome, l’urina che per giorni aveva preso un colore rosso barbabietola; dopo tutto il dolore che lui le aveva inferto con la pompa da giardino e il ferro da stiro; dopo tutto questo non avrebbe mai creduto di poter provare “una cosa simile”.

Inizia così il nuovo romanzo di Sebastian Fitzek, Portami a casa

Una storia che si svolge in una lunga notte.

Due protagonisti: Klara e Jules.

Una telefonata che inizia per sbaglio, ma che sarà la mossa giusta per uno dei due o per entrambi.

Chissà.

Klara, donna che subisce violenza e sadismo da parte del marito e che diventa la vittima predestinata del famoso “Killer dello zodiaco”. Lei sa che quella notte dovrà morire.

Jules, un uomo pacato, paziente che cerca di confortare la donna e di farla ragionare. La ascolta, le dà consigli.

Due persone apparentemente diverse, che però scoprono di avere molte cose in comune… luoghi che tornano dal passato doloroso di Jules e che incrociano il presente di Klara: il Berger Hof.

a mezz’ora di auto dalla cittadina di Baden-Baden, il complesso era maestosamente arroccato, come un nido d’aquila, su un promontorio della Foresta nera.

Fitzek ha creato “IL” thriller psicologico per antonomasia: colpi di scena, giochi di specchi, buoni che sono cattivi e cattivi che sono buoni, il tutto incentrato su un tema tristemente attuale: la violenza sulle donne.

In Portami a casa, però, il tema non è banalizzato, ma viene portato allo stremo, quasi a voler disturbare il lettore.

Sui-ci-dio.
Tor-tu-ra.
Do-lo-re.
Nella vita di Klara molte parole trisillabe avevano un significato orribile. Ma non v’era nessuna che raggiungesse il livello d’orrore di ma-ri-to. Nessuna che le fosse più odiosa. Nessuna che avesse imparato a temere così tanto nel corso del tempo. Nessuna che fosse cambiata così tanto con il passare degli anni. Da a-mo-re a sa-di-smo. Da dol-cez-za a vio-len-za.

Sebastian Fitzek

Nato a Berlino nel 1971, ha studiato Giurisprudenza ma non ha mai esercitato la
professione, preferendo seguire una strada più creativa.

Il suo esordio letterario risale al 2006, anno di pubblicazione in Germania di La terapia: il romanzo è stato accolto con grandissimo entusiasmo dai lettori, tanto da contendere al Codice da Vinci il primo posto nelle classifiche di vendita.

In seguito ha pubblicato altri ventisette romanzi, che lo hanno confermato come esponente di punta del thriller psicologico.

Da Portami a casa verrà presto tratta una versione cinematografica per Amazon International.

Fitzek scende così a fondo nei dettagli che le pagine sembrano impregnate del sangue di Klara, trasudano la sua sofferenza e la sua incapacità di ribellarsi.

Ma come tutte le donne, nasconde in fondo la sua forza di volontà. 

Ed è lì che andrà a lavorare Jules per aiutarla a prendere in mano quella notte per poter affrontare non solo il marito violento, ma anche il killer del calendario.

Jules, però, combatte coi suoi demoni: figlio di un padre violento, che ha cercato per tutta la vita di tenere la violenza lontana e si è dedicato al prossimo.

Ma il destino si sa, gioca sempre tiri mancini e la sua vita non è stata quella favola felice che lui pensava.

Due anime accomunate dal dolore e dalla sofferenza che si trovano al telefono mentre la morte aleggia intorno a loro.

“ è solo quando devi affrontare la violenza che la tua vera essenza si rivela. Violenza.”, aveva ripetuto, alzando il dito indice.
“la violenza ti maschera, ti costringe ad agire. Bam!”

Portami a casa ti entra nella testa e non ti molla, lavora sottotraccia per costringerti a riflettere su chi sia il carnefice e chi la vittima, perché in un thriller psicologico che si rispetti nulla è come sembra e in questo caso il gioco è scritto da un maestro che si “diverte” a mischiare le carte e a guardare come noi lettori le sistemiamo sul tavolo.

Salottometro:

Salotto Giallo ha avuto il piacere di intervistare Sebastian Fitzek in occasione della sua presentazione di Portami a casa, tenutasi a Roma. A questo link potete leggere l’intervista completa.

Link d’acquisto
Cartaceo
Ebook

,

Scopri di più da SALOTTO GIALLO

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere