Recensione di Cristina Casareggio
SINOSSI
L’incantevole Porto Ionico, borgo pugliese celebre per il mare, i locali e le spiagge, è scosso da un delitto atroce: Cristina Pascali e il piccolo Matteo, madre e figlio, sono stati massacrati con un coltello da cucina nella loro casa, senza nessuna apparente ragione.
I sospetti si concentrano subito su Renato, detto Magritte per l’enorme talento nel disegno e affetto da un grave ritardo cognitivo.
È stato l’ultimo a incontrare le vittime, e forse le sue condizioni mentali gli hanno dettato un oscuro quanto assurdo movente.
A indagare sul caso è Agopar, investigatore al servizio dell’avvocato difensore di Renato, insieme alla psicologa Eliana Fiore.
La loro è un’improbabile accoppiata: un’analista divoratrice compulsiva di cioccolata e un detective affascinante, tormentato da mille fobie e impegnato a celare la propria omosessualità per far fronte ai tabù della provincia.
Addentrandosi nella vicenda, Agopar ed Eliana intuiscono che i disegni di Renato non sono così surreali, e che le radici dell’omicidio affondano in un passato torbido, segnato dalla violenza, dall’omertà e da inconfessabili segreti.
Vincitore della I edizione del Premio Giallo e Nero di Puglia, l’esordio di Ilaria Ferramosca è un vortice inarrestabile di colpi di scena fino al finale, che ricompone le tessere di un agghiacciante mosaico dove nulla è come sembra.
Per il suo romanzo d’esordio Ilaria Ferramosca ci propone un titolo che è tutto un programma: un’opera di Magritte che spiazza completamente gli osservatori, un dipinto unico che ci invita a fare i conti con il passare del tempo e con la fragilità della condizione umana.
Magritte amava sperimentare con le luci, le forme, la prospettiva. Le immagini sono simboli, ogni suo quadro racconta qualcosa e lo fa con un linguaggio molto simile a quello onirico, quasi inconscio.
E Magritte (non il pittore) è uno dei protagonisti di Il tempo trafitto.
Renato è un “ragazzone” di 25 anni che a causa di una malattia è bloccato con la mente all’infanzia:
L’impressione che ho è di trovarmi di fronte a un bambino troppo alto.
Ha perso i genitori, vive con una zia ed è l’indagato numero uno dell’omicidio dei suoi vicini di casa, Cristina e Matteo, madre e figlio, trovati brutalmente uccisi in casa proprio da Renato.
Per molti, Renato non è che un malato di mente, e l’imprevedibilità della follia spaventa. In pratica quasi tutti lo reputano in grado di commettere il delitto e lo considerano colpevole.
Per la sua condizione fisica e mentale non riesce a spiegare quello che è successo quella fatidica notte, l’unica cosa che riesce a fare è disegnare, riempie fogli su fogli di immagini spesso incomprensibili ma che sono l’unico modo di comunicare di Renato-Magritte.
L’avvocato della difesa, per tentare di scagionare Renato, si avvale dell’investigatore Agopar e della psicologa Eliana, due personaggi diversissimi, che proprio dalla loro diversità tirano fuori il meglio l’uno dell’altra.
Agopar è un uomo affascinante, single, con un legame fortissimo con i genitori.
È gay, ma non riesce a dichiararlo apertamente in una cittadina così piccola e di mentalità ristretta.
Ha mille fobie, tra cui, la più singolare è la paura per gli orologi a cucù che letteralmente lo paralizzano quando ne intravede uno.
Le sue caratteristiche principali sono l’empatia, nessuno come lui riesce ad avvicinare emotivamente l’altro e, in questo caso a creare un legame con Renato.
Altra qualità è la tenacia, il suo non mollare mai che porta alla soluzione di un caso che sembra impossibile.
Eliana è una psicologa affermata con un vizio non tanto nascosto, sotto pressione diventa dipendente dalle barrette di cioccolato, ne ha sempre una all’occorrenza nella borsa.
È preparata, competente, solo la sua alta conoscenza della medicina la porta a capire il vero “male” di Renato.
Una coppia improbabile che cementa il proprio legame pagina dopo pagina arrivando a fare fronte comune contro le minacce non troppo velate della politica e degli abitanti della cittadina.
La location del romanzo è Porto Ionico, un gioiellino che viene descritto come una cartolina.
Porto Ionico scuote al vento la sua chioma azzurrina sotto lo sguardo ocra del sole, esibendosi in una danza ancestrale come fa un’amante dinanzi agli occhi dell’amato.
È una cittadina piccola dove tutti si conoscono e dove tutti hanno un’opinione più o meno velata sui propri vicini.
in questa città borghese e provinciale la tolleranza è solo di facciata, critica e perbenismo la fanno ancora da padroni
Una città che somiglia ai suoi abitanti:
questa città ha un fascino, è innegabile. È un’esperta seduttrice, una donna immersa nelle acque che sotto il manto azzurro cela tutta la sua pericolosità di sirena.
Il ritmo è incalzante e i colpi di scena sono ben costruiti e portano il lettore a cambiare idea sul possibile colpevole a ogni capitolo.

Ilaria Ferramosca
Sceneggiatrice, ha pubblicato graphic novel tradotte in Francia, Spagna, America del Nord e Sud America, vincendo numerosi premi fra cui Orbil (Bologna Book Fair), Zanibelli – Sanofi “La parola che cura”, Full Comics.
Ha tenuto seminari sulla sceneggiatura per la Scuola Italiana di Comix di Napoli e per l’Università di Aix-Marseille, in Francia, ed è stata docente presso la scuola di fumetto pugliese Grafite.
Con Il tempo trafitto, il suo esordio nella narrativa, ha vinto il Premio Giallo e Nero di Puglia nel 2023.
Ferramosca dissemina gli indizi, dosandoli, nelle descrizioni di ambienti, luoghi e personaggi, creando così suspence ed imprevedibilità.
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