Spazio a cura di Claudia Pieri e Samuela Moro
Intervista a cura di Francesca Pica
Oggi ospite dello spazio interviste “In salotto con…” Sebastian Fitzek
Per il nostro spazio dedicato alle interviste, oggi ci troviamo in Salotto con… Sebastian Fitzek.
Sebastian Fitzek (Berlino, 1971) è autore di diversi romanzi, thriller e psychothriller, di enorme successo, tradotti in tutto il mondo.
Il suo esordio letterario avviene nel 2006 con il libro Die Terapie, La terapia (Rizzoli, 2007). Il romanzo è stato accolto con grandissimo entusiasmo dai lettori, tanto da contendere al Codice da Vinci il primo posto nelle classifiche di vendita. In seguito, ha pubblicato altri ventisette romanzi, che lo hanno confermato come esponente di punta del thriller psicologico.
Nel 2024 Fazi Editore pubblica nella collana Darkside, Portami a casa, letto e recensito per Salotto Giallo da Francesca Pica a questo link. Da questo romanzo verrà presto tratta una versione cinematografica per Amazon International.
In occasione della presentazione di Portami a casa del 21 ottobre a Roma, con la collaborazione dell’Editore che ringraziamo, abbiamo posto a Fitzek alcune domande. Trovate il video sui nostri profili social, Instagram e Facebook. Di seguito la trascrizione di questa brillante intervista.
Salotto Giallo: Nel tuo ultimo romanzo Portami a casa il tema della violenza contro le donne è centrale e viene affrontato in maniera esasperata. Perché hai scelto questo registro narrativo e perché hai deciso di mettere una questione sociale così attuale e sentita proprio all’interno di un thriller?
Sebastian Fitzek: Se devo essere sincero, quando comincio a scrivere non ho un piano generale, non so quali argomenti e quali temi dovrebbero essere contenuti nel libro.
Voglio innanzitutto scrivere una storia ricca di suspence, sperando che i lettori la possano apprezzare.
Poi scopro che il mio subconscio, che è il mio co-autore, mi suggerisce cosa è importante per me. Nei miei libri ho sempre inserito qualcosa che fosse per me rilevante. Come marito e padre di famiglia con cinque figli, la violenza domestica è un fenomeno che trovo sconvolgente.
E’ qualcosa di così triste, è un crimine di massa tanto che il mio subconscio ha voluto che ne scrivessi. Quindi non è stata una decisione, ma è stato qualcosa che è scaturito da solo, dal mio cuore.
Salotto Giallo: Questo libro è stato scritto durante il periodo del lock-down. Come hai vissuto quell’esperienza e quanto quel periodo di isolamento forzato ha influenzato il libro?
Sebastian Fitzek:
Penso che il lock-down mi abbia in qualche modo obbligato a considerare la violenza domestica e mi abbia fatto intristire il pensiero di quelle persone che non avevano la possibilità di lasciare la propria casa ed è qualcosa che ti piace fare.
Ma per alcuni, specialmente per le donne maltrattate, è stato come essere in prigione, senza una via di fuga. Questo pensiero è stato ciò che mi ha fatto scattare la necessità di scrivere un libro su questo argomento.
Salotto Giallo: Klara e Jules, due persone simili ma diverse, accomunate da un posto, Bergerhof. Durante la creazione di questi personaggi chi è nato prima e come ha inciso sulla percezione altrui?”
Sebastian Fitzek:
Tutto è iniziato da una e-mail che ho ricevuto da una mia lettrice che fa la volontaria per un numero verde chiamato Walk me home (“Accompagnami a casa” ndt), in cui dei volontari aiutano le persone spaventate durante il loro rientro a piedi verso casa.
Magari si trovano in posti che non conoscono, oppure hanno bisogno di qualcuno che li guidi perché il posto è deserto e vogliono prendere una scorciatoia, cose simili.
Quando vedo qualcosa di strano ed è sera, anche io fingo di parlare al cellulare con qualcuno. In questo caso specifico non fingono perché c’è davvero questa linea telefonica in Germania, che puoi chiamare dalle dieci di sera alle quattro di mattina.
Sono rimasto positivamente scioccato da questa idea geniale, ma l’autore che c’è in me ha concepito una domanda, ho pensato: chi sarebbe stato interessante chiamare?
In questo caso Klara, che è la figura centrale, il personaggio principale che sta camminando verso casa, non ha paura di camminare da sola verso casa. Lei ha paura di arrivare a casa, di stare a casa.
La controparte è Jules, che ha avuto un’esperienza triste. I due entrano in contatto al telefono…
Salotto Giallo: Un’ultima domanda. Se avessi la possibilità di sederti sul nostro divano con il tuo scrittore preferito e potessi fare una domanda, chi inviteresti e cosa vorresti chiedere?”
Sebastian Fitzek: Questa è una domanda tosta, molto difficile.
Alcuni dei miei autori preferiti sono morti, ma probabilmente inviterei Michael Crichton, che è uno dei miei preferiti, ma purtroppo è venuto a mancare.
La domanda che gli farei sarebbe un po’ critica, perché ha scritto un libro che amo (State of Fear, ndt), in cui si dimostrava in disaccordo rispetto ai cambiamenti climatici. Vorrei chiedergli se ora lo scriverebbe ugualmente, tenendo conto di tutto ciò che sta capitando in questo momento e delle conoscenze attuali.
Traduzione a cura di Barbara Terenghi Zoia
Salotto Giallo ringrazia l’autore per la disponibilità e Cristina di Fazi Editore per la collaborazione all’intervista.

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