In salotto con … Gareth Rubin

In salotto con... Gareth Rubin Salotto Giallo

Spazio a cura di Claudia Pieri e Samuela Moro

Intervista a cura di Barbara Terenghi Zoia

Il graditissimo ospite di oggi del nostro spazio dedicato alle interviste è Gareth Rubin, giornalista e scrittore inglese.

Gareth Rubin e Barbara Terenghi Zoia

Salotto Giallo, con Barbara Terenghi Zoia, lo ha incontrato presso la libreria Rizzoli a Milano, dove si è tenuta la presentazione italiana di Sinister, il suo ultimo libro uscito in Italia con Longanesi e recensito qui sul nostro sito.

Rubin, laureato in Letteratura inglese al prestigioso St. Andrews College, collabora con le maggiori testate inglesi, occupandosi soprattutto di questioni sociali, viaggi e arte. Tra i suoi titoli, pubblicati in Italia da Longanesi, ricordiamo The turnglass. La clessidra di cristallo (2023),  e Sinister. La città delle ombre (2024).

Con Sinister, approvato dalla Conan Doyle Estate, Rubin riporta in vita Sherlock Holmes, ma lo fa a modo suo, distaccandosi completamente da altri autori che si sono confrontati con i grandi del passato: “perchè non ha cercato a tutti i costi di rimanere fedele a una trama o di proseguire, seppure idealmente, una linea di personaggi caratterizzata e creata da altri.

Rubin ha preso “in prestito” Sherlock Holmes, con il suo fedele amico Watson, ha aggiunto il nemico giurato Professor Moriarty e ideato il colonnello Moran per equilibrare le forze in campo; poi ha creato una trama con un punto di partenza, per entrambi i personaggi, confortante e semplice, ha inserito diversi riferimenti a racconti di Sir Conan Doyle e dato vita così a un intreccio geniale, nella sua semplicità.”

Salotto Giallo, prima della presentazione, ha avuto il piacere di scambiare quattro chiacchiere con lui, ecco cosa ci ha raccontato:

Salotto Giallo: In Sinister hai accettato di raccogliere l’eredità letteraria di A.Conan Doyle, nel misurarti con I suoi storici personaggi non temi che il pubblico possa operare un confronto tra di voi?

Gareth Rubin: Certo che temo il confronto, sempre, spero di essere all’altezza delle aspettative, per fare quello che vorrei, i personaggi saranno sempre un punto di svolta. 

È stato un onore per me la richiesta di collaborazione che mi ha fatto la Conan Doyle Estate attraverso il mio agente.

Salotto Giallo: Non temi di restare intrappolato in questo genere, sacrificando la tua vena creativa in favore di questi protagonisti?

Gareth Rubin: Ottima domanda, interessante! No, non penso di rimanere intrappolato con questi personaggi, posso sempre aggiungere nuove idee, nuove esperienze.  No, non temo di rimanere intrappolato con Sherlock Holmes, perché se volessi ucciderlo lo farei, se volessi farlo sposare con qualcun altro lo farei.

Salotto Giallo: Sherlock Holmes e James Moriarty, il bene e il male, nemici eppure complementari. Come sei riuscito a creare il personaggio di Moriarty e quanto ti ha “aiutato” Sherlock Holmes nella sua creazione?

Gareth Rubin: Ci sono davvero tante persone tremende al mondo e non è difficile trovare persone terribili, ma quello che invece è stato sfidante nella creazione di Moriarty è stato renderlo attraente per il pubblico e per il lettore: puoi creare un personaggio malvagio di cui nessuno però vuole leggere, oppure crearlo malvagio e fare in modo che la gente voglia leggere,

o ancora creare un personaggio cattivo con cui però sei disposto a fare un viaggio immaginario e questo è sicuramente più difficile: renderlo attraente, quasi sexy, questa è la parte più complicata nella creazione del personaggio.

Salotto Giallo: nei tuoi libri le trame appaiono sempre intricate, una sorta di rompicapo stratificato dove I quesiti da risolvere si susseguono uno dopo l’altro. Come le costruisci, c’è una pianificazione dietro o ti lasci prendere anche dalla storia e dalla sua evoluzione?

Gareth Rubin: Io passo davvero molto tempo a fissare il soffitto e a bere pesantemente aspettando che fluiscano le idee e sì, funziona! Si va per tentativi, se qualcosa non si incastra alla perfezione, provi qualcos’altro; poi, se alla fine della giornata sembra funzionare, allora esci e festeggi!!!

Sinister Salotto Giallo
Sinister

Salotto Giallo: Sinister e Turnglass sono entrambi ambientati nella Londra di fine ‘800, un periodo buio e difficile, dove la criminalità è all’ordine del giorno. Una scelta temporale obbligatoria per Sherlock Holmes ma non altrettanto per Turnglass. Perchè questa scelta e che importanza riveste l’ambientazione nell’economia delle storie che scrivi?

The Turnglass

Gareth Rubin: Sì, naturalmente per Sherlock la scelta era obbligata, mentre per Turnglass ho preferito scegliere l’ambientazione del passato semplicemente perché la trovo più congeniale. Ambientare una storia di mistero e di morti, un giallo nel passato è sicuramente più fattibile, mentre farlo ai giorni nostri meno.

Oggi tutti hanno un cellulare, ci sono telecamere ovunque, sembra di essere continuamente esposti in “vetrina”, in televisione. 

È praticamente impossibile uccidere qualcuno oggigiorno e sperare di cavarsela, ho provato, credimi! Verresti scoperto molto facilmente e in poco tempo, quindi secondo me è più facile ambientare un mystery quando non c’era tutta questa tecnologia e le informazioni erano più nascoste.

Salotto Giallo ringrazia l’autore per la sua disponibilità.

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