La settima vita di Jessica Fletcher di Alice Guerra

La settima vita di Jessica Fletcher Salotto Giallo

Recensione di Monica Truccolo

TRAMA

All’alba del 1° dicembre, sotto una pioggia scrosciante, Alice si ritrova – con i mutandoni color carne, il pigiama peloso e un coltello in mano – sulla scena di un crimine. E pensare che, dopo una notte di fuoco col suo bel commissario (volato subito dopo in Malesia per lavoro), era corsa fuori di casa per cercare il suo perfido gatto Camillo che sembra svanito nel nulla… Mai avrebbe pensato che sarebbe finita così, interrogata da un ispettore implacabile convinto che lei sia un’assassina: forse anche per il fatto che Alice, sbadatamente, aveva appena picchiato un agente?

E quindi – agli arresti domiciliari, in piena gogna mediatica e incastrata anche in un maledettissimo club dell’uncinetto con le maranteghe e il suo ex Piercoglione – per potersi scagionare, Alice inizierà a indagare, ma finirà per dubitare anche di sé stessa. Per scoprire la verità, dovrà trovare il coraggio di entrare in un mondo fatto di rancori antichi, di paure travestite da valori, di silenzi che non sempre proteggono chi se lo merita – e capirlo dall’interno, anche quando fa più orrore.

Spalanco la finestra e guardo giù, strabuzzando gli occhi per intercettare almeno un movimento…
Urlo: «Camillo!». Ma niente. E lì fuori è buio pesto, freddissimo, e c’è allerta meteo.

Torna in libreria per la terza volta Alice Guerra con La settima vita di Jessica Fletcher, un cozy crime ironico e divertente che comincia in una mattina di dicembre, quando la protagonista esce di casa in pigiama per cercare il suo gatto Camillo, scappato durante la notte, forse da una finestra rimasta aperta.

Una ricerca apparentemente banale si trasforma però in una situazione decisamente più complicata quando Alice si ritrova sulla scena di un omicidio, con un coltello insanguinato in mano e tutte le circostanze contro di lei. La vittima è un uomo di ottant’anni e l’ispettore Bertolin, che conduce le indagini, sembra non avere dubbi: Alice potrebbe essere l’assassina.

«Ahppparcarità… ghe ne succede sempre una in ’sto quartiere» esclama la zia, facendomi tornare alla realtà.

Costretta agli arresti domiciliari e travolta dalla gogna mediatica, Alice si ritrova dall’altra parte dell’indagine e decide di cercare da sola le prove della propria innocenza. Tra situazioni quotidiane al limite del surreale, vecchi rancori e rapporti tutt’altro che semplici, la ricerca della verità la porta a confrontarsi anche con il curioso gruppo dell’uncinetto della zia Rossana e delle amiche Teresa e Ornella, oltre che con un ex decisamente ingombrante.

«… quindi l’Autorità giudiziaria ha disposto nei suoi confronti la misura degli arresti domiciliari, con divieto assoluto di allontanarsi dall’abitazione salvo espressa autorizzazione, pena l’aggravamento della misura, di conseguenza…»

Alice Guerra

Alice Guerra è un’influencer e autrice italiana. Seguitissima sui social, la sua missione è quella di diffondere il veneto. Laureata in comunicazione, in poco tempo ha conquistato i social grazie ai suoi video e le sue parodie in veneto.

Nel 2024 esce per Rizzoli il suo primo libro, Dieci cose che ho imparato da Jessica Fletcher. L’anno dopo torna in libreria con Non chiamatemi Jessica Fletcher (2025).

Con La settima vita di Jessica Fletcher, Alice Guerra unisce mistero e comicità, affidandosi a una protagonista dal carattere diretto e irriverente, che affronta anche le situazioni più complicate senza perdere la sua naturalezza.

Trovarsi dall’altra parte dell’indagine la costringe però a cambiare prospettiva, questa volta non deve soltanto seguire le tracce e cercare indizi, ma anche difendersi dai sospetti che ricadono su di lei. La vicenda procede così tra piste da seguire, incontri e nuovi elementi che permettono ad Alice di avvicinarsi gradualmente alla soluzione del caso.

«So qua in giardin a darghe da magnar alle galline, come ogni mattina, ovviamente!» dice, quasi offeso, mentre di sottofondo sento dei coccodè. «Alice… so preoccupà. I ga messo un post su Facebook, i vol far una raccolta firme contro el me corso de yoga! Cossa go da far? Vado a parlar col prete?»

Lo stile narrativo accompagna la vicenda con una scrittura vivace e scorrevole.

Il richiamo a Jessica Fletcher resta un elemento caratterizzante, ma assume qui una sfumatura diversa, abituata a muoversi tra indizi e sospetti, questa volta Alice deve fare i conti con il ruolo di principale sospettata e con la necessità di difendere sé stessa.

«Eh ma no xe gnanca robe permesse al mondo ’sta confusion, porco can, i xe drio buttar so el condominio! Ma anca de sabo i lavora?!»

La vicenda mette in luce anche il carattere di Alice, con le sue paure, le sue insicurezze e quella capacità di cavarsela che la accompagna anche nei momenti più delicati. Le sue reazioni, i dubbi e le piccole paranoie contribuiscono a renderla una protagonista lontana dai personaggi infallibili, capace di affrontare le difficoltà con qualche esitazione ma anche con la determinazione necessaria per non lasciarsi sopraffare dagli eventi.

«Cosa è successo, Piercoglione?» rispondo con affanno. Sto avendo un mezzo infarto nel camminare più veloce possibile per andare dalla zia.

Accanto ad Alice ritroviamo alcuni dei personaggi già presenti nei romanzi precedenti, che continuano ad accompagnarla anche in questa nuova vicenda.

Zia Rossana, Teresa, Ornella e Luigino, con le loro personalità molto diverse, contribuiscono a dare vivacità alla narrazione, mentre il commissario Lo Cascio torna nella vita di Alice in una veste nuova, quella di fidanzato, con una gelosia che rende ancora più movimentato il loro rapporto.

E così ci ritroviamo seduti al tavolo più grande del bar vicino alla chiesa. Tutti insieme. La zia con il suo Omar, la Ornella e la Teresina, Luigino, io e Salvatore, Bianca e la Beatrice, la Chiaretta, e infine la Susanna.

Mestre e il territorio veneto fanno da sfondo alle vicende, offrendo un’ambientazione riconoscibile e legata alla quotidianità dei personaggi. Il dialetto veneto e le espressioni locali ricorrono soprattutto nei dialoghi, contribuendo a caratterizzare il modo di parlare e l’atmosfera della storia. Anche questi elementi rendono il romanzo strettamente legato al territorio in cui è ambientato.

«No, adesso mi spiegate, per piacere!»
«Teresina, ti xe a solita deficiente!» sbotta la Ornella.
«Me despiase tanto, me se scampà…!» si giustifica lei, ma io non sto capendo niente. «Cosa ti è scappato, Teresina?!»

La settima vita di Jessica Fletcher è una lettura scorrevole, in cui il mistero si intreccia alla quotidianità senza rinunciare a una componente umoristica ben presente.

La storia mantiene un ritmo vivace e alterna l’indagine ai rapporti tra i personaggi, lasciando spazio anche agli aspetti più personali della vita di Alice. Un nuovo capitolo della serie che conserva le caratteristiche che la contraddistinguono, accompagnando la protagonista in una vicenda diversa dalle precedenti.

Signore, tome!

I romanzi della serie di Alice Guerra sono autoconclusivi, ma le vite dei personaggi continuano a evolversi da una storia all’altra, accompagnando la narrazione con nuovi sviluppi e sorprese.

Salottometro:

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La settima vita di Jessica Fletcher Salotto Giallo

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