Annabella Abbondante di Barbara Perna

Annabella Abbondante Salotto Giallo

Non fidarti della luna nel pozzo

Recensione di Claudia Pieri

TRAMA

A Pianveggio, la verità ha il sapore amaro di un inganno troppo ben architettato. Quando il corpo del professor Bazzicalupo riaffiora dal fondo del leggendario Pozzo della Luna, il caso sembra già chiuso: il colpevole perfetto è un suo studente, il movente è ovvio e gli indizi paiono serviti su un vassoio d’argento, ma per Annabella Abbondante – giudice civile per professione e detective per istinto – la perfezione è il primo segno di una bugia.

Mentre la città è in rivolta per il fallimento della squadra di calcio locale e la nuova PM Laura Rondella mette a dura prova la sua pazienza, Annabella si lancia in un’indagine rognosa che scava dietro la fulgida facciata della vittima. Tra nipoti infiltrati, segreti inconfessabili e un amore messo a dura prova dal destino, Annabella dovrà scoprire cosa si nasconde davvero nel buio del pozzo.

Nella sua testa due Annabella si sfidarono a singolar tenzone. La versione prudente e razionale fu presto accoppata dalla sua rivale, quella sempre troppo curiosa e impulsiva

…e tutto ebbe nuovamente inizio!

Annabella è tornata, finalmente ci permettiamo di aggiungere, e insieme a lei è tornata quella variegata umanità che abbiamo imparato a conoscere e ad amare, libro dopo libro.

Si torna a Pianveggio e già dalla presentazione dei personaggi in apertura del romanzo si capisce che Non fidarti della luna nel pozzo, quarto appuntamento con Annabella Abbondante, è all’insegna di un’umanità ricca e multiforme, che si avvicenda sulla scena.

Alcuni sono già ben conosciuti dai lettori, altri fanno il loro ingresso tra le pagine per la prima volta: il sostituto procuratore Laura Rondella, brillante e determinata, dalla battuta pronta, sarcastica e tagliente, che si muove in carrozzina a causa di un incidente:

Laura Rondella manovrò la carrozzina fuori dalla cabina con quella precisione che aveva sempre, rapida e senza sforzo apparente, come se lo spazio intorno a lei si adeguasse invece del contrario

Il procuratore capo Granito, rigido e retrogrado:

Il nuovo procuratore capo, Alberto Granito, aveva tenuto banco con le sue orribili battute, che avrebbero fatto accapponare la pelle anche dentro un cinepanettone anni Ottanta.

È proprio l’umanità, multiforme e mai semplicemente abbozzata, la cifra distintiva della serie. I personaggi di Barbara Perna sono carne viva, con le loro contraddizioni, i loro difetti, le loro fragilità e il loro modo personale di stare nel mondo:

Calpurnia aveva la capacità di permeare di sé tutti gli ambienti in cui entrava, come un soffio di aria tiepida e profumata di pane

È anche grazie a loro che l’effetto è quello di smarrirsi tra le pagine fino ad abitare completamente nella storia e a vivere gli avvenimenti sulla propria pelle.

Se già nei precedenti volumi il dato umano aveva un ruolo centrale, in Non fidarti della luna nel pozzo, si fa ancora più profondo, anche grazie alla presenza più attiva dei nipoti di Annabella: Cristian e Vittoria

le mani nelle tasche dei pantaloni e l’espressione incerta di chi non trova un suo spazio

e, più in generale, degli adolescenti.

Barbara Perna

Barbara Perna è un’autrice italiana. Il superamento del Concorso in Magistratura nel 1998 le ha brutalmente stroncato una (forse) brillante carriera come attrice teatrale comica. Ha svolto il ruolo di giudice tuttofare un po’ in giro per l’Italia ma il suo cuore è rimasto in Toscana nel piccolo Tribunale di Montepulciano dove ha lavorato per cinque anni prima di trasferirsi a Roma. Scrive per passione, lavora per dedizione, legge per autodifesa.

E viaggia molto, soprattutto con la mente. Per Giunti ha esordito con il romanzo Annabella Abbondante. La verità non è una chimera (2021) pubblicando poi Annabella Abbondante. L’essenziale è invisibile agli occhi (2022) – vincitore del Premio NebbiaGialla 2023 – e Annabella Abbondante. Il passato è una curiosa creatura (2024).
Nel 2025 esce per Bompiani, Se tu non ridi più.

Attraverso di loro, Perna porta nella narrazione uno sguardo sulle problematiche che riguardano i ragazzi e che risultano particolarmente attuali.

E poi c’è la storia tra Ferruccio e Annabella, che continua a svilupparsi accanto a quella familiare, così come restano centrali nella vita della giudice l’amicizia:

Alzò gli occhi e Alice era lì. In piedi a due metri da lei […] La guardava senza dire niente. Aspettava che fosse Annabella a decidere.

e il legame con la sorella Fortuna, presenza spesso invadente ma imprescindibile nella vita della protagonista

Annabella si voltò verso sua sorella. La guardò davvero, forse per la prima volta in tutta quella giornata caotica. Fortuna aveva gli occhi lucidi. Non la guardava.

Con ironia e la consueta maestria, Perna intreccia così le vicende personali di Annabella con la storia a tinte gialle al centro di questo quarto episodio.

La realtà scolastica, i ragazzi, il calcio e il Comune di Pianveggio si mescolano al mistero in una narrazione dalle molteplici sfaccettature, dove ogni elemento trova il proprio spazio senza apparire estraneo agli altri e riesce a tenere il lettore incollato alle pagine.

È una mescolanza naturale, mai cercata né artificiosa, che riflette la stessa vita di Annabella, fatta di molteplici aspetti e capace di abbracciare amore, famiglia, amicizia e lavoro, insieme a quella passione e a quel talento per le indagini che, ancora una volta, la portano a non accontentarsi delle apparenze

Tu hai l’occhio, Annabella. Noti sempre le crepe invisibili che gli altri non vedono […] Sono certa che scoprirai la verità oltre l’apparenza

Salottometro:

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Annabella Abbondante Salotto Giallo

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