Falena Rossa di Manuela Fanti

Falena rossa Salotto Giallo

Recensione di Claudia Pieri

TRAMA

Eva si distrae per un solo imperdonabile istante. Quando si volta, sua figlia Nicole è sparita. Nessun testimone, nessuna traccia. Resta un vuoto che divora ogni cosa. Le indagini si arenano, la speranza si sgretola, il suo matrimonio naufraga e l’alcol diventa l’unico rifugio possibile. Ma il dolore non annega, si incista e la consuma.

Mentre tenta di ricomporre ciò che resta della sua vita, il passato torna a rivendicare un debito che lei ignorava: sembra che qualcuno conosca ogni dettaglio della sua tragedia. Un viaggio inaspettato alla ricerca della verità la porta tra le montagne polacche dove ad attenderla c’è Yara, la Falena Rossa, un’ombra cresciuta nell’oscurità, addestrata alla sopravvivenza, in fuga da un clan che la reclama sin dalla nascita. Eva scopre che alcune verità possono uccidere.

Ho perso mia figlia neanche un anno fa, era il 7 gennaio…mia figlia era abituata a giocare all’esterno… quel pomeriggio non è più tornata. Gridavo il suo nome, disperata, e mi tornava indietro l’eco come un boomerang. Quando è scesa la notte sul silenzio di Nicole, ho sentito l’angoscia divorarmi. Di colpo si è spento il cervello, è calato un sipario nero.

Un figlio che scompare nel nulla spalanca le porte sull’abisso di un dolore inimmaginabile

Si può accettare la morte ma non sapere è tortura

un dolore che si alimenta di disperazione, domande senza risposta e sensi di colpa

Mio marito mi incolpava per la sparizione di nostra figlia.

È proprio questo il cuore pulsante di Falena Rossa, il nuovo thriller di Manuela Fanti, che accompagna il lettore in una lenta ma inesorabile discesa all’inferno.

Un percorso descritto senza facili edulcorazioni, ma allo stesso tempo con grande sensibilità, capace di riconoscere e restituire le diverse sfumature del dolore e quella forma di alienazione che, talvolta, diventa un modo per riuscire semplicemente a sopravvivere.

L’alcol mi ha aiutata a non vivere vivendo

La trama si articola su due piani narrativi che si alternano seguendo una doppia linea temporale, dando vita a due storie che inizialmente procedono in parallelo per poi intrecciarsi inevitabilmente. Un racconto intricato, nel quale il mistero sembra infittirsi proprio mentre emergono nuovi particolari e ogni risposta apre la strada a nuove domande.

Un meccanismo narrativo che Manuela Fanti dimostra però di saper governare con sicurezza, senza sbavature né incoerenze, sostenuto da una scrittura diretta, priva di filtri ed estremamente realistica, efficace soprattutto nella resa dei particolari più crudi.

Tra i protagonisti ritroviamo Mizio Serra, il commissario già conosciuto ne L’odore della paura, un uomo tormentato e segnato da un passato doloroso che aveva saputo entrare nel cuore dei lettori e che in queste pagine trova la sua consacrazione definitiva.

Accanto a lui Yara, personaggio enigmatico che incarna quella componente paranormale cara all’autrice e spesso presente nei suoi romanzi. Il suo essere sfuggente contribuisce a renderla difficile da comprendere fino in fondo complicando anche il rapporto empatico con il lettore.

Yara chiude gli occhi. La voglia di un colore rosso intenso si estende dal sopracciglio fino alla guancia, avvolgendo l’occhio sinistro e sfumando verso il mento

Manuela Fanti

Manuela Fanti nasce a Bologna nel 1976. Oggi fa la retail manager per un’azienda tessile e vive in Sicilia. Ama la pittura, gli animali, la solitudine e l’arte sotto ogni sua forma. Esordisce nel 2014 con il romanzo autobiografico Semplicemente Complicato (Edizioni Creativa). Ultime pubblicazioni: “Ciatu miu”, edizioni Nulla Die (2018), “Livore”, “Anima oscura” ed infine nel 2022 “Eco dall’Inferno” per Words Edizioni.

Manuela Fanti racconta una storia profondamente inquietante, che non risparmia particolari crudi e affronta tematiche difficili e angosciose, come la pedofilia.

Ed è proprio qui che la lettura diventa, in alcuni momenti, quasi fisicamente difficile da sostenere. Falena Rossa è infatti un romanzo che attrae e respinge allo stesso tempo: il desiderio di conoscere la verità invita a proseguire, ma la sofferenza raccontata impone talvolta di fermarsi, quasi per prendere fiato.

Quando al centro della vicenda ci sono bambini innocenti, tutto diventa ancora più drammatico e difficile da sopportare.

Il ritmo, inizialmente più controllato e funzionale alla costruzione della vicenda e alla progressiva stratificazione del mistero, si fa più incalzante dopo la metà del romanzo, quando i diversi fili narrativi iniziano a convergere e la tensione aumenta progressivamente.

Ed è proprio questa capacità di condurre il lettore dentro una storia sempre più oscura, senza perdere il controllo dell’intreccio, a rappresentare uno degli aspetti più riusciti del romanzo. Fanti costruisce un thriller che non punta soltanto sulla ricerca della verità, ma soprattutto sulle conseguenze emotive e psicologiche di ciò che accade ai suoi protagonisti.

L’epilogo, infine, lascia aperto uno spiraglio verso un possibile nuovo capitolo della storia, una prospettiva che, considerando l’evoluzione di Mizio Serra e il mondo narrativo costruito dall’autrice, sarebbe certamente interessante ritrovare.

Salottometro:

4
Falena rossa Salotto Giallo

Link d’acquisto

Cartaceo

,

Scopri di più da SALOTTO GIALLO

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere