Lo speziale di Steinbrueck di Matteo Mantoani

Lo speziale di Steinbrueck Salotto Giallo

Recensione di Marco Lambertini

TRAMA

Friuli, 1738. Dopo aver girovagato per l’Europa come mercante di chincaglierie e rimedi prodigiosi, l’audace quanto sfrontato Gottlob Kramer si ritrova vicino al paese d’origine, Orgnasso, un grumo di case abbarbicato tra i monti. Sulle rive del Meduna, un fiume modesto che diventa imponente solo se gonfiato dalle piogge, si imbatte in una scena raccapricciante: il cadavere di una donna è riverso a terra, con le sottane alzate, il cranio scuoiato e nel pugno una strana pietra. Se all’inizio tutto fa pensare a un annegamento accidentale, presto gli indizi condurranno Gottlob, aiutato dall’ingenuo figlio della vittima, a una scoperta ben più macabra e pericolosa.

Mentre il mercante cerca di risolvere l’enigma, il passato si riversa sul presente e i fantasmi della sua giovinezza tornano a tormentarlo, riportandolo a un tempo in cui, ancora ragazzo, si destreggiava come apprendista nella spezieria della città di Steinbrueck.

Nel suo mirabolante romanzo d’esordio, Matteo Mantoani dà vita a un personaggio dalla mente acuta e dalla lingua tagliente, incapace di accettare un torto e pronto a svelare l’inganno più sordido. Un libro sontuoso, che unisce l’accurata ricostruzione storica alle intriganti dinamiche di un mystery

Con Lo speziale di Steinbrueck, il suo romanzo d’esordio, Matteo Mantoani sceglie di raccontare un periodo storico e un territorio poco frequentati dalla narrativa, portando il lettore nel Friuli di frontiera del Settecento, in quella terra di confine tra Austria e Slovenia dove popoli, culture e vicende diverse si incontrano e si mescolano.

Lo fa attraverso un giallo storico che prende avvio da un omicidio particolarmente inquietante e che trova nel suo protagonista il vero filo conduttore della storia.

Siamo nel 1737 quando Gotlob Kramar torna nel paese in cui è nato e viene incaricato dal signore locale di occuparsi della morte di una donna, ritrovata dopo essere stata uccisa, rasata e gettata nelle acque poco profonde di un fiume. Un delitto che introduce immediatamente il lettore in un’atmosfera oscura e apre un mistero destinato a intrecciarsi con la vita dello stesso Kramar.

È proprio la struttura narrativa a rappresentare uno degli aspetti centrali del romanzo.

La storia procede infatti su due piani temporali: da una parte il presente dell’indagine, dall’altra il passato di Kramar, che riporta la narrazione alla fine del Seicento, quando è ancora bambino, seguendolo poi nella crescita e nella decisione di intraprendere l’attività di speziale.

Una scelta narrativa efficace, perché i due piani non procedono semplicemente uno accanto all’altro.

Poco alla volta il passato e il presente iniziano a dialogare e quello che scopriamo dell’infanzia e della formazione di Kramar acquista un significato anche rispetto all’uomo che ritroviamo nel 1737.

L’indagine diventa così anche un viaggio nella vita del protagonista, nelle sue origini e nelle esperienze che lo hanno portato a diventare ciò che è.

Kramar è infatti un personaggio che si conosce progressivamente. Non viene presentato al lettore già completamente formato, ma lo vediamo bambino, poi ragazzo e infine uomo, mentre impara un mestiere e costruisce la propria identità. È probabilmente questo uno degli elementi caratterizzanti del romanzo, che lo distingue dal semplice giallo storico.

A colpire è anche il modo in cui Mantoani restituisce il suo territorio. Il Friuli raccontato nel romanzo non è soltanto uno sfondo, ma una terra di frontiera concreta, fatta di luoghi, persone, vicende e soprattutto di odori, che contribuiscono a rendere molto vivida la ricostruzione.

Matteo Mantoani

Nato a Maniago, dopo aver conseguito una laurea in Fisica nucleare a Trieste e un dottorato di ricerca a Gottinga, si è trasferito a Treviso, dove lavora. Interessatissimo alla storia della sua terra, e da sempre avido lettore, Lo speziale di Steinbrueck è il suo primo romanzo.

È una zona poco raccontata e lo è anche il periodo storico scelto da Mantoani: proprio per questo la descrizione di quella realtà assume un rilievo particolare.

Il lettore si trova immerso in un mondo lontano, ma raccontato attraverso dettagli concreti che lo rendono al tempo stesso distante e riconoscibile.

Il mestiere dello speziale offre inoltre un punto di osservazione originale su quell’epoca e permette alla vicenda di allontanarsi dai percorsi più consueti del giallo storico. Conoscenze, superstizioni, gerarchie sociali e consuetudini appartengono a un mondo profondamente diverso dal nostro e contribuiscono a costruire l’atmosfera del romanzo.

Il ritmo non è quello di un thriller che punta continuamente sulla sorpresa. Matteo Mantoani preferisce procedere con gradualità, lasciando che siano l’ambientazione, il passato di Kramar e gli elementi dell’indagine a costruire progressivamente la curiosità.

È una scelta che richiede al lettore di seguire con attenzione lo sviluppo della vicenda, ma che rende interessante soprattutto la costruzione del protagonista e il progressivo intreccio tra le due epoche.

È proprio qui che emerge uno degli elementi distintivi di Lo speziale di Steinbrueck: nella volontà di non separare il mistero dalla storia personale di chi deve risolverlo. L’omicidio rappresenta il punto di partenza, ma il romanzo racconta anche come il passato possa continuare a dialogare con il presente e come la conoscenza delle proprie origini contribuisca a comprendere l’uomo che si è diventati.

Per essere un esordio, Lo speziale di Steinbrueck mostra una buona sicurezza nella costruzione della storia e soprattutto una scelta narrativa interessante, sia per il periodo storico sia per il territorio nel quale viene ambientata. La struttura che alterna passato e presente dà alla vicenda una dimensione più ampia del semplice mistero e permette a Matteo Mantoani di costruire lentamente la figura di Gotlob Kramar, facendone il vero centro della storia.

Nel complesso, il romanzo si distingue per l’ambientazione storica e territoriale, per la costruzione progressiva del protagonista e per una struttura narrativa che intreccia il mistero con la sua storia personale.

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