Il borgo delle streghe di Luisa Ferrero

Il borgo delle streghe Salotto Giallo

Recensione di Monica Truccolo

TRAMA

Un piccolo borgo avvolto dalla nebbia, un mare che restituisce un corpo, un’indagine che scava nel profondo dell’oscurità. Quando il cadavere di un anziano viene ripescato con un’ancora legata alle caviglie, il commissario Leo Farri e l’ispettore Denis Ghinazzi si trovano di fronte a un caso in apparenza irrisolvibile. L’uomo, ripescato al largo di Porto Maurizio, non ha nome, è pressoché irriconoscibile e nessuno ne ha denunciato la scomparsa. Alcuni dettagli, individuati dall’occhio attento di chi non si fa sfuggire nulla, li conducono sulla pista giusta.

Affiancati dalla brillante e intuitiva consulente informatica Mara Pozzi e dalla sorella Lisa, si addentrano in una terra ricca di fascino e di misteri, ma aspra, pregna di storia e di leggende, dove diffidenze, pregiudizi, noia e superstizioni fanno da padrone. Mentre la festa di Strigòra si avvicina e il confine tra mito e realtà si fa sempre più sottile, la squadra di Imperia deve scavare a fondo tra vecchi rancori, bugie e silenzi carichi di paura. In quel borgo avvolto dalla foschia qualcuno è disposto a uccidere pur di proteggere una verità sepolta nell’ombra.

«Lo sai che Ghina mi ha detto che Trioria è chiamato il borgo delle streghe?»

Ne Il borgo delle streghe, giallo dalle atmosfere misteriose, un cadavere riaffiora dal mare al largo di Porto Maurizio con un’ancora legata alle caviglie e senza alcun indizio sulla sua identità.

Il commissario Leo Farri e l’ispettore Denis Ghinazzi si trovano così a indagare su un caso che li conduce fino a Triora, celebre per la sua storia e per le antiche leggende legate ai processi alle streghe. Quello che sembra un delitto isolato si intreccia presto con vicende del passato e con una comunità dove non tutto è disposto a venire alla luce.

«Il corpo è in condizioni pessime.» Parlava con quel tono piatto che usava per descrivere la morte.

Accanto ai due investigatori si muovono Mara Pozzi, consulente informatica, e sua sorella Lisa, appena laureata e arrivata a Triora per uno stage nella biblioteca del paese.

La giovane si ritrova immersa nella vita del borgo, tra i preparativi della festa di Strigòra, la rappresentazione del Macbeth di Shakespeare e gli incontri con gli abitanti del luogo, tra cui Angela, proprietaria del ristorante La Gatta Nera, e sua figlia Clara.

Prossima tappa: La Gatta Nera, il ristorante di Angela. Trovarono la donna indaffarata tra i tavoli.

La trama si sviluppa attraverso un intreccio in cui l’indagine si lega alla storia di Triora e alle vicende personali dei suoi abitanti.

Il borgo, con il suo passato segnato dalle leggende sulla stregoneria, contribuisce a creare un’atmosfera particolare, ma il mistero affonda soprattutto nelle dinamiche umane e nei rapporti tra le persone. Le antiche credenze diventano così parte della narrazione, accompagnando una vicenda in cui le conseguenze delle azioni compiute nel tempo continuano a riflettersi sui personaggi.

Il casolare di Gino, incastonato nell’ultimo anfratto abitato prima che il bosco si impossessasse di tutto, sembrava un relitto dimenticato dal tempo.

Luisa Ferrero

Luisa Ferrero è nata e vive a Torino. Dopo una laurea in Materie Letterarie, ha ricoperto per tre anni il ruolo di assistente ricercatore presso l’Università degli Studi di Torino. Ha poi lavorato nella scuola, come insegnante, per “quasi una vita”. Le sue passioni sono l’arte in tutte le sue forme, il mare, la lettura e, ovviamente, la scrittura. Dal 2016 è non vedente, ma non si è fermata. Da allora, infatti, ha messo alla prova sé stessa in nuove sfide: recensisce libri (di genere crime) per blog/magazine, è membro del Comitato Scientifico della Tactile Vision e ha frequentato numerosi corsi di scrittura creativa.

Ha pubblicato i seguenti racconti: Un, due, tre… stella! inserito nell’antologia crime Dieci piccoli colpi di lama (Morellini, 2022); Click e Nuoce gravemente alla salute inseriti nell’antologia Il Noir e gli altri (Giardino Filosofico, 2023). Cicatrici, il suo primo romanzo giallo/noir pubblicato da 0111 Edizioni (marzo 2023), è risultato vincitore della quinta edizione del concorso “1 giallo x 1000”.

La scrittura di Luisa Ferrero accompagna lo sviluppo della storia con un ritmo equilibrato, alternando i momenti dedicati all’indagine alle descrizioni dei luoghi e all’approfondimento dei personaggi.

La narrazione è arricchita da brevi capitoli in corsivo che si inseriscono tra gli eventi principali, creando un ulteriore livello di lettura. Questi passaggi, volutamente enigmatici, contribuiscono ad accrescere la suspense e invitano a interrogarsi sulla loro reale collocazione all’interno della vicenda, trovando pieno significato con il procedere dell’indagine.

Fu solo molto tardi, quando la stanchezza ebbe il sopravvento, che i suoi occhi si chiusero. Ma anche nel sonno, le ombre continuarono a perseguitarla.

La vicenda non si limita alla risoluzione del caso, ma porta alla luce anche le conseguenze di scelte passate e rapporti segnati da tensioni irrisolte.

Attraverso le diverse storie che emergono nel corso dell’indagine, il romanzo mostra come il confine tra vittime e responsabili possa essere più complesso di quanto appaia inizialmente.

Stefano si allontanò a passo svelto, il respiro pesante. Doveva pensare. No, doveva agire.

Oltre all’aspetto investigativo, il romanzo utilizza il richiamo alla stregoneria per esplorare il rapporto tra paura e realtà. Le antiche leggende del borgo diventano il punto di partenza per una riflessione sulla natura umana, sulle fragilità individuali e su quei comportamenti che possono generare dolore anche nella quotidianità.

Un respiro affannoso ruppe l’apparente quiete, seguito da un grido straziante. Un grido che si perdeva nel nulla.

Nel corso della vicenda la tensione cresce attraverso rivelazioni inattese e nuovi elementi che modificano progressivamente la percezione degli eventi. L’indagine si intreccia così con il tema delle scelte personali e delle loro conseguenze, mostrando anche le fragilità dei più giovani, spesso alla ricerca di un’identità e di un senso di appartenenza.

Il borgo delle streghe evidenzia come il bisogno di sentirsi accettati e il desiderio di vivere esperienze intense possano trasformarsi in scelte rischiose, capaci di lasciare segni profondi.

Non con quelle parole ancora fresche nelle orecchie, e quei volti giovani, sprezzanti, spenti che continuavano a riaffiorare nella loro mente.

Ogni indagine del commissario Farri e dell’ispettore Ghinazzi si conclude all’interno del singolo romanzo, mentre il percorso dei due protagonisti prosegue lungo la serie, attraverso nuovi sviluppi nelle loro vite personali.

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