Recensione di Emanuela Ferrara
TRAMA
La detective Hildur Rúnarsdóttir e il suo giovane collega Jakob sono tormentati dai propri demoni: lei dal misterioso rapimento delle sorelle minori avvenuto venticinque anni prima sulla gelida costa occidentale dell’Islanda, lui da una dolorosa battaglia legale che gli impedisce di vedere suo figlio.
Quando un politico locale viene trovato morto, ucciso da un colpo di pistola su una pista da sci, i due devono mettere da parte i problemi personali per indagare sull’omicidio. Inizialmente considerato un delitto passionale, il caso si rivela ben più oscuro e segreti inquietanti emergono in superficie. Hildur e Jakob scopriranno presto che nemmeno i morti restano sepolti per sempre.
Dopo il successo di Morte nei Fiordi, l’autrice finlandese torna con Cadavere nei ghiacci, un romanzo che scava nei segreti più oscuri dei Fiordi occidentali.
L’opera si inserisce in un franchise letterario diventato un vero e proprio fenomeno internazionale. I libri di Satu Rämö hanno venduto oltre un milione e mezzo di copie nel mondo, tanto da essere appena stati adattati in una colossale serie TV co-prodotta tra Finlandia e Islanda, trasmessa nei primi mesi del 2026.
La storia di Cadavere nei ghiacci si sviluppa su un doppio binario temporale che cattura sin dalle prime pagine.
Da un lato veniamo catapultati nel passato, precisamente nel novembre del 1994, assistendo all’inquietante pianificazione del rapimento di due bambine. Dall’altro ci troviamo nel presente, nel febbraio del 2020, dove incontriamo nuovamente la detective Hildur Rúnarsdóttir.
Mentre Hildur si trova temporaneamente a Reykjavík per sostituire un collega all’unità bambini scomparsi (cercando di annegare i propri traumi personali nelle acque gelide del mare), un efferato omicidio scuote la piccola e isolata comunità di Ísafjörður.
Hermann Hermannsson, un influente e corrotto politico locale, viene ucciso da un colpo di fucile di precisione mentre si allena sulla pista da sci di fondo. Sarà proprio Hildur, affiancata dal fidato collega finlandese Jakob, a dover districare una matassa di segreti, speculazioni edilizie e vecchi rancori mai assorbiti.

Satu Rämö
Si è trasferita in Islanda vent’anni fa per frequentare Economia, ma ha finito per studiare e innamorarsi della cultura, della letteratura e della mitologia islandese. È una blogger, scrittrice e coach di successo e vive con il marito e i due figli nella piccola città di Ísafjörður, nel nord-ovest dell’Islanda.
Dopo numerosi libri di saggistica, ha esordito nella narrativa con la serie thriller Hildur, di cui la Newton Compton ha pubblicato Morte nei fiordi e Cadavere nei ghiacci, che in poco tempo ha scalato le classifiche, è stata venduta in 29 Paesi ed è diventata una serie TV.
Il fiore all’occhiello di Cadavere nei ghiacci di Satu Rämö è senza dubbio la sua straordinaria ambientazione.
L’Islanda non è un semplice sfondo geografico, ma un personaggio pulsante: le tempeste di neve, il buio perenne dell’inverno artico e l’isolamento claustrofobico dei fiordi amplificano il senso di pericolo in modo magistrale. Le descrizioni della Rämö restituiscono una natura tanto magnifica quanto spietata, capace di inghiottire ogni cosa.
La neve cominciò a cadere. Presto uno strato bianco ricoprì anche il corpo insanguinato di Hermann Hermannsson, il politico locale più influente dei Fiordi occidentali.
A questo si aggiunge un’eccellente caratterizzazione psicologica dei protagonisti. Nel corso di Cadavere nei ghiacci, l’autrice scava a fondo nelle vulnerabilità dei suoi personaggi: dal tormento mai superato di Hildur per la scomparsa delle sue sorelline, fino alla toccante sottotrama di Jakob, impegnato in una dolorosa battaglia legale per la custodia del figlio.
Anche le figure secondarie, come la tormentata Dísa nel suo percorso di riabilitazione, arricchiscono il romanzo di un realismo sociale ed emotivo ben costruito.
La sua vita non era stata facile, aveva toccato il fondo e il viaggio fino a lì non era stato clamoroso. Era riuscita in qualche modo a riprendere il controllo dopo molti inciampi.
Nonostante il ritmo sia incalzante e la trama multifocale mantenga alta la tensione, ci sono alcuni aspetti importanti da sottolineare per chi si appresta a leggere il libro di Satu Rämö.
Cadavere nei ghiacci è fortemente legato a una macro-trama orizzontale.
L’autrice inserisce continui e dettagliati riferimenti agli eventi del volume precedente. Per questo motivo, pur essendo un thriller godibile, Cadavere nei ghiacci non può essere considerato del tutto autoconclusivo.
Per apprezzare appieno il peso emotivo delle vicende sarebbe meglio recuperare il primo capitolo della saga, in modo da arrivare preparati sia alla lettura che alla visione della serie TV attesissima anche dal pubblico italiano.
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