Recensione di Monica Truccolo
TRAMA
L’estate è lontana, e a Carloforte, nel sud della Sardegna, sono rimasti quasi esclusivamente i residenti, il pomeriggio in cui approda un peschereccio con a bordo alcuni migranti soccorsi in mezzo al mare. Proprio per questo, quando la mattina successiva su una spiaggia vicina viene ritrovato il cadavere della diciannovenne Brigitta, in tanti insorgono, certi che il colpevole sia uno dei profughi, fuggito durante la notte dal centro di accoglienza.
L’indagine finisce sul tavolo di Alvise Terranova, che sta attraversando un personale mare in tempesta, diviso tra i ricordi del passato e le paure del futuro. Quando si parla di omicidi, Alvise è allergico alle soluzioni facili, e ancora di più a quelle che danno voce agli istinti più bassi dell’essere umano. Come sempre all’inizio di un’indagine, si concentra prima di tutto sulla vittima, quasi che solo lei possa dirgli dietro quale volto si cela il proprio assassino.
Presto, capisce che Brigitta nascondeva segreti davvero insospettabili, e che forse questa volta la verità si annida negli angoli più neri del cuore delle persone – anche quelli che disegnano nel Mediterraneo rotte che non esistono sulle carte… Antonio Boggio, nuova voce della narrativa crime sarda, torna in libreria insieme al suo commissario Terranova, anima inquieta e allo stesso tempo empatica e umanissima, che indaga nella splendida cornice dell’isola di San Pietro.
La ragazza era stesa a pancia in su, adagiata su una duna di sabbia tra i gigli e gli eringi marini. Le braccia erano distese lungo il corpo, fredde e rigide, come pezzi di legno scoloriti dal sole e dalla salsedine.
Nero mediterraneo di Antonio Boggio è un giallo poliziesco con venature noir.
Il romanzo si apre con il ritrovamento del corpo senza vita di Brigitta, una giovane donna, bella, disinibita e brillante negli studi. Il commissario Alvise Terranova e la sua squadra, su incarico della PM Spanu, avviano le indagini per fare luce sul delitto.
Parallelamente all’inchiesta, la narrazione affronta il tema del traffico illecito di migranti, inserendo nella trama questioni sociali di grande attualità e offrendo uno sguardo sulle problematiche del mondo contemporaneo.
«No» lo corresse il barista, passandogli il pacchetto morbido. «Subito dopo quel peschereccio con il nome strano, Andromeda incatenata, ne è arrivata un’altra. Non ha sentito nulla?»
L’inchiesta condotta dal commissario Terranova va oltre la semplice ricerca della verità, trasformandosi in un percorso di profonda esplorazione interiore.
Nel corso delle indagini emergono segreti nascosti, debolezze personali e complesse contraddizioni che caratterizzano l’animo umano.
Boggio costruisce un affresco credibile e coinvolgente della realtà contemporanea, invitando il lettore a mettere in discussione le proprie convinzioni e a osservare ciò che si cela dietro le apparenze.
Pur conservando la tensione e il dinamismo propri del romanzo giallo, l’opera affronta con sensibilità temi attuali come la discriminazione, i fenomeni migratori e il concetto di giustizia, evitando giudizi superficiali e soluzioni semplicistiche.
«Come mai Brigitta, che era la migliore amica di Iris, non ha chiesto a lei di accompagnarla a Genova?»
Nero mediterraneo è un giallo intenso e appassionante, capace di mantenere alta la tensione senza rinunciare alla profondità della narrazione.

Antonio Boggio
Antonio Boggio è nato nel 1982, ed è cresciuto a Carloforte, nell’isola di San Pietro, a sudovest della Sardegna. Attualmente vive e lavora a Cagliari.
Omicidio a Carloforte e Delitto alla Baia d’Argento, i primi due romanzi con protagonista Alvise Terranova, sono stati pubblicati da Piemme nel 2022 e nel 2023.
Antonio Boggio intreccia con abilità suspense e riflessione, costruendo una vicenda coinvolgente che tiene il lettore costantemente immerso nella storia.
L’ironia affiora nei momenti più opportuni, alleggerendo il racconto e contribuendo a rendere i personaggi ancora più credibili e umani. La prosa, limpida e avvolgente, accompagna la lettura con un ritmo sempre efficace e una notevole forza evocativa. Personaggi e ambientazioni emergono con grande intensità, risultando vivi, autentici e ricchi di sfumature, e conferendo al romanzo un realismo che ne amplifica l’impatto emotivo.
Tutto a un tratto si trovarono così vicini che potevano percepire il profumo l’uno dell’altra.
A prima vista le due vicende sembrano procedere su binari differenti, ma nel corso della narrazione emergono connessioni sempre più significative. Brigitta incarna una figura femminile libera e consapevole del proprio fascino, una qualità che suscita interesse ma anche reazioni ossessive.
La tragedia che la coinvolge nasce non dalle sue scelte, bensì dall’incapacità altrui di accettarne l’indipendenza. Sullo sfondo si intrecciano questioni legate ai traffici illegali di migranti, tema che appare inizialmente marginale rispetto all’omicidio, ma che finisce per rivelarsi il vero asse portante dell’intera vicenda investigativa.
Lui è una persona intelligente e stimolante… almeno, questo è quello che pensavo finché non mi ha detto di essersi innamorato.
Con Nero mediterraneo, Antonio Boggio firma quindi un romanzo in cui l’indagine poliziesca diventa anche occasione per riflettere sulle fragilità, sulle paure e sulle contraddizioni della società contemporanea.
Un giallo che, attraverso una trama solida e personaggi ben delineati, unisce intrattenimento e profondità, lasciando al lettore non solo il desiderio di scoprire la verità, ma anche nuovi spunti di riflessione.
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