Un uomo nella notte di Dario Galimberti

Un uomo nella notte Salotto Giallo

Recensione di Claudia Pieri

TRAMA

Lugano, fine 1943, Seconda Guerra Mondiale. Ogni notte lo stesso rituale: un uomo scende dalla stazione, percorre via Cattedrale e svanisce nell’oscurità di un cortiletto. Marie, prostituta dal cuore ferito che rientra tardi dalla bettola del Pà Cech, lo osserva. La curiosità diventa ossessione. I loro sguardi s’incrociano e, per la prima volta, la ragazza sogna una fiaba d’amore come quella della sua amica Sterlina, compagna del delegato di polizia Ezechiele Beretta.

Ma i sogni, in tempo di guerra, possono essere pericolosi: subito dopo aver confidato di voler avvicinare l’uomo nella notte a Sterlina, Marie sparisce nel nulla.Al Parco Ciani, nei pressi della statua La Desolazione del Vela, un uomo viene trovato ammazzato e mezzo spogliato. È solo un ladro di galline, vecchia conoscenza delle forze dell’ordine: un piccolo delinquente apparentemente innocuo. Com’è possibile che sia finito in una situazione del genere?

Due enigmi in pochi giorni costringono il delegato Beretta e l’appuntato Bernasconi a fiutare ogni traccia come segugi. Ma, mentre oltreconfine le bombe flagellano l’Europa, nella neutrale Svizzera oscure agenzie governative ordiscono trame letali. Ogni indizio porta i due inquirenti in un labirinto di menzogne e segreti di stato. Tutto s’intreccia. Tutto si spezza.

Riuscirà Ezechiele Beretta a rimettere insieme gli ingranaggi di questo meccanismo intricato prima che il tempo si esaurisca e porti a conseguenze molto più tragiche di quanto abbia mai immaginato?

In un mondo ormai allo sfascio, davanti alle atrocità della guerra, con morti ovunque e assassini ovunque…

È questo il contesto in cui si muovono Ezechiele Beretta e Tranquillo Bernasconi, impegnati a difendere ancora una volta

la giustizia e i principi che la reggono

nonostante un mondo che sembra aver smarrito ogni punto di riferimento morale

nell’Italia in guerra le priorità delle forze dell’ordine erano altre.

In

una Lugano palpitante in attesa del Natale

Un uomo nella notte di Dario Galimberti porta il lettore nella Svizzera degli anni della Seconda guerra mondiale, costruendo un giallo storico in cui l’indagine si intreccia con il peso degli eventi storici

L’atmosfera del Natale permeava ogni cosa. Nonostante il mondo stesse andando a rotoli, nelle  vetrine, sui portoni, dentro le case, vi era la necessità di figurare e sognare qualcosa di bello; la pace lo era, così come lo erano il Natale e i suoi simboli.

Pur essendo il sesto capitolo della serie dedicata a Ezechiele Beretta, la vicenda risulta pienamente fruibile anche da chi si avvicina per la prima volta al personaggio, grazie a una trama autoconclusiva che non richiede la conoscenza dei romanzi precedenti.

La scrittura di Galimberti si distingue per un’eleganza dal sapore volutamente retrò, perfettamente coerente con l’epoca rappresentata

Commoventi ricordi sobillarono il suo essere

Anche il ritmo della storia segue questa impostazione: lento e misurato, subordinato ai tempi dell’indagine e lontano dalle accelerazioni tipiche del thriller contemporaneo.

Una scelta coerente con il contesto e con l’impianto narrativo del romanzo, che privilegia l’osservazione e la riflessione rispetto alla tensione continua.

L’ambientazione assume un ruolo centrale nella costruzione dell’atmosfera. Le numerose scene notturne e la costante presenza dell’oscurità contribuiscono a creare una sensazione di inquietudine sommessa che accompagna il lettore per tutta la narrazione. È come se l’intera vicenda si svolgesse sotto una luce attenuata, riflesso diretto del periodo storico in cui è immersa

Alla luce degli sporadici lampioni osservava i ciottoli levigati e gli scalini arrotondati…

Al centro della storia emergono soprattutto i personaggi. Ezechiele Beretta, Sterlina e Tranquillo ricevono una caratterizzazione accurata che privilegia la dimensione umana rispetto a quella strettamente investigativa. In particolare, Beretta e Tranquillo appaiono segnati dal peso della guerra e dalla crescente consapevolezza dei limiti del proprio ruolo

I due uomini si guardarono come se uno cercasse nell’altro le risposte alle tante perplessità… nonostante fossero abituati a confrontarsi con situazioni spiacevoli, ogni volta perdevano qualcosa, come se la cattiveria dei loro simili rubasse loro un pezzettino di esistenza

Sebbene la Svizzera mantenga formalmente la propria neutralità, il conflitto mondiale si riflette inevitabilmente anche oltre confine

Le notizie del consolidamento della presenza tedesca nell’Italia settentrionale avevano generato vulnerabilità

Le forze dell’ordine si trovano a operare in un contesto difficile, dove far rispettare la legge e cercare la verità appare sempre più complicato. Da qui nasce quel senso di fatalismo, inadeguatezza e disillusione che attraversa soprattutto il personaggio di Beretta

Riemersero tutte le sue fragilità, i dubbi sulla sua adeguatezza a svolgere quel lavoro e la necessità, forse immediata, di lasciare il posto a qualcun altro

La guerra finisce così per governare ogni cosa: le scelte individuali, le priorità collettive e perfino il modo in cui viene amministrata la giustizia.

L’indagine diventa quindi anche uno strumento per raccontare un’epoca segnata dall’incertezza e dalla perdita di riferimenti morali.

L’atmosfera di Un uomo nella notte è dominata da una malinconia costante, che avvolge personaggi e vicende dall’inizio alla fine

…tra quelle pagine e in quei mesi aveva vissuto innumerevoli vite rimettendo in discussione la sua

Dario Galimberti

Dario Galimberti è architetto e vive a Lugano in Svizzera. Già responsabile del corso di laurea in Architettura della Scuola Universitaria Professionale della Svizzera Italiana e professore in progettazione architettonica.

Ha vinto nel 2019 il Premio letterario “Fai viaggiare la tua storia” e nel 2020 il “Premio laghi”.

Il suo sito web è https://galimberti.vitruvio.ch

Più che sulla suspense o sui colpi di scena, Galimberti sembra puntare sulla ricostruzione di un clima umano e storico complesso, una scelta che privilegia la riflessione all’azione e che potrebbe risultare meno coinvolgente per chi cerca un’indagine dal ritmo più incalzante.

Tutti volevano la fine della guerra, generata come tutte le guerre dai pochi per la tragedia dei molti

Ciononostante, l’intreccio propriamente giallo è costruito con solidità e l’autore ne governa lo sviluppo con sicurezza, mantenendo coerenza narrativa fino all’epilogo. La soluzione del caso si inserisce perfettamente nella riflessione più ampia che attraversa il romanzo sul rapporto tra giustizia e guerra e sull’influenza che quest’ultima esercita sulle possibilità stesse di perseguire la verità. Ne scaturisce un finale dal sapore amaro, capace di lasciare un senso di inquietudine non solo nei protagonisti, ma anche nel lettore

per la morte i drammi umani sono irrilevanti, non condizionano il suo agire

Salottometro:

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Un uomo nella notte Salotto Giallo

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