Recensione di Barbara Terenghi Zoia

Rubrica a cura di Barbara Terenghi Zoia
TRAMA
Baltimora. Una giornata come tutte le altre: la solita routine, un caffè, una commissione. Ma Jack Reacher non sa ancora che nei suoi programmi sta per aggiungersi una nuova tappa: imprevista, misteriosa e decisamente pericolosa. Prima tappa: un tavolo d’angolo con vista sull’ingresso e un paio di caffè neri. Tutto tranquillo, salvo un piccolo contrattempo con due clienti un po’ troppo curiosi per i suoi gusti.
Quando esce, un giovane lo urta. D’istinto, Reacher si tocca la tasca: nulla sembra mancare. Seconda tappa: un negozio d’abbigliamento. Un cappotto nuovo. Niente di troppo elegante, solo qualcosa di comodo, capace di contenere un uomo della sua stazza. Ma nel momento in cui Jack infila la mano in tasca per pagare, trova qualcosa che prima non c’era: un biglietto scritto a mano con grafia frettolosa, e parole dal significato inequivocabile.
Qualcuno ha bisogno di aiuto. Terza tappa: ancora ignota. Perché è ovunque lo conduca quella pista. Colpito dall’abilità del ragazzo e incuriosito dal contenuto del messaggio, Reacher decide di seguirne le tracce. E, come sempre, quando si mette sulle tracce della verità, nessuno può fermarlo.
Exit Strategy è l’ultimo capitolo pubblicato della serie Jack Reacher firmata da Lee e Andrew Child ed è, senza ombra di dubbio, quello che i fan di lunga data stavano aspettando.
Il romanzo uscirà in Italia il prossimo 30 giugno.
Con improvvise esplosioni d’azione, una tensione costante e un protagonista che agisce seguendo quella logica fredda che lo ha reso uno degli eroi più riconoscibili della narrativa thriller, torna finalmente il personaggio amato da milioni di lettori da oltre vent’anni.
Fin dalle prime pagine, Reacher si ritrova nel suo elemento naturale: un uomo che finisce nel posto sbagliato al momento giusto e che riesce a trasformare ogni problema in un caso da risolvere secondo la sua personalissima idea di giustizia, quella che ha tenuto incollati i lettori di mezzo mondo per tutti questi anni.
In Exit Strategy la storia prende una direzione decisamente più thriller e ciò che inizialmente sembra una serie di coincidenze si trasforma presto in una rete complessa e articolata di corruzione e traffici illegali internazionali.
Il modo in cui Reacher osserva il mondo, analizza le situazioni e anticipa le mosse degli altri è, in fondo, uno degli aspetti più apprezzati del suo carattere e, anche in questo romanzo, non si perde in riflessioni inutili: agisce, restando sempre coerente con sé stesso.

Lee Child
Lee Child, pseudonimo di James R. Grant, è uno scrittore britannico di thriller.Dopo aver lavorato per vent’anni come autore di programmi televisivi, nel 1997 ha deciso di dedicarsi alla narrativa. Il suo primo romanzo, Zona pericolosa, vince l’Anthony Award per la miglior opera prima; il suo secondo romanzo, Destinazione Inferno, vince il W.H. Smith Thumping Good Read Award.
Nel 1998 si trasferisce negli Stati Uniti. Vive tuttora a New York City.I suoi romanzi hanno tutti come protagonista il personaggio di Jack Reacher, un ex ufficiale della polizia militare statunitense che, dopo aver lasciato l’esercito, decide di iniziare una vita di vagabondaggi attraverso gli Stati Uniti, libero dai vincoli e dai condizionamenti del “sistema”.
Lee Child e Andrew Child hanno evidentemente trovato il loro equilibrio narrativo, perché Exit Strategy scorre con grande fluidità, evita descrizioni eccessivamente prolisse e mantiene il ritmo sostenuto tipico del thriller d’oltreoceano.

Andrew Child
Andrew Child, fratello minore di Lee Child, è autore di nove thriller firmati come Andrew Grant.Nato a Birmingham, vive in Wyoming con la moglie, la scrittrice Tasha Alexander.
I capitoli brevi e i finali accattivanti spingono continuamente il lettore a voltare pagina.
Le figure secondarie, in gran parte femminili, sono descritte come intelligenti, determinate e coraggiose. Non restano semplici comparse, ma partecipano attivamente agli eventi, affrontando qualsiasi ostacolo pur di ottenere giustizia.
Exit Strategy conferma la vitalità e la capacità di intrattenere di un eroe senza tempo come Jack Reacher, che trova anche il modo, nel finale, di mostrare il proprio lato più umano e le conseguenze che ogni scelta porta con sé.
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