Recensione di Fabio Bochicchio

Rubrica a cura di Claudia Pieri e Samuela Moro
TRAMA
Che quella porta nascondesse qualcosa, era chiaro già da molto tempo. Già dall’inizio. Ma che addirittura si nascondessero cose strane e pericolose, beh, questo no, non lo avresti mai detto. È da pochi mesi che sei arrivato al prestigioso Liceo Ariosto e la tua indole alla “ficcanaseria” (come la chiama tuo papà!) ti ha già fatto scovare diverse cose strambe. Una: il bidello, Yuri. Tizio che definirlo losco è un eufemismo.
Due: una stanza del Liceo sempre chiusa a chiave. Un vecchio bagno, si dice. Nella zona ovest dell’edificio. Tre: la leggenda che circola nella scuola. Pare che circa un secolo fa uno studente sia stato assassinato e murato tra le pareti di quel vecchio bagno sempre chiuso a chiave. Quattro: l’unica persona che possiede le chiavi di quel vecchio bagno è il famigerato Yuri.
Che per nessuna ragione al mondo ti farà mai dare un’occhiata, nemmeno se gli presti tutti i tuoi fumetti. Quindi dovrai arrangiarti. Con il supporto del tuo compagno di classe Massi, vi inoltrerete in un mistero agghiacciante, che probabilmente ha che fare con le “parti molli della realtà”, quelle che si possono bucare facilmente generando falle. Con l’inevitabile travaso del mondo dei morti e dell’irrazionale nel tuo mondo…

Una breve premessa:
la recensione che segue è stata scritta da un ragazzo di quattordici anni, appartenente alla stessa fascia d’età a cui il libro si rivolge.
Il linguaggio e le osservazioni riflettono quindi uno sguardo giovane e diretto, capace di cogliere l’opera dalla prospettiva dei suoi lettori ideali. Abbiamo scelto di pubblicarla proprio per dare spazio a una voce diversa dal solito e offrire un punto di vista autentico su questa lettura.

WC Horror, un libro-game di Andrea Biscaro.
In questo libro tu sei Jaco, un ragazzo che si è appena iscritto al Liceo Classico della città, un istituto molto prestigioso che ha ospitato alunni poi diventati politici e scrittori.
Sin dal primo giorno conosci Massimiliano che, con il passare del tempo, diventerà il tuo migliore amico.
Tu sei un ragazzo con molta curiosità; nel caso di questo libro, però, in certe situazioni la curiosità sarebbe da mettere direttamente dentro un cassetto, chiuso a chiave e poi buttato giù nel pozzo di San Patrizio, dove la leggenda narra che non ci sia il fondo.
Ora, scherzi a parte — o forse no — torniamo al libro. Si narra che nel tuo liceo ci sia un vecchio bagno completamente murato e chiuso a chiave.
Questa chiave la possiede un solo individuo: Yuri, il bidello della scuola. Yuri è il primo personaggio che incontri e ti incute quasi paura; con il passar del tempo cerchi di farti dare le chiavi di questo misterioso bagno, senza però riuscire mai nel tuo intento. Allora, un giorno, durante la ricreazione, fai vedere al tuo amico Massimiliano cosa hai comprato su Amazon: un grimaldello. Riesci a convincerlo ad andare a scassinare la serratura del bagno e, una volta riusciti nella missione, all’interno troverai…

Andrea Biscaro
Andrea Biscaro, classe ’79, scrittore, cantautore, poeta e ghostwriter. Nato a Ferrara, vive all’Isola del Giglio da 15 anni. È autore di romanzi, racconti , favole, canzoni, concerti. I suoi libri hanno avuto prefazioni autorevoli: Alda Merini, Erri De Luca, Eraldo Baldini, Roberto Piumini…
Lo saprai solo se leggerai il libro! E, come direbbe il mio carissimo amico Biscaro:
La tua avventura finisce qui
e devi ricominciare da capo.
Onestamente questo libro mi è piaciuto molto per la trama.
Le descrizioni delle creature terrificanti sono scritte così bene da farmi addirittura rabbrividire. Una sola cosa vorrei dire allo scrittore del libro:
“Ma perché le strade che scelgo, nonostante io riesca a risolvere l’enigma, sono sempre quelle sbagliate? Fare un libro-game meno complicato non era possibile?”
Il libro mi ha anche fatto arrabbiare in certe situazioni: magari sei appena riuscito a scappare o a sconfiggere qualcuno, poi però inciampi sul pavimento bagnato e leggi “La tua avventura finisce qui”.
Ecco, in quel momento non riesco a trattenermi, mi parte l’accento potentino e, riferendomi al protagonista, dico: “Ma allò sì prop’ ciuot!”.
Nonostante i miei scatti d’ira quando non trovavo la strada giusta, questo libro mi è piaciuto veramente tanto.
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