L’altra mamma di Josh Malerman

L'altra mamma Salotto Giallo

Articolo a cura di Emanuela Ferrara e Sharon Lattanzi

TRAMA

Per Bela, otto anni, la mamma, il papà e la nonna Ruth sono tutto il suo mondo. Ma la sera, prima di andare a letto, c’è qualcun altro che le tiene compagnia. Lei la chiama l’altra mamma, esce dal suo armadio dopo la buonanotte, è una specie di amica che le parla e a volte fluttua sopra di lei. Ultimamente, però, non smette di farle la stessa domanda: «Posso entrare nel tuo cuore?».

E continua a chiederglielo diventando sempre più insistente, tanto che Bela capisce che se non dirà di sì, sarà la sua famiglia a farne le spese. L’altra mamma sta diventando irrequieta, più forte, più audace. In casa cominciano a succedere strani incidenti, e poi anche fuori, ai giardinetti. Bela si sente sempre più in pericolo e crede di poter contare sull’aiuto dei suoi genitori, ma quando scopre che anche loro hanno dei segreti, tutte le sue certezze vacillano. «Posso entrare nel tuo cuore?»
L’ altra mamma esige una risposta.

La casa editrice Giunti ha recentemente pubblicato un libro tanto atteso quanto dibattuto: L’altra mamma di Josh Malerman, autore già celebre in tutto il mondo per il bestseller Bird Box. Quando un romanzo si porta dietro un carico di aspettative così alto, il rischio di spaccare il pubblico è inevitabile. Se poi ci si mette di mezzo la sperimentazione stilistica dell’autore, il piatto è servito.

L’altra mamma si apre con una nota in cui l’autore avverte il lettore: fate conto che questo libro sia stato scritto da Bela, una bambina di otto anni.

È da questo presupposto che bisogna partire. Quanto è difficile per un adulto adottare la voce di un bambino mantenendo alta la cifra stilistica?

Questo arduo esperimento ha diviso i lettori in due fazioni nette: da un lato la commozione e la piena approvazione, dall’altro la bocciatura per mancanza di approfondimento. Il dibattito ha acceso anche la nostra redazione, dove Emanuela e Sharon si sono confrontate senza trovare un punto d’incontro. Quella che segue è la sintesi del loro scontro: l’approvazione più entusiasta contro la bocciatura più feroce.

Il Sì di Emanuela: Quando il Terrore si fa Poesia

Quando a raccontare il terrore è lo sguardo di una bambina, la narrazione non può che farsi subito poesia.

L’altra mamma, presentato come un horror “sperimentale”, finisce per rivelarsi un romanzo straordinariamente reale.

Cosa rappresenta il mostro se non la proiezione delle nostre
paure più profonde? E quali possono essere i timori di una bambina di otto anni?

Malerman lascia che sia Bela a guidare l’intera storia, adottando uno stile asciutto, dialoghi essenziali e privi di fronzoli, ma densi di significato. Il romanzo usa il linguaggio dei più piccoli per parlare direttamente al cuore degli adulti.

Il male, in queste pagine, segue una traiettoria precisa:

Lontananza: all’inizio rimane relegato nell’oscurità e nei meandri di un armadio.

Vicinanza: pian piano l’entità esce, si manifesta e segue la protagonista.

Assimilazione: i pensieri intrusivi prima ammiccano e divertono, poi divorano (“Mi fai entrare nel tuo cuore?”).

La colpa di questa deriva non risiede nella fervida immaginazione dei bambini, quanto nell’incapacità degli adulti di gestire e proteggere. L’altra mamma è, in definitiva, la metafora della paura di crescere, di conoscere e di affrontare il mondo. Un romanzo di formazione camuffato da horror puro, che richiede tempo per essere metabolizzato ma che si rivela un’opera eccellente.

Il No di Sharon: Un Flusso di Coscienza Ingiustificabile

Dietro la facciata di un horror inquietante, L’altra mamma nasconde in realtà molti difetti, a partire dallo stile di scrittura.

La nota iniziale dell’autore non basta a giustificare un flusso di coscienza così azzardato: i dialoghi sono scarni e ripetitivi, incapaci di dare valore aggiunto alla storia e colpevoli di spezzare la tensione.

La scelta di affidare la voce a una bambina di otto anni non scusa la mancanza di profondità che si percepisce sin dalle prime pagine.

Al contrario, l’espressione linguistica di Bela appare incoerente: da una parte si esprime come se avesse cinque anni; dall’altra, è capace di ricordare nel dettaglio un intero e complesso discorso del padre.

Il lettore si ritrova così davanti a pagine di dialoghi confusi e privi di senso logico, dove persino gli adulti faticano a esprimersi.

Anche l’elemento horror purtroppo fallisce. “L’altra mamma”, descritta come un mostro peloso, finisce per essere un personaggio quasi secondario che appare e scompare, senza riuscire a creare un’atmosfera oscura e misteriosa.

Manca la suspense, manca il brivido. Lo stesso vale per i genitori di Bela: piatti, superficiali e a tratti fastidiosi, affrontano le situazioni come adolescenti anziché come adulti.

Senza colpi di scena o momenti mozzafiato, il libro risulta purtroppo lento e noioso, rimanendo costantemente in superficie.

Josh Malerman

Josh Malerman è un autore bestseller del New York Times e uno dei due cantautori della rock band “The High Strung”, la cui canzone “The Luck You Got” è la sigla della serie Showtime “Shameless”. Il suo libro “Bird Box” è stato adattato in un film Netflix con lo stesso titolo, interpretato da Sandra Bullock e John Malkovich. Ha ricevuto 10 nomination ai Bram Stoker Awards e ha scritto 40 libri, molti dei quali (14) prima della pubblicazione di Bird Box, il suo romanzo d’esordio.

“Incidents Around the House” è il suo tredicesimo libro pubblicato. Vive in Michigan con la sua fidanzata, l’artista/musicista Allison Laakko, e i loro numerosi e adorabili animali domestici.

In conclusione, L’altra mamma di Josh Malerman si attesta come un libro ibri polarizzante. Non esistono vie di mezzo: o si accetta il compromesso stilistico dell’autore, lasciandosi cullare da un horror psicologico e metaforico sulla crescita, o si rimane respinti da una forma narrativa che rischia di apparire lenta, noiosa e priva della giusta dose di brividi.

Se cercate un horror classico fatto di jumpscare e mostri tradizionali, potreste rimanere delusi; se invece siete disposti a sperimentare un viaggio introspettivo e disturbante dentro la mente di una bambina, allora questo romanzo merita una possibilità sul vostro comodino.

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