La costellazione del pesce di Valentina Fornelli

La costellazione del pesce Salotto Giallo

Recensione di Monica Truccolo

TRAMA

Un italiano scomparso ad Algeri con una somma importante affidatagli dall’azienda. Un caso che non deve arrivare all’attenzione della polizia né delle autorità. Carla, investigatrice privata atipica e specializzata in missioni all’estero, capisce subito che non si tratta solo di scoprire dove si trova Alfredo Mancini e di recuperare i soldi, ma di proteggere interessi più inconfessabili. Parte senza esitare, lasciando marito, figlio piccolo e una quotidianità ordinata che le sta stretta. Presto, Carla non avrà più tempo per chiedersi cosa non vada nella sua vita, perché appena atterrata nella capitale algerina troverà una sorpresa: le verrà affiancato un investigatore locale, Youcef Belkacem, alto, ironico, pieno di risorse.

Mentre la vita di Mancini in quell’angolo di Nordafrica – tra un’amante abbandonata e una liaison con la malavita – si rivela assai più complicata del previsto, Carla e Youcef si inoltrano in una città stratificata e viva, dove ogni verità sembra dipendere da chi la racconta. E man mano che l’indagine prosegue, Carla si accorge che nulla, in quel viaggio, riguarda soltanto la persona che deve ritrovare, perché ogni passo la costringe a rinegoziare il proprio sguardo, il proprio ruolo, la propria posizione nel mondo. Fughe rocambolesche, generali corrotti, night club equivoci, il fascino di un appuntamento nel deserto: la travolgente spy story di Valentina Fornelli gioca in maniera intelligente con i canoni del genere, innovandoli e ribaltandoli.

Carla – libera, poliglotta, brillante, spregiudicata – non ci porta soltanto in un’Algeri viva e magnetica; ci fa da guida nelle logiche di un potere opaco, fatto di privilegi e nuove forme di dominio, e nelle vie di una possibile resistenza.

«Alfredo Mancini, ma amichevolmente lo chiamiamo tutti Fred. Sa, siamo…» «Come una grande famiglia, certo. E da quanto tempo lavora per voi?»

La Costellazione del Pesce è il primo romanzo di Valentina Fornelli, un noir dalle sfumature spy story. Protagonista è Carla Berio, investigatrice privata specializzata in casi internazionali, attraverso cui coltiva la sua passione per le lingue e le culture straniere.

Carla amava conoscere l’etimologia delle parole, stabilirne unicità e differenze attraverso diverse lingue.

Carla riceve un incarico da Galli, proprietario di un’azienda dolciaria con interessi internazionali. In Algeria è sparito Alfredo Mancini, il tecnico inviato a seguire l’avvio di nuovi macchinari, scomparso insieme a una notevole somma di denaro.

La scelta di evitare le autorità e affidarsi direttamente a lei convince Carla che l’imprenditore stia nascondendo dettagli importanti e che il caso sia legato a ambienti rischiosi e poco trasparenti. Ad affiancarla nelle indagini c’è Youcef Belkacem, referente algerino dell’azienda.

«Ya hasra, e che ne so? C’è solo una cosa più odiosa di chi si preoccupa tutto il tempo di ingrassare. Chi fa finta di preoccuparsene.» Carla emise un rutto sonoro. «Touché.» E insieme risero con la bocca piena nella Clio parcheggiata.

L’aspetto più coinvolgente del romanzo non è soltanto l’indagine, ma soprattutto l’atmosfera di Algeri, raccontata come una città viva, intensa, sensuale e piena di contrasti.

L’autrice la descrive con immagini molto visive e immersive, evitando però stereotipi ed effetti esotici. Vicoli, locali e incontri sembrano sempre nascondere qualcosa, contribuendo a creare un equilibrio continuo tra spy story, thriller e tensione politica.

Cercò le mosse che aveva visto fare alla cubista appena era entrata nel locale, e misteriosamente le trovò. L’erba e la vodka rendevano facili i movimenti.

Youcef, l’investigatore algerino che affianca Carla, introduce una nota di leggerezza tagliente che si intreccia a una tensione mai del tutto risolta. Il loro rapporto si sviluppa fuori da schemi sentimentali prevedibili, costruendosi su un equilibrio instabile fatto di diffidenza, attrazione implicita e rispetto reciproco.

I dialoghi tra i due rappresentano alcuni dei momenti più riusciti del romanzo, grazie a uno scambio rapido, vivace e spesso allusivo.

Valentina Fornelli

Valentina Fornelli (Savona 1984), dopo una laurea in Lingue e culture dell’Asia e dell’Africa, lavora come traduttrice e copywriter. Ha partecipato a progetti collettivi come “Comincia adesso. Fughe ed evasioni quotidiane”, pubblicato da Eris Edizioni, e ha curato per anni un blog personale sul mondo del lavoro precario, “La pentola d’oro”. È stata tra le fondatrici e redattrici di “Struggles in Italy”, un progetto di informazione dal basso sull’Italia in lingue diverse dall’italiano.

La prosa di Valentina Fornelli è asciutta e incisiva, priva di orpelli, e si affida a immagini nette, immediate, capaci di restare impresse.

Nelle sezioni ambientate in Algeria, soprattutto quando entrano in gioco il deserto e la qualità della luce, la scrittura si distende e diventa più evocativa, quasi onirica, ma resta sempre chiara e ben controllata.

Carla si attendeva quella domanda, anche se sperava che Youcef gliela risparmiasse.

La Costellazione del Pesce è un romanzo che mette al centro il modo in cui si interpreta un paese straniero, le dinamiche del potere e, indirettamente, anche se stessi. Nel seguire le tracce di un uomo scomparso, Carla si ritrova a confrontarsi con aspetti della propria identità che aveva messo da parte. È proprio questa doppia traiettoria, esterna e interiore, a dare spessore alla storia, fino a farle quasi coincidere. Il risultato è un libro capace di unire ritmo e tensione narrativa a una riflessione più profonda, di natura politica ed emotiva.

La verità era che ormai le veniva persino difficile dirlo a sé stessa, ciò che le piaceva. Riusciva a immaginare una vita diversa da quella?

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