Recensione di Sharon Lattanzi
TRAMA
Lo sceriffo Bree Taggert pensava di aver chiuso i conti con il male quando ha arrestato il feroce assassino a sangue freddo Travis Ekin. Ma il sangue chiama sangue: la famiglia di Travis, un clan di psicopatici violenti, giura una vendetta senza scrupoli e Bree diventa il loro bersaglio numero uno. Ogni ombra nasconde una minaccia, ogni passo un pericolo.Nel frattempo, la vita della sua migliore amica, Dana Romano, precipita in un incubo.
Arrivata per un appuntamento romantico, trova il suo fidanzato riverso a terra, un foro di proiettile nel petto. Uno sconosciuto la aggredisce selvaggiamente, svanendo poi nel nulla attraverso la porta sul retro. Ma la verità non basta a salvarla: il crimine ricade sotto un’altra giurisdizione e Dana si ritrova intrappolata come principale sospettata, con il cappio della giustizia che si stringe intorno al suo collo.Bree, affiancata dall’investigatore Matt Flynn, si lancia in un’indagine clandestina per scagionare Dana, ma il tempo gioca contro di loro.
Minacce di morte sempre più perverse colpiscono la sua famiglia, mentre un secondo omicidio scuote le indagini, portando alla luce una prova che lega i due casi in un intreccio agghiacciante.Con un killer che sembra sempre un passo avanti, Bree e Matt dovranno scavare nel cuore oscuro della verità, prima che l’ira della famiglia Ekin e un assassino senza volto trasformino la loro caccia in una vendetta mortale.
Vendetta mortale di Melinda Leigh è un thriller dalla trama lineare, piuttosto classico nel suo genere, senza un eccesso di colpi di scena.
Settimo capitolo della serie, il romanzo trasporta il lettore in una storia di intrighi, vendetta e inganni, in cui lo sceriffo Bree Taggert si trova ad affrontare una famiglia pericolosa e violenta. La struttura narrativa alterna capitoli lunghi e brevi, contribuendo a mantenere viva la tensione e a stimolare la curiosità.
Bree e Matt sono protagonisti solidi: determinati, coraggiosi e pronti a tutto pur di proteggere la propria famiglia. Tuttavia, manca quel “qualcosa” capace di creare un vero legame emotivo con il lettore. Pur essendo ben costruiti, restano in superficie, senza un reale approfondimento psicologico. Al contrario, i personaggi secondari — come Dana Romano e Nolan — risultano più incisivi e sfaccettati, quasi al punto da rubare la scena.
Scelta narrativa che porterà l’autrice a scrivere un libro su di loro? Può darsi.

Melinda Leigh
Melinda Leigh è un’autrice bestseller di Amazon e del Wall Street Journal, nota per i suoi avvincenti romanzi di suspense e i suoi personaggi ben delineati. Ex funzionaria di banca, dopo essersi unita all’associazione Romance Writers of America ha deciso che scrivere era più divertente di analizzare i rendiconti finanziari.
Con un background nelle arti marziali e una profonda comprensione della medicina legale e delle indagini criminali, Melinda Leigh porta autenticità e intensità nelle sue narrazioni.
Le sue opere hanno ricevuto numerosi premi e un pubblico di lettori devoti, consolidando il suo status di voce di primo piano nel genere thriller. Vive in una casa disordinata con la sua famiglia e un piccolo branco di animali, adottati dai centri di recupero.
Dal punto di vista della trama, Vendetta mortale d Melinda Leigh possiede tutti gli elementi tipici del thriller: tensione, pericolo e un intreccio che invita il lettore a proseguire.
Pur non puntando su continui colpi di scena, la storia si sviluppa con un ritmo variabile. In alcuni passaggi, però, si ha la sensazione che la narrazione si dilunghi eccessivamente: certi capitoli si soffermano su momenti quotidiani poco rilevanti, rallentando l’andamento e distogliendo l’attenzione dal fulcro della vicenda.
Nonostante ciò, lo stile dell’autrice rimane scorrevole, anche se a tratti tende alla prolissità.
Interessante la scelta di inserire una pluralità di antagonisti: un espediente che contribuisce a confondere il lettore, rendendo più complessa l’individuazione del colpevole e aumentando il coinvolgimento nella ricerca degli indizi.
Adrenalina, suspense e azione restano elementi costanti — salvo qualche rallentamento — fino al climax finale, dove la storia conduce a una conclusione sorprendente.
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