La mossa del re di Max Seeck

La mossa del re Salotto Giallo

Recensione di Monica Truccolo

TRAMA

Sulle rive ventose di Seurasaari, un’isola al largo di Helsinki, viene ritrovato un cadavere: la pelle ricoperta di vernice bianca, un pezzo degli scacchi incastrato in gola. Poco dopo, alla polizia arriva una lettera anonima cifrata che indica una mossa di scacchi e il luogo esatto dell’omicidio. È solo il primo delitto, l’inizio di una sfida mortale. I crimini seguono una logica precisa e gli indizi rimandano a simboli e strategie che sfuggono ai protocolli investigativi.

L’omicida non si limita a colpire: provoca, anticipa e orienta l’indagine come su una scacchiera. Incapace di decifrare il disegno che unisce i delitti, la polizia coinvolge Milo Perho, ex profiler dotato di un talento unico nel leggere la mente dei criminali. Per fermare il killer, Milo è costretto a collaborare con Stanislav, campione europeo di scacchi e suo patrigno, l’unico in grado di interpretare il linguaggio strategico dell’assassino.

Ma l’indagine si trasforma presto in una sfida personale: ogni mossa è calcolata, ogni indizio apre un nuovo livello di lettura, come se il killer stesse conducendo Milo esattamente dove lui non vuole tornare: nel cuore del suo passato. Milo capisce che non sta solo inseguendo un assassino. È stato scelto come avversario. In questo gioco non esistono pedine innocenti. E la partita è appena iniziata.

L’ispettrice scosse la testa e si accovacciò accanto al corpo della giovane donna, avvolto in un telone, che sprigionava uno strano odore chimico.

La mossa del re è un thriller psicologico che si apre con il ritrovamento del corpo di una donna dall’aspetto inquietante…

Il cadavere è completamente dipinto di bianco e, dall’esame autoptico, emerge la presenza di un pezzo degli scacchi incastrato nella gola.

Minka Laine, a capo dell’indagine, decide di coinvolgere l’ex profiler Milo Perho, costretto a collaborare con il patrigno Stanilav, consulente per la sua esperienza nel gioco, con cui intrattiene un rapporto complicato.

Tuttavia, il ricorso a consulenti esterni doveva prima essere approvato dal responsabile del bilancio del Ministero dell’Interno, e Åvist non aveva certo avuto il tempo di avviare tale procedimento.

Milo Perho, chiamato dalla polizia solo nei casi più pericolosi, è un personaggio complesso e sfuggente, difficile da comprendere fino in fondo.

Dietro il suo apparente autocontrollo si nasconde una mente fredda e calcolatrice, che lo porta a mantenere sempre una distanza emotiva, anche nei rapporti più intimi.

Questo emerge chiaramente nella relazione con la moglie, che assume spesso i contorni di un rapporto a tre, la presenza di un altro uomo, condivisa e accettata da entrambi, diventa il segno di un equilibrio fragile e di un bisogno di evasione che la coppia non riesce a colmare da sola.

A questo si aggiunge un passato familiare irrisolto, segnato da un rapporto difficile con il padre e la madre.

Nella loro stanza da letto c’era già stato molte volte un terzo partner, ma sul piano emotivo erano sempre stati solo in due. Finora.

La trama del romanzo si sviluppa su due piani temporali: il presente, in cui si svolgono gli eventi principali, e i ricordi di Milo, che forniscono contesto e approfondimento psicologico, rivelando esperienze passate che influenzano le sue azioni e decisioni nel presente.

Max Seeck

Max Seeck, finlandese, con “Il lettore fedele”, primo romanzo della serie con la detective Jessica Niemi della polizia di Helsinki, ha raggiunto il successo internazionale, entrando immediatamente nella classifica dei bestseller del New York Times e dello Spiegel. Venduta in quaranta paesi, la serie avrà presto una trasposizione televisiva.

La mossa del re di Max Seeck intreccia mistero, tensione e colpi di scena in una storia coinvolgente, popolata da personaggi affascinanti.

La prosa, essenziale e incisiva, sostiene un ritmo dinamico che mantiene viva l’attenzione del lettore.

L’alternanza tra introspezione e azione alimenta una suspense costante, rendendo la lettura avvincente dall’inizio alla fine. L’intreccio si sviluppa con coerenza e gradualità, conducendo a un finale sorprendente e ben orchestrato. I personaggi sono curati nei dettagli, e le loro interazioni contribuiscono a dare profondità e significato all’intera narrazione.

«L’assassino forse ha in qualche modo accesso a dati riservati» continuò Minka.

Tra i personaggi secondari, Stanilav, patrigno di Milo, gioca un ruolo importante nelle dinamiche tra i protagonisti.

La sua presenza contribuisce a sviluppare la trama e le relazioni tra i personaggi, senza che vengano esplicitate in dettaglio tutte le sue motivazioni o caratteristiche personali.

Milo si girò e si allontanò, diretto verso il parco dell’Esplanadi. Sarebbe sicuramente riuscito a fuggire prima che arrivasse la pattuglia della polizia, ma Diana sapeva il suo nome.

Tuttavia, La mossa del re pur avendo una trama avvincente e personaggi complessi, può risultare eccessivamente inquietante e pesante. Il tono opprimente, unito alle lunghe descrizioni dell’ambientazione e alle profonde introspezioni psicologiche, può rallentare il ritmo della storia e rendere difficile empatizzare con i personaggi.

«A prendere quel bastardo» rispose Milo. «E ve lo porterò con un fiocco al collo. Vediamo poi cosa Rehn avrà da dire.»

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